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Arti: argomenti d'interesse generale

Trattato della pittura

Leonardo da Vinci

Libro

editore: Demetra

anno edizione: 2019

pagine: 544

Leonardo afferma che la pittura ha il primato su tutte le arti ed è la guida di tutte le discipline; assimila la pittura alla filosofia e la pone al vertice dell'architettonica dei saperi, ovvero della struttura enciclopedica della conoscenza. Leonardo è contemporaneamente l'ultimo dei medioevali e il primo dei moderni, infatti mantiene la struttura dei saperi con le loro relazioni interne in continuità con la tradizione antica e medioevale, ma ne sovverte la gerarchia inventando una nuova dimensione scientifica: la scienza della pittura. Leonardo rivendica per la pittura un posto nobile tra le arti liberali, al pari della filosofia.
9,90 8,42

Il vampiro dei titoli

Alberto Abruzzese

Libro

editore: LIGUORI

anno edizione: 2018

pagine: 59

Una raccolta di alcuni racconti brevi di genere fantastico scritti dall'autore in anni di formazione che devono molto alla città di Napoli in cui ha insegnato per venti anni sino a diventarne cittadino onorario. In più di 50 anni di partecipazione ai grandi temi e conflitti della modernità e della post-modernità come saggista e docente (Federico II di Napoli, Sapienza di Roma, IULM di Milano), Alberto Abruzzese ha mutato la sua vocazione disciplinare passando da una sociologia dell'immaginario collettivo (metropoli, cinema e televisione) a una mediologia dei nuovi linguaggi delle reti digitali. Le passioni deliranti raccolte in queste pagine richiamano il suo romanzo "Anemia".
8,99 7,64

I baffi del bambino. Scritti sull'arte e sugli artisti

Luca Bertolo

editore: Quodlibet

anno edizione: 2018

pagine: 232

Vengono qui raccolti i testi sull'arte che Luca Bertolo, ormai da vent'anni, affianca alla sua attività di pittore. L'autore si confronta con dei nuclei tematici ben precisi, come il rapporto tra arte e politica o lo statuto della pittura contemporanea nel contesto di un'arte che si suppone postmediale, riflettendo allo stesso tempo sulla crisi attuale della critica d'arte. Questi temi vengono variamente declinati da Bertolo attraverso ritratti di artisti della sua generazione, recensioni di mostre e riflessioni teoriche più generali, restando sempre fedele all'urgenza di mostrare in controluce gli aspetti essenziali della propria pratica artistica.
22,00

Il pittore della vita moderna

Charles Baudelaire

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2018

pagine: 83

"Il pittore della vita moderna" non è solo la summa dell'estetica baudelairiana, ma è anche il manifesto teorico dell'intera avventura dell'arte moderna. Non molti altri testi possono vantarsi di aver incarnato così profondamente lo spirito di un'epoca, le sue tensioni, le sue contraddizioni interne, la sua spinta utopica verso il futuro. Opera breve, apparentemente legata al genere dell'«omaggio» (al pittore Constantin Guys), questo scritto racchiude la forza di un gesto inaugurale: con pochi colpi di pennello, pone le basi per l'avvento della modernità. Baudelaire vi tratteggia, infatti, l'ideale di un'arte capace di dire simultaneamente «l'eroismo della vita moderna» e la sua sospensione critica. Attraverso la sua argomentazione serrata e immaginifica, la modernità, sorta tra i boulevards e i faubourgs di quella Parigi che Benjamin definì la «capitale del XIX secolo », assume uno sguardo penetrante e ci fissa immobile, sospendendo tutte le superficiali certezze di noi «postmoderni». Più che del passato, questo breve scritto sembra mostrarci l'immagine del futuro indecifrabile di una modernità ancora a venire. Con uno scritto di Federico Ferrari.
13,00

Italia nostra

editore: GANGEMI

anno edizione: 2018

pagine: 64

Rivista mensile dell'Associazione Nazionale per la tutela del Patrimonio Storico, Artistico e Naturale della Nazione.
5,00

Ritratti

John Berger

Libro

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2018

pagine: 654

John Berger non sopportava di essere definito un critico d'arte. Lo riteneva un insulto. Eppure per tutta la vita ha continuato a descrivere i suoi incontri con l'arte, le epifanie di fronte a un dipinto o una scultura, i viaggi immaginari negli atelier in cui un'opera veniva pensata e realizzata. Poco importava che quegli incontri assumessero le sembianze di un romanzo, una poesia o un saggio; non si trattava di critica, ma di narrazione nel senso più antico del termine: una voce che racconta ciò che gli occhi hanno visto e le mani toccato, un ascoltatore che riceve in dono un'esperienza e uno sguardo, e infine uno spazio da condividere. Se non è critica, questo volume non è neppure un canone o una storia dell'Arte - anche se prende avvio dalle pitture rupestri e termina oltre Basquiat -, perché per John Berger tutti gli artisti ospitati nella sua scrittura sono ancora vivi e presenti: sono vivi gli ignoti pittori della Cueva de las Manos, che migliaia di anni fa portano nel profondo della terra il vento, il tuono, il dolore e i luoghi remoti; è vivo Rembrandt, per cui l'abbraccio è sinonimo di pittura; è viva Frida Kahlo, che dipinge con la sua stessa pelle; è vivo Matisse, mentre fa cozzare i suoi colori come cembali di una ninna nanna; ed è vivo Picasso, che dipinge sulla tela una bestemmia. Ritratti è la raccolta più completa degli incontri di John Berger con i suoi artisti: dai pugnaci scritti militanti degli anni cinquanta a quelli più recenti e pensosi, molti dei quali inediti in Italia. Del resto, che per Berger un ritratto fosse un incontro, lo ha chiarito nel descrivere un suo stesso disegno: «A poco a poco la testa sulla carta si è fatta più simile alla sua. Ma ora sapevo che non le si sarebbe mai avvicinata abbastanza, perché, come può capitare quando si disegna, avevo finito per amarla, per amare tutto di lei». Gli ottantotto ritratti di questo libro sono atti d'amore scritti con la stessa matita con cui era solito disegnare: ottantotto incontri fatti di approcci, cancellature e successivi ripensamenti, di colpi di fulmine immediati e laboriose riconciliazioni. Sono l'«inconsapevole diario di bordo» di un grande storyteller, l'autobiografia di un uomo attraverso ciò che ha osservato.
45,00 38,25

Arte e legalità. Per un'educazione civica al patrimonio culturale

Tiziana Zanetti, Annalisa Palomba, Leonardo Salvemini

editore: SAN PAOLO EDIZIONI

anno edizione: 2018

pagine: 160

Il patrimonio culturale è di tutti e dall'essere di tutti e di nessuno il passo è breve, anzi brevissimo. L'intenzione, forse pretenziosa, certamente seria del volume è quella di cercare di "dimostrarne" la necessaria pubblica fruizione e responsabilizzazione affinché tutti se ne prendano cura. La materia di riferimento è il diritto dell'arte e dei beni culturali: disciplina prodigiosa sul piano degli approfondimenti e della messa a giorno di alcune delle questioni cruciali per una comunità, nazionale o locale che sia. Nella piena consapevolezza che serva un approccio multidisciplinare di osservazione (che è ben più della contemplazione per quanto anch'essa fondamentale), di comprensione e di educazione al patrimonio culturale, il volume si occupa dell'analisi del profilo giuridico che lo caratterizza, riferendosi a quel complesso sistema della tutela (penale) previsto dal nostro ordinamento giuridico. In una sezione del volume queste "regole" vengono messe alla prova. La storia e la contemporaneità, infatti, ci mostrano quotidianamente la fragilità dei beni culturali, non solo nelle aree di crisi internazionale o negli episodi più celebri di aggressione, ma ogni giorno nel nostro Paese, nei nostri paesi: ed è qui che si gioca la sfida, forse la più importante e impegnativa, della salvaguardia. Non è un libro solo per gli addetti ai lavori, anche se certamente guarda a coloro che si occupano di tutela e di formazione in materia di beni culturali, ma che si rivolge - attraverso un'architettura "discorsiva- dei contenuti, differenti prospettive di analisi che si confrontano e completano, un linguaggio il più chiaro e piano possibile - a tutti «noi, i cittadini» (S. Settis).
17,00

Instant arte. Il libro che rende facile capire l'arte, la sua storia e i suoi capolavori

Mauro De Carli

Libro in brossura

editore: GRIBAUDO

anno edizione: 2018

pagine: 373

«L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.» Con questa frase, Pablo Picasso dava un originale punto di vista sull'arte e sul suo ruolo fondamentale. Ecco allora un nuovo manuale dedicato alla comprensione dell'arte dalla preistoria ai giorni nostri. Ogni corrente e ogni opera sono spiegate in modo immediato e simpatico, da un punto di vista accessibile. Grazie allo stile diretto e alle tante illustrazioni sarà ancora più facile imparare l'arte. Il libro contiene la fedele rappresentazione di decine di opere, e inoltre vignette, schizzi e bozzetti ispirati a grandissimi capolavori. Tavole cronologiche e grafici disegnati direttamente dall'autore rendono il tutto ancora più intuitivo. Test yourself! Il libro invita ad approfondire i vari argomenti con esercizi pratici, per scoprire l'arte, ma anche l'artista che è in te.
19,90 16,92

Destination art. 500 artworks worth the trip

PHAIDON EDITORS

Libro

editore: PHAIDON

anno edizione: 2018

pagine: 560

29,95 25,46

Bianco su nero. Iconografia della razza e guerra d'Etiopia

Vanessa Righettoni

Libro

editore: Quodlibet

anno edizione: 2018

pagine: 195

Questo libro indaga l'immagine dell'indigeno proposta in Italia tra il 1935 e il 1936, durante la guerra d'Etiopia. Dall'analisi di quest'ampia produzione grafica, rintracciata perlopiù sulla stampa periodica, emerge un panorama fitto di sollecitazioni culturali e visive ma anche di distorsioni e contraddizioni, rimaste impigliate nel discorso di regime: un'Africa vittima e una carnefice; un'Africa seducente e, al tempo stesso, una ripugnante. Le immagini di schiavi oppressi (da liberare) si mischiano con quelle di africani bruti (da domare) ed è sempre meno facile accertare la natura dell'impresa fascista che sembra configurarsi, al contempo, come una guerra di liberazione e di aggressione. La contraddizione esplode poi irrisolvibile nella figura della donna africana, costretta, a seconda delle esigenze, nei due opposti stereotipi della Venere nera o della selvaggia maleodorante. Il richiamo alla prima guerra d'Africa e alla cocente sconfitta di Adua del 1896 era invece finalizzato, com'è ovvio, a suscitare un sentimento di vendetta per i caduti, fatalmente travolti dalla ferocia degli abissini barbari, bestiali e crudeli. Ma gli stereotipi si potevano anche rimescolare, fino a ribaltarsi sull'immagine dei nemici europei, gli inglesi, accusati di altrettante nefandezze. È quindi entro la rigida maglia della narrazione coloniale, compresa fra gli estremi dialettici di civiltà e barbarie, che il discorso razzista prende vita e si concretizza, in una prospettiva ideologica e politica utile a chiarire il delinearsi dell'opzione razzista in Italia, in anticipo sulle tragiche leggi del 1938.
20,00 17,00

Il capolavoro invisibile. Il mito moderno dell'arte

Hans Belting

Libro

editore: Carocci

anno edizione: 2018

pagine: 574

«Il tema di questo libro è l'ideale dell'arte assoluta, che ha guidato incessantemente la produzione artistica pur avendola sempre elusa. Questa aspirazione irrealizzabile dell'arte è spesso confusa con l'ostsessione di produrre qualcosa di veramente nuovo e originale, anche se, in effetti, il nuovo è spesso soltanto la maschera di un ideale che è ancora alla ricerca del suo posto nel mondo dell'arte». (Hans Belting) Quando, ai primi dell'Ottocento, il processo di autonomia dell'arte giunge a compimento, le opere cominciano a essere ritenute il "luogo" nel quale essa deve trovare la propria ragion d'essere, nonostante la si concepisca come assoluta e mai pienamente realizzabile. Sulla scia del celebre racconto di Balzac ll capolavoro sconosciuto, Belting conia l'immagine del "capolavoro invisibile" per designare e descrivere questo ideale irraggiungibile. Servendosi di tale immagine, l'autore scandaglia e decostruisce alcuni punti nodali delle vicende artistiche occidentali otto-novecentesche, in un racconto nel quale emerge che la corrispondenza tra l'arte come idea e l'opera come suo inveramento ha assunto una connotazione utopica.
65,00 55,25

La lingua dei segni nella Vergine delle rocce. Un'ipotesi sulla firma di Leonardo

Maria Pirulli

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2018

pagine: 166

Nel 1482 Leonardo giunse a Milano per lavorare alla corte di Ludovico il Moro e nel corso dei primi anni soggiornò nella parrocchia di San Vincenzo in Prato, ospite della famiglia De Predis. Tra i sette fratelli De Predis c'era anche Cristoforo, eccellente miniaturista, che, nato sordo, si esprimeva per mezzo di "certi segni". In questo saggio la storica dell'arte Maria Pirulli torna su questo singolare rapporto e sull'influenza che la lingua dei segni ha avuto sull'opera leonardesca, con particolare riferimento a uno dei più celebri dipinti dell'artista: la "Vergine delle rocce". Cosa si nasconde dietro la gestualità delle figure presenti nella scena raffigurata da Leonardo? Maria Pirulli ricostruisce questo straordinario e insospettabile dialogo tra arte e linguaggio.
16,00 13,60

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