Carocci: Studi storici Carocci
La lingua nei lager nazisti
Donatella Chiapponi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2004
pagine: 140
Lagersprache è detta la lingua usata nei campi di concentramento nazisti. Questo linguaggio era spesso costituito da un impasto plurilingue - con predominanza del tedesco - espressione della composita popolazione multietnica e cosmopolita internata. L'autrice disegna le caratteristiche di questa "lingua internazionale" centrata sulle necessità più elementari: "pane", "freddo", "dolore", "botte" erano i termini più usati di un linguaggio di sopravvivenza in cui la violenza fisica costituiva "una variante dello stesso linguaggio". L'impoverimento lessicale configurava un gergo essenziale, ridotto, estremo. Se questa era la lingua dei dominati, quella dei dominatori manifestava un distillato di violenza.
Studi storici (2003) vol. 3-4
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2004
pagine: 1042
Questa rivista deve molto a Gastone Manacorda, che ne è stato il primo direttore quando essa nacque alla fine del 1959. E deve molto al suo metodo storico e al suo insegnamento secondo il quale la ricerca e l'attività dell'intellettuale quanto più sono "impegnate", tanto più devono essere "distaccate" e "disinteressate". Nella sua opera di studioso, Manacorda, militante del Pci, è sempre rimasto fedele alla convinzione che debba essere la ricerca storica, e non l'ideologia, il fondamento per la conoscenza della realtà. Sono qui raccolti saggi e documenti che intendono ricostruire il magistero e la figura di Gastone Manacorda (1916-2001).
Sudditi ribelli. Fedeltà e infedeltà politiche nella Roma di fine Settecento
Marina Formica
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2004
pagine: 264
Sul finire del Settecento, lo scollamento tra governanti e governati emerso in tutta Europa con la Rivoluzione francese apparve come il segno della crisi dell'assolutismo di antico regime. Roma è in proposito un osservatorio privilegiato: la complessità del conflitto tra i "due corpi" del papa mise in luce i contrasti di un'identità (di cittadini, di credenti) fattasi incerta. Il libro segue le fasi di un dibattito importante perchè introdusse linguaggi politici e pratiche sociali di radicale novità. Nel quadro di un potere pontificio che preferiva dare di sè un'immagine paternalista e conciliante più che repressiva e autoritaria, vengono analizzate la nascita e l'affermazione del movimento rivoluzionario.
Alle radici della svolta autonomista. PSI e Labour Party, due vicende parallele (1956-1970)
Ilaria Favretto
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2004
pagine: 299
Ponendo a confronto l'autonomismo socialista post-1956 con la riflessione revisionista dei laburisti britannici negli stessi anni, l'autrice propone una lettura del "riformismo di struttura" dei socialisti italiani che ne ridimensiona la presunta anomalia e ne sottolinea le analogie con il socialismo "tecnocratico" contemporaneamente riscoperto da altri partiti socialisti europei. Il volume ricostruisce, da un lato, la crisi del socialismo cosiddetto "della redistribuzione" e il revival della programmazione nel laburismo e, dall'altro, fornisce un'analisi comparata dell'esperienza italiana di centro-sinistra nella sua fase più strategica (1963-68) con i governi Wilson degli anni Sessanta.
Leopardi e «le ragioni della verità». Scienze e filosofia della natura negli scritti leopardiani
Gaspare Polizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 308
Questo libro scandaglia l'opera di Leopardi per individuarvi il ruolo delle scienze e della filosofia naturale, già presenti nella fase formativa e negli scritti "scientifici", dalle "Dissertazioni filosofiche" alla "Storia della Astronomia", al "Saggio sopra gli errori popolari degli antichi". Una filosofia della natura critica e razionalmente argomentata si evidenzia nello "Zibaldone" e traspare in modo significativo nell'opera poetica e letteraria, fino agli ultimi scritti. Polizzi ricostruisce l'interpretazione delle scienze naturali negli scritti giovanili, nello "Zibaldone" e negli scritti "pubblici", poetici e letterari: ne emerge una filosofia della natura ben radicata nel pensiero scientifico, pur se avviata a distanziarsene.
Scritti scelti. Frammenti di un percorso politico e intellettuale (1903-1978)
Lelio Basso
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 326
Il volume presenta aspetti noti e meno noti del lavoro politico e intellettuale di Lelio Basso. Pubblicato nell'anno del centenario della sua nascita, raccoglie gli scritti più evocativi della battaglia quotidiana condotta da Basso al fine di affermare i principi cardine della democrazia. Dai testi selezionati emerge un profilo a tutto tondo della sua militanza intellettuale e politica a favore della libertà e della democrazia. L'ottica tematica prescelta consente di enucleare quei fili di lunga durata che, travalicando le barriere apparentemente insormontabili della lotta politica e snodandosi lungo tutto il Novecento, evidenziano in primo luogo un Basso sostenitore e difensore dei diritti dei cittadini e dei popoli.
Disciplinare il lusso. La legislazione suntuaria in Italia e in Europa tra medioevo ed età moderna
Maria Giuseppina Muzzarelli, Antonella Campanini
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 244
Nel Medioevo e nell'età moderna è stata vivissima la preoccupazione che spese eccessive per abiti e banchetti potessero impoverire le economie cittadine. Per questa ragione, ma anche per rendere riconoscibile l'appartenenza all'una o all'altra categoria sociale tramite un codice estetico, le città emanarono costantemente, a partire dal XIII secolo, leggi suntuarie che disciplinavano il modo di vestire, i banchetti e le cerimonie. Il fenomeno si estende cronologicamente fino alla rivoluzione francese e riguarda tanto l'Italia quanto gli altri paesi d'Europa.
Ernesto Codignola pedagogista e promotore di cultura
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 142
Ernesto Codignola è stato una figura di primo piano nella cultura italiana del Novecento. Già partecipe - con accenti peculiari - della parabola filosofica dell'idealismo, seppe trovare nel tempo antidoti antifascisti fino a divenire un protagonista del rinnovamento culturale democratico del secondo dopoguerra. La riflessione educativa ha un ruolo centrale nella sua elaborazione proprio in quanto egli fu, e intese essere, contemporaneamente pedagogista e organizzatore di cultura. Il volume ne ripensa l'esperienza e ne focalizza alcuni interessi preminenti, anche attraverso la pubblicazione di documenti inediti conservati presso l'Archivio del Centro studi Codignola (Firenze).
Scienza e Stato. Il laboratorio chimico centrale delle Gabelle dalle origini al secondo dopoguerra
Antonio Di Meo
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 200
Fondato nel 1886 e fortemente voluto - su impulso del ceto politico dell´epoca - dal suo primo direttore, il chimico Stanislao Cannizzaro, il Laboratorio chimico centrale delle gabelle del Ministero delle Finanze divenne uno dei maggiori centri di ricerca dell´Italia postunitaria, nucleo generatore di un sistema di laboratori diffusi sul territorio nazionale e perno di una stagione di studi in cui, grazie soprattutto a Gerolamo Vittorio Villavecchia, il secondo direttore, nacque una nuova disciplina: la chimica merceologica. Tali vicende si collegano ai programmi politico-culturali connessi al ruolo di Roma capitale, alla nascita della scuola di chimica romana fondata da Cannizzaro, all´Istituto di via Panisperna e ai problemi della modernizzazione scientifica degli apparati statali. Questo volume si giova del ritrovamento di un fondo archivistico sull´attività del Laboratorio durante la guerra del 1915-18, che ha consentito di ricostruire l´impegno degli scienziati italiani nel conflitto e la nascita della chimica di guerra; in Appendice si pubblica, a cura di Maria Antonietta Serci, l´inventario dell´Archivio del Laboratorio.
Fanciulli soldati. La militarizzazione dell'infanzia abbandonata nell'Europa moderna
Simonetta Polenghi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 228
In diversi paesi del mondo militano oggi negli eserciti circa 300.000 fanciulli. L'Occidente vede in questa realtà un'intollerabile violazione dei diritti dei bambini, dimenticando però come anche in Europa, in età moderna, sia stata teorizzata e attuata la militarizzazione dell'infanzia abbandonata, che ebbe per circa un secolo dimensioni impressionanti. Lungo il corso del Settecento e sino alla caduta di Napoleone, in tutto il continente decine di migliaia di bambini senza famiglia ricevettero infatti un'istruzione militare e furono destinati agli eserciti e alle marine. Quest'ampia ricerca interdisciplinare, condotta sulla scorta di documentazione archivistica inedita e di un'ampia bibliografia internazionale, ricostruisce il fenomeno, svelandone le complesse ragioni e individuando un momento cruciale negli anni rivoluzionari e napoleonici, nei quali nacquero esperienze di militarizzazione dell'infanzia non prive di aspetti socialmente e pedagogicamente positivi, legati sia a un mutamento nella concezione dell'uomo e del bambino, sia alla nascita di un esercito nazionale.
Fare l'Italia. I dieci anni che preparano l'unificazione
Silvia Cavicchioli, Sabina Cerato
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 128
Dopo aver ricoperto incarichi ministeriali nel governo presieduto da Massimo d'Azeglio e avviato prime significative riforme in ambito fiscale e legislativo, il 4 novembre 1852 Camillo Benso conte di Cavour diveniva presidente del Consiglio. Grazie all'allargamento della maggioranza parlamentare consolidatasi nel "connubio" col centro-sinistro di Rattazzi, nel volgere di dieci anni il grande statista piemontese, grazie a un'accorta politica internazionale, poneva le premesse per la successiva unificazione italiana realizzando nel piccolo Piemonte, attraverso un programma economico, finanziario e commerciale di ampio respiro, un compiuto esperimento liberale.
Volevamo cambiare il mondo. Memorie e storie delle donne dell'UDI in Emilia Romagna
Caterina Liotti
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 296
Un mondo di donne che amano la politica: questo sono state e sono tuttora le donne dell'UDI (Unione donne italiane) nelle parole di Giovanna Azzini, una delle molte protagoniste che si affacciano nelle pagine di questo libro e che hanno trovato proprio in questa associazione la possibilità, ma anche il coraggio, di esprimersi per la prima volta sulla scena pubblica. Sono donne nuove, nell'agire, nel percepirsi, nel presentarsi. Soggetti autonomi, ma interni a un processo di trasformazione della società, di un "mondo" dove l'identità di genere era, ed è ancora, di difficile affermazione. Nelle memorie individuali qui raccolte si esprime una soggettività collettiva che diventa la storia stessa dell´UDI, delle sue grandi conquiste, ma anche dei non sempre facili equilibri che hanno caratterizzato le sue vicende recenti e meno recenti, tra la cultura emancipatrice dei movimenti politici di sinistra in una regione come l'Emilia Romagna e le istanze di liberazione proposte dalla pratica politica fra donne e dal femminismo.

