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Letteratura teatrale

La nuova colonia-Lazzaro-I giganti della montagna

Luigi Pirandello

Libro

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2019

pagine: 325

Dall'atmosfera brechtiana della "Nuova colonia" alla materia religiosa di "Lazzaro", fino all'incompiuto "I giganti della montagna": le opere raccolte in questo volume - la cosiddetta "trilogia del mito" - concludono la parabola artistica e ideologica di Luigi Pirandello. Tra le pagine ritroviamo tratti comuni a tutta la produzione teatrale dell'autore, come l'arte di disegnare le figure con vivide tinte e tratto graffiante, e nuove sfumature di pensiero, declinate nei tre piani simbolici dell'utopia socio-politica, della fede e dell'arte. La curatela di Elena Sbrojavacca, appositamente rinnovata per questa edizione, dona valore aggiunto all'opera e conduce il lettore alla scoperta delle più tipiche suggestioni del teatro pirandelliano.
12,00 10,20

L'importanza di chiamarsi Ernesto

Oscar Wilde

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2019

Nel mondo dell'upper class britannica, l'aristocratica Guendalina manifesta la sua predilezione per il nome Ernesto (Earnest, nella lingua inglese, è anche un aggettivo utilizzato per indicare colui che è serio, coscienzioso, franco) e il giovane Giovanni Worthing (Nino) ha assunto tale nome allo scopo di farle la corte, inventandosi pure un fratello scapestrato, impersonato dall'amico Algernon, che ama a sua volta la piccola Cecilia e che approfitta dall'inganno escogitato dal primo per starle accanto. La vicenda, da sempre rappresentata sui palcoscenici di tutto il mondo, si snoda in maniera quanto mai brillante, sospesa com'è fra equivoci geniali e dialoghi superbi che Wilde sa abilmente condurre sino a un lieto fine che, ancora una volta, conferma il paradosso della superiorità delle parole sui fatti anticipando tutte le risultanze del teatro dell'assurdo.
8,00

Lo scudo

Menandro

editore: Ugo Mursia Editore

anno edizione: 2019

pagine: 166

Il guerriero Cleostrato è morto. O almeno è quello che crede il suo servo frigio Davo che ha ritrovato lo scudo del padrone sul campo di battaglia accanto a corpi carbonizzati. È il punto di partenza di questa commedia di Menandro che mette in scena l'eterno scontro tra il bene e il male, rappresentato in questa storia dall'avido e crudele Smicrine che vuole appropriarsi del bottino di guerra del soldato creduto morto. Ci sono qui molti dei temi della commedia menandrea, definita dagli antichi «specchio della vita» per la capacità di rappresentare le vicende e le pulsioni umane. Nell'approfondita introduzione curata da Massimo Rossi le notizie sulla vita di Menandro, le caratteristiche della sua commedia e l'influenza che ebbe sul teatro latino ed europeo.
12,00

L'impresario delle Smirne

Carlo Goldoni

Book

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 362

Le numerose edizioni settecentesche che s'intersecano l'una con l'altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell'impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino a ora che si affrontasse la questione dell'edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all'ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall'autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l'evoluzione della singola opera fino al momento in cui l'autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell'interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna. Dalle pagine de "L'impresario delle Smirne" emerge un volto del teatro, scrutato con abile leggerezza dalla penna di Goldoni: tra scherzi e ironie si esplora con "puntualità" la vita materiale dell'universo del belcanto. Canterine e musici, "virtuosissimi", affilano le proprie armi per acquisire un ruolo privilegiato in un'esperienza unica, che li porterà in un Oriente immaginifico. Contenziosi e schermaglie frastornano il ricco impresario, che abbandona sul nascere la bella ma pericolosissima avventura della scena e lascia in balia della sorte un manipolo di artisti, ai quali non resterà che rassegnarsi a fare "compagnia" sotto la guida dell'attento conte Lasca, «amico di virtuosi, e di virtuose».
22,00 18,70

L'importanza di chiamarsi Ernesto

Oscar Wilde

editore: Foschi (Santarcangelo)

anno edizione: 2018

pagine: 77

Nel mondo dell'"upper class" britannica, l'aristocratica Guendalina manifesta la sua predilezione per il nome Ernesto (Ernest, nella lingua inglese, si pronuncia come la parola earnest, aggettivo utilizzato per indicare colui che è serio, coscienzioso, franco) e il giovane Giovanni Worthing (Nino) ha assunto tale nome allo scopo di farle la corte, inventandosi pure un fratello scapestrato, impersonato dall'amico Algernon, che ama a sua volta la piccola Cecilia e che approfitta dall'inganno escogitato dal primo per starle accanto. La vicenda, da sempre rappresentata sui palcoscenici di tutto il mondo, si snoda in maniera quanto mai brillante, sospesa com'è fra equivoci geniali e dialoghi superbi che Wilde sa abilmente condurre sino a un lieto fine che, ancora una volta, conferma il paradosso della superiorità delle parole sui fatti anticipando tutte le risultanze del teatro dell'assurdo.
9,00

La locandiera

Carlo Goldoni

Libro

editore: EDIZIONI CLANDESTINE

anno edizione: 2018

pagine: 111

Mirandolina è una donna astuta e indipendente che gestisce con efficienza la locanda lasciatale dal padre, ma ha una grande debolezza: la vanità. Ella infatti non desidera altro che essere adulata e, maestra nell'arte femminile dell'intrigo, fa sì che chiunque metta piede nella sua locanda si innamori di lei. Questa sorte è capitata pure al marchese Forlipopoli, nobile decaduto che ha venduto il titolo, e al conte d'Albafiorita, mercante arricchito che si è invece comprato la nobiltà. I due gentiluomini competono per vincere il suo cuore con regali e lusinghe, appagando in questo modo la vanità della locandiera, finché un giorno non arriva alla locanda il cavaliere di Ripafratta, aristocratico altezzoso e misogino, che disprezza e rifugge le donne più di qualsiasi altra cosa e fin da subito tratta Mirandolina come una serva. Ella, offesa da quell'atteggiamento ostile a cui non è abituata, decide di vendicarsi del cavaliere facendolo innamorare di lei. Tra un alternarsi di fraintendimenti ed esilaranti scene comiche, riuscirà Mirandolina ad uscire vincitrice dall'intrigo che lei stessa ha intrecciato?
7,50 6,38

Lisistrata. Testo greco a fronte

Aristofane

Libro

editore: RUSCONI LIBRI

anno edizione: 2018

pagine: 208

Per far cessare la guerra che insanguina le città greche, Lisistrata fa appello a tutte le donne di Grecia affinché partecipino al suo alto disegno: il ristabilimento della pace. Per conseguirla, basta che esse si rifiutino ai loro mariti finché non si risolvano a deporre le armi. Occupata l'Acropoli, incominciano la nuova guerra di secessione. Gli uomini tentano di scacciarle, ma, a mano a mano, gli uomini si trovano in condizioni tali da dover implorare la pace. Dal genio di Aristofane nasce una commedia originale, divertente, insolita, che mette a nudo gli aspetti più semplici della vita, in un crescendo di schermaglie coniugali, canti di lotta e di giubilo e programmi di governo al femminile.
12,00 10,20

Ubu incatenato

Alfred Jarry

editore: GALLUCCI

anno edizione: 2018

pagine: 79

Nel paese degli uomini liberi, Padre Ubu medita di farsi schiavo per essere davvero libero. Ubu finirà in galera, la Madre cucirà pantofoline, ma saranno ancora gli impuniti gaglioffi che conosciamo, capaci di piegare la libertà di tutti all'arbitrio dell'uno.
10,00

La mano di Kleist. Lettura della «Käthchen di Heilbronn»

Clio Pizzingrilli

Libro

editore: Quodlibet

anno edizione: 2018

pagine: 304

«La prova del fuoco» è il sottotitolo della Käthchen von Heilbronn, il dramma in versi che Kleist compose verso la fine della propria breve vita, e che rappresenta uno dei vertici della sua scrittura e, più in generale, della letteratura tedesca del Diciannovesimo secolo. Il dramma narra dell'amore della giovane Katharine, figlia dell'armaiolo di Heilbronn, per il conte Wetter vom Strahl, il quale le è apparso in sogno come futuro sposo, e che, da quel momento, lei ostinatamente insegue tra il mondo onirico e il mondo diurno. Una «prova del fuoco», effettivamente, Kleist ha posto ai suoi lettori, interpreti e traduttori, tanto la Käthchen si rivela ricca di suggestioni e delle più straordinarie evocazioni, risalenti fino all'epica germanica, che richiamano implicitamente questioni metafisiche, teologiche, estetiche e politiche. Goethe vi rinvenì «un singolare miscuglio di cose insensate e sensate», giudizio confermato da Benedetto Croce; Robert Walser vi ha visto la nascita del mito dostoevskijano del sottosuolo. In tale prova si è cimentato Clio Pizzingrilli, uno degli interpreti in maggiore sintonia con lo spirito e con il mondo di Kleist, che ha compiuto, qui, un'operazione finora inedita: riattivare Kleist con Kleist. Pizzingrilli ha inteso condurre il lettore nella selva del testo, senza mitigarne le asperità e le durezze, ma mettendone finalmente in evidenza tutti i richiami nascosti e le segrete questioni metafisiche, in modo da far risplendere tra le sue pieghe la consistenza più propria e originaria della lingua e del pensiero di Kleist.
22,00 18,70

Il festino di Baldassar. Auto-sacramental

Benjamin Fondane

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2018

pagine: 150

Filosofo, poeta, sceneggiatore e regista, Benjamin Fondane fu anche drammaturgo. "Il festino di Baldassar" - scritto in Romania nel 1922 e ripreso successivamente a Parigi nel 1932 - fu pubblicato solamente postumo. Egli dedicò grande attenzione alla stesura di quest'opera teatrale, rielaborandola diverse volte, tanto che l'ultima stesura in lingua francese datata 1932 - su cui è stata condotta la presente traduzione - mostra differenze significative rispetto alla precedente. Resta tuttavia, tra le due versioni, un legame essenziale. La scrittura poetica e la riflessione filosofica conservano, come un'incrostazione luminescente tra le righe, la stessa radicale consapevolezza dell'esperienza tragica che, come un fulmine o un terremoto, può improvvisamente innescarsi nella vita di ogni uomo, sia egli uno schiavo, un esiliato o un re. Il mito biblico tratto dal Libro dei profeti, ben lontano dalla sua fonte originaria, converge a innervare e supportare uno sguardo, quello di Fondane, che sa scrutare nella voragine di un mondo assurdo, abbandonato dagli dèi e dagli uomini, popolato da fantasmi. Un mondo che già conosce l'horribile dictu: "Il lavoro rende liberi!".
14,00 11,90

La bella di Amherst. Il racconto della vita di Emily Dickinson

William Luce

Libro

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2018

pagine: 81

Basata sulla vita della poetessa Emily Dickinson dal 1830 al 1886 e ambientata nella sua casa di Amherst, nel Massachusetts, l'opera si avvale del suo lavoro, dei diari e delle lettere per ricordare i suoi incontri con le persone significative della sua vita - famiglia, vicini, amici e conoscenti. Riequilibra l'agonia della sua reclusione con gli intensi luminosi momenti di una ispirazione estatica e trascendentale. Il libro spinge il lettore a varcare la soglia delle mura domestiche di Emily Dickinson, la "Bella di Amherst", per addentrarsi nel nodo della sua vita familiare, nel quale individua una magmatica fonte della sua opera letteraria. La pièce di William Luce, tradotta da Silvio Raffo, ci racconta la storia di una figura femminile sensibile e innovativa nel suo modo di agire e pensare, un carattere umano che trovò nella poesia lo strumento più adeguato per esprimere il suo profondo sentire.
12,00 10,20

Magia e altri sette drammi

Gilbert K. Chesterton

Libro

editore: JOUVENCE

anno edizione: 2018

pagine: 374

Una dama vessata da un signore tirannico, tre politici che banchettano, un personaggio incappucciato dai poteri misteriosi, un santo nel deserto; e poi cavalieri che incrociano le spade, intellettuali settecenteschi, automi meccanici d'aspetto umano: sono solo alcuni dei personaggi che calcano le scene in questa variopinta serie di drammi. L'attività teatrale di Chesterton - che si compone di opere eterogenee, ma sempre caratterizzate dal consueto connubio di leggerezza e profondità - fu lodata dal premio Nobel Bernard Shaw, secondo il quale Chesterton aveva una bravura naturale per il dialogo e sprecava il suo talento nel non scrivere per il palcoscenico. I testi qui raccolti spaziano per la sua intera vita di scrittore e rivelano al lettore l'opera drammatica, fin qui trascurata, del grande autore inglese.
24,00 20,40

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