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Risultati della ricerca

Samuel Beckett. Una vita

James Knowlson

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2001

pagine: 876

Knowlson ricostruisce l'esistenza di Beckett a partire dal 1923, anno del suo ingresso al Trinity College di Dublino, chiarendo i burrascosi rapporti dell'autore con la madre, il trauma conseguente alla scomparsa del padre e, soprattutto, la conoscenza di Joyce. E ancora, il trasferimento dello scrittore a Parigi e l'esordio nella multiculturale società letteraria di fine anni Venti, il semestre trascorso nella Germania ormai in mano ai nazisti, l'attività partigiana in Francia, quando la scelta di vivere al di qua della Manica si fece definitiva. E la difficoltà della scrittura parallela inglese e francese, l'Irlanda lontana e la Francia vissuta ogni giorno.
38,73

Lettere. Vol. 1: 1929-1940

Samuel Beckett

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2018

pagine: 528

Samuel Beckett è stato a lungo conosciuto, e venerato, anche per la sua aura, dovuta all'aspetto fisico, all'inaccessibilità e al singolare dono per cui certe sue battute - scritte o recitate che fossero - entravano subito nella leggenda e nell'uso quotidiano. Ma soprattutto colpiva, intorno a lui, una zona di silenzio, che era in primo luogo una cifra stilistica. Così, di fronte alle sue lettere straripanti torna in mente il celeberrimo slogan inventato dai produttori di Nìnotchka per la Garbo: Beckett parla! Sì, perché nelle sue lettere Beckett parla, moltissimo, e di tutto: del suo primo datore di lavoro, «Mr Joyce»; delle regioni più impervie della psiche, che esplorava con l'aiuto di Wilfred Bion; delle numerose lingue che abitava, e da cui spesso si sentiva posseduto; della miseria in cui era costretto a vivere; della stupefacente quantità di rifiuti editoriali accumulati dal suo primo romanzo, Murphy ; e dei suoi viaggi in Europa, su cui spicca una straordinaria esplorazione della Germania di Hitler, in cui Beckett si addentra con il proposito di vedere quadri degli antichi maestri ma anche dei moderni, esattamente quelli che i nazisti, ritenendoli degenerati, avevano appena tolto dalla circolazione. A tratti, le pièce che il giovane viaggiatore avrebbe scritto dopo la guerra sembrano ispirate a fatti realmente accaduti e il «Fallire ancora, fallire meglio» appare qualcosa di più che un programma estetico. E, a libro chiuso, si ha la sensazione rara che, con Beckett, le sorprese siano appena cominciate.
50,00

L'innominabile

Samuel Beckett

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2018

pagine: 176

«Si tratta di ripetere ad arte e replicare infine alla seconda potenza l'ingresso di ciascuno di noi da straniero nel linguaggio, ma solo per esserne espulsi, secondo la parabola già tracciata col suo tedesco da Kafka, che non a caso chiamò i suoi personaggi romanzeschi solo K., così come Beckett, finita la stagione dei Murphy, Molloy e altri Malone, anzi M-alone, li avrebbe volentieri chiamati solo M (con o senza punto). Come tocca difatti per ben sette pagine nel manoscritto dell'"Innommable" a colui che diverrà infine Mahood. La questione è seria perché, esaurita la girandola di nomi con cui la borghesia si è dissolta nel presunto sistema a classe unica della guerra e dei totalitarismi, a voler trovare ancora un senso al sistema uno-a-uno su cui si basa la narrazione letteraria, a fronte della ricezione collettiva con cui s'impose quella audiovisiva, si tratta di stanare dal personaggio il lettore, e viceversa, e non d'intrappolarlo in qualcosa che lo estranei per l'ennesima volta alla sua stessa estraneità. E se per davvero occorre mettere l'uno sull'altro, o l'uno contro l'altro, Joyce, Proust e Kafka per poter comprendere la svolta epocale compiuta da Beckett non con Molloy e Malone muore, ma proprio con l'opera che avete fra le mani, siate però sicuri che per poter essere l'"innominabile", così come a ciascuno di noi viene richiesto, non occorre nient'altro che la disponibilità a rimanere una volta per tutte quello che siamo nell'atto stesso di leggere questo libro. Nessun'opera, siatene certi, vi chiederà di meno per darvi di più.» (dalla prefazione di Gabriele Frasca)
18,50

Teatro

Samuel Beckett

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 2014

pagine: 400

Il volume raccoglie una scelta dei testi più importanti di Samuel Beckett in una nuova cura, con introduzione di Paolo Bertinetti e traduzioni curate da Carlo Fruttero e firmate dallo stesso Fruttero, da Floriana Bossi, John Francis Lane, Franco Lucentini. Queste le opere raccolte: Aspettando Godot, Finale di partita, Tutti quelli che cadono, L'ultimo nastro di Krapp, Giorni felici, Parole e musica, Commedia, Di' Joe, Respiro, Non io, Quella volta, Dondolo.
14,00

In nessun modo ancora

Samuel Beckett

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2008

pagine: 98

In "Mal visto mal detto" ("Ill Seen Ill Said") una donna in nero attende la morte in un casotto nel mezzo di una pietraia. "Compagnia" ("Company") è un passo in avanti nell'esplorazione dell'inesplorabile, l'odissea di un autore negli abissi dell'immaginazione creatrice. In "Peggio tutta" ("Worstward Ho") una voce misteriosa parla della fine e della continuità che sta nella fine. Nella seconda sezione il volume raccoglie con il titolo redazionale (ma beckettiano) di "Sussulti" altri tre testi coevi: "Né l'uno nè l'altro", "Fremiti fermi" e "Qual è la parola", l'ultima opera di Samuel Beckett. Anche questi sono testi fatti di bisbigli mormorati: l'ultima frontiera della letteratura, tenebre che Beckett, come sempre, illumina con austera ilarità. La vera conclusione è nell'ultima frase di "Fremiti fermi": "Non importa come non importa dove. Il tempo e il dolore e il cosiddetto sé, tutto alla fine".
16,00

Finale di partita

Samuel Beckett

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1997

pagine: 64

9,00

Aspettando Godot

Samuel Beckett

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1997

pagine: 115

12,00 10,20
110,52
33,14

Samuel Beckett e la migrazione della parola

Maria Ricciolini

Libro: Libro in brossura

editore: ARACNE

anno edizione: 2018

pagine: 176

Al centro dell'indagine proposta dal presente volume è il modo in cui Samuel Beckett traspose la sua opera "Mal vu mal dit" dal francese all'inglese, punto di partenza per una più ampia riflessione dell'autrice sul tema della traduzione, delle problematiche relative alla fedeltà al testo o al suo contenuto e dell'autotraduzione. La ricerca è stata condotta attribuendo particolare attenzione anche alla biografia di Beckett, rivelando come alcuni episodi siano stati decisivi nella formazione della sua personalità e ne abbiano orientato le scelte sia letterarie che linguistiche.
12,00

SAMUEL BECKETT'S LIBRARY

MARK, NIXON, HULLE, DIRK VAN

Libro

editore: EDITORIA STRANIERA

anno edizione: 2013

74,05

Samuel Beckett. Nel buio di un teatro accecante

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni Clichy

anno edizione: 2016

pagine: 144

Per incontrare Beckett bisogna trovarsi al cospetto del vuoto, così come a me è successo, proprio quando la mia opera si era caricata di eccessi visuali, di troppo rumore, di incessanti e frenetiche azioni ed ero alla ricerca di una via d'uscita. Con Beckett si incontra - come io ho incontrato - un vero maestro, capace di condurre nella qualità del buio, del vuoto, dell'assenza, dell'immobilità, dell'attesa e nella consapevolezza del fallimento. È così che riusciamo ad accostarci al destino della nostra esistenza e guardare con la lente di ingrandimento nei luoghi reconditi del nostro corpo, un corpo che siamo chiamati a trascinare nel mondo così come nella scena.
7,90

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