Il tuo browser non supporta JavaScript!
Iscriviti alla newsletter

66th and 2nd

Vincere a Roma. L'indimenticabile impresa di Abebe Bikila

Sylvain Coher

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 144

Roma, sabato 10 settembre 1960, penultimo giorno dei Giochi olimpici e ultimo del calendario etiope. Sulla linea di partenza i corridori si scaldano in attesa del colpo di pistola che sancirà l'inizio della maratona. Tra loro un atleta sconosciuto, serio in volto e taciturno. È scalzo. Il suo nome è Abebe Bikila, caporale della guardia reale del negus. È lì per vincere, e vincerà. Due ore, quindici minuti e sedici secondi di corsa sui sampietrini della via Sacra, l'asfalto rovente della Colombo, il basolato di via Appia, accarezzando a piedi nudi il selciato della Città Eterna come fosse la terra dei suoi altopiani. «Vincere a Roma sarà come vincere mille volte» aveva detto l'imperatore Hailé Selassié, una rivalsa a ventiquattro anni dalla presa di Addis Abeba a opera delle truppe di Mussolini. E così Abebe corre, misura il ritmo delle falcate, risparmia il fiato, ascolta i muscoli che vibrano e mordono il freno in attesa dello sprint finale. Ad accompagnarlo la sagoma sfocata del grande Emil Zátopek e un uomo in carne e ossa, pettorale 185, misterioso contendente con cui percorrerà appaiato più di venticinque chilometri per poi staccarlo nel finale e andare da solo verso il trionfo. Un oro olimpico che incorona non soltanto Abebe ma l'intero continente africano in un'epoca in cui gli imperi coloniali si stanno sfaldando e si alza forte il grido dell'indipendenza. Accordando la sua prosa al passo instancabile del maratoneta, Sylvain Coher s'insinua nella mente di Bikila sotto forma di Piccola Voce e racconta dall'interno una delle imprese più memorabili nella storia dello sport: l'epopea del corridore scalzo, la nascita di una leggenda.
16,00 15,20

Scusate il disturbo

Patty Yumi Cottrell

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 208

Helen Sorella Affidabilità, Helen paladina dei più deboli, Helen salvatrice del mondo. Helen che condivide un monolocale a New York e si occupa di ragazzi problematici dopo una breve, brevissima stagione di popolarità come artista emergente a Milwaukee. Helen che riconduce sempre tutto a sé stessa, una delle sue molteplici doti. Eppure quando il fratello adottivo si suicida, e lei torna nella casa d'infanzia in cerca di indizi che possano spiegare il suo gesto, si ritrova alle prese con due genitori che preferirebbero non averla tra i piedi e uno zelante consulente del dolore che la tratta con troppa condiscendenza. La sua indagine si complica: su un sito Internet legge che le ragioni dietro un suicidio sono sei, come illustra a un amico del fratello che la ascolta basito, ma poi si rende conto che in realtà sono migliaia, che sei è «solo un altro modo di dire abisso». Presto tra le intenzioni di Helen e le azioni delle persone che la circondano si crea un cortocircuito che dà vita a una narrazione brillante - in cui riecheggiano le opere di Bernhard, Beckett e Bowles -, impregnata di tetro umorismo, sempre in bilico tra realtà e nonsenso.
16,00 15,20

Dimenticare nostro padre

Francesco Bolognesi

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 160

È l'estate del 2006 a San Zenone, un paese in provincia di Ferrara. Un gruppo di ragazzini delle medie trascorre le giornate a giocare a calcio sull'argine: è questa la loro passione, il loro linguaggio. Per alcuni sarà l'ultima estate prima delle scuole superiori a Ferrara, per altri quella del primo amore, della prima sbronza, della morte del nonno. Per tutti sarà l'estate dello scoppio di «Calciopoli» e del Mondiale di Germania che scandirà il loro tempo. Eruzione, Mietitura, Ilvangelo e gli altri, cresciuti tra il catechismo e i silenzi dei padri, un giorno trovano dei ragazzi pakistani che giocano a cricket nel «loro» campo, quello da calcio. Inizia così un percorso che porterà i giovani calciatori a scontrarsi tra loro e con i pakistani. Fino a quando Zanna arriverà a mentire e calunniare pur di riconquistare il campo, portando così il gruppo a chiedersi cosa sia davvero il calcio, cosa rappresenti per loro la tradizione e cosa siano disposti a fare in suo nome. "Dimenticare nostro padre" ruota quindi attorno alla domanda cruciale di ogni formazione: Fino a che punto siamo noi a decidere chi siamo e quanto invece influiscono il luogo in cui siamo nati e la nostra famiglia? Francesco Bolognesi scrive un romanzo di formazione, tra nazionali che si sfidano al Mondiale e culture che si incontrano (e scontrano) in un'estate emiliana afosa e piena di zanzare.
15,00 14,25

Daniele De Rossi o dell'amore reciproco

Daniele Manusia

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 256

Il mio io in campo. De Rossi è il romanismo. Siamo tutti DDR. Sono alcuni degli striscioni che i tifosi della Roma hanno dedicato a Daniele De Rossi al momento del suo addio. De Rossi è rimasto ben diciotto anni nella stessa squadra, quella che tifava da piccolo, con cui nel tempo ha creato un legame unico, rappresentando i romanisti di tutte le età. Daniele De Rossi è il caso più unico che raro di un calciatore moderno che ha corrisposto totalmente l'amore di quei tifosi che lo hanno visto crescere. La sua è la storia trionfale di un campione del mondo a soli ventitré anni, ed è anche una storia «in chiave minore», con pochi trofei vinti dal suo club e l'ombra di Francesco Totti, il più forte calciatore giallorosso di sempre, che incombe su di lui. È una storia che diventa unica quando si guarda il rapporto che De Rossi ha instaurato con la sua gente, rimanendo sempre coerente, essendo semplicemente sé stesso, nei suoi tanti pregi e anche nei suoi difetti. Daniele, De Rossi, DDR è stato un amico, una certezza per tutti i romanisti. E loro lo sono stati per lui, in un rapporto reciproco e fraterno. Daniele Manusia - romano, romanista, suo coetaneo e grande narratore del calcio - ha avuto la fortuna di osservare, anzi no, di vivere i momenti più importanti di De Rossi, i «giorni belli» e «quelli tristi», come recitava un altro striscione all'Olimpico nel giorno del suo ritiro. Questo libro racconta così un giocatore, e attraverso di lui non solo una squadra ma una città intera.
18,00 17,10

La baia

Cynan Jones

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 104

Al largo, sorpreso da una tempesta improvvisa, un uomo è colpito da un fulmine. Al risveglio, si scopre ferito e alla deriva a bordo di un kayak. «La sua memoria è come un mazzo di carte caduto a terra», non ricorda più chi è né perché si trovi in mare. Poi, a poco a poco, un'immagine riaffiora: una donna incinta che lo aspetta sulla costa; mentre la voce di suo padre inizia a pungolarlo, sussurrando nel vento. L'uomo dovrà affidarsi al proprio istinto e sopportare il dolore accecante di un corpo menomato per provare a posare di nuovo i piedi sulla terraferma, il cui profilo scuro appare e scompare all'orizzonte. Distillando momenti di calma e di tensione, con una prosa tersa, volubile come il moto delle onde, Cynan Jones rielabora in chiave originale il tema della lotta per la sopravvivenza, e del rapporto tra l'uomo e le forze incontrollabili della natura.
13,00 12,35

La squadra che sogna. Storia dell'Italia di Velasco

Giuseppe Pastore

Libro

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

Alla fine degli anni Ottanta, apparentemente all'improvviso, dopo un lungo periodo di sconfitte e mediocrità, la Nazionale italiana maschile di pallavolo fa uno strepitoso balzo in avanti e si trasforma nella squadra più forte del mondo. Cambiano le teste, i risultati, le prospettive: cambia la vita. L'allenatore argentino Julio Velasco, con metodi innovativi e soprattutto con grande abilità psicologica, motiva un gruppo di giocatori che, in una progressione irresistibile, si scoprono campioni. I nomi di Bernardi, Cantagalli, Gardini, Giani, Lucchetta, Papi, Tofoli e Zorzi diventano noti a tutti gli italiani, la pallavolo entra nelle case di milioni di nuovi appassionati e si fa fenomeno di costume. Per anni giochiamo meravigliosamente, vinciamo sempre e vinciamo tutto. Quasi tutto, perché ci sfugge il traguardo che Europeo dopo Europeo, Mondiale dopo Mondiale, World League dopo World League, si trasforma in ossessione: la medaglia d'oro alle Olimpiadi. Come accadde nel calcio con l'Ungheria del 1954 e l'Olanda degli anni Settanta, questo non è certo l'unico caso paradossale di una squadra «troppo forte» per raggiungere il massimo obiettivo. Quell'oro ci è sfuggito ma, per citare una delle frasi più famose del nostro ct, «quien me quita lo bailado», nessuno ci toglierà mai i balli che abbiamo ballato. Con piglio vivace e competenza sicura, mettendo lo sport sempre al centro ma senza dimenticare la società, Giuseppe Pastore racconta la «Generazione di Fenomeni». Racconta un gruppo indimenticabile di uomini che ha scritto la storia di uno degli sport più amati del nostro paese, a cominciare da Julio Velasco, maestro psicologo filosofo, del gioco e della vita.
17,00 16,15

Le cicogne sono immortali

Alain Mabanckou

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 203

Continuazione ideale di "Domani avrò vent'anni", "Le cicogne sono immortali" ci riporta nella Pointe-Noire di fine anni Settanta, in tre giorni cruciali nella storia del Congo-Brazzaville. Ritroviamo Michel, il piccolo sognatore, oggi un ragazzino con la testa sempre tra le nuvole; Papà Roger, attaccato ventiquattro ore su ventiquattro alla radio per ascoltare le ultime notizie dal mondo; Mamma Pauline, la venditrice di caschi di banane, forte, impavida; insieme a una spassosa carrellata di personaggi. Non mancano i cinema Rex e Duo, che trasmettono sempre i soliti film, il quartiere Trois-Cents, quello delle prostitute, e tutti i luoghi cari alla memoria di Mabanckou e dei suoi lettori. Ma sono appunto giornate cruciali: il presidente Marien Ngouabi, capo della Rivoluzione socialista congolese, è appena stato assassinato e la gente segue con apprensione l'evolversi degli eventi. Tre giorni che cambieranno la vita del protagonista. Ed è proprio attraverso le parole piene di ingenuità di Michel che Mabanckou torna a raccontare, con il consueto umorismo e il gusto per il grottesco, il proprio paese, con tutte le sue contraddizioni ma anche la sua bellezza nostalgica.
16,00 15,20

Roberto Baggio. Avevo solo un pensiero

Stefano Piri

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 205

Roberto Baggio non è una figura scontata: come il protagonista di un romanzo, è un groviglio di volontà e caso, un uomo incredibilmente determinato e allo stesso tempo in balìa degli eventi. Come se tutti i suoi sforzi servissero a opporsi al destino e allo stesso tempo a compierlo (uno dei tanti paradossi con cui probabilmente il buddismo lo ha aiutato a convivere). Stefano Piri ripercorre la vita e la carriera di Baggio a partire dalla sua magica apparizione a Vicenza, quando non ha ancora vent'anni e sembra un angelo spietato che inchioda gli avversari a terra. Quando ha solo un pensiero: prendere la palla e andare dritto in porta. Il viaggio del campione dentro il calcio professionistico è però anche il viaggio interiore di una persona che deve attrezzarsi moralmente ed emotivamente per un mondo molto più complesso di quello in cui è cresciuto. Baggio deve infatti affrontare l'improvvisa notorietà mondiale di Italia 90, le stagioni alla Juve, il Pallone d'Oro 1993 e la favola meravigliosa e interrotta di Usa 94. Qui arriviamo al cuore del mito del «Divin Codino», all'amore incondizionato degli italiani e alla nostalgia per gli anni Novanta. Ma Baggio è ancora di più: è l'ultimo fuoriclasse italiano del Novecento e il primo del nuovo millennio, l'ultimo che può permettersi una corporatura da mimo e il primo a diventare un'icona nella nuova celebrity culture sportiva globale, dove atleti come lui e Michael Jordan trascendono le squadre in cui giocano, i risultati e perfino la popolarità degli sport che li hanno resi grandi.
17,00 16,15

Friday night lights. Una città, una squadra, un sogno

H. G. Bissinger

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 407

In Texas il football è una religione. E in nessun altro luogo è vissuto con l'intensità che si respira a Odessa - «paradossale combinazione tra il vecchio Sud e il selvaggio West» -, dove ogni venerdì sera d'autunno, illuminata dai riflettori dello stadio, una squadra di diciassettenni va in campo davanti a ventimila spettatori. Non ci sono atleti straordinari, forse nessuno giocherà nei pro, ma intorno alle inebrianti vittorie e alle inopinate sconfitte dei Panthers si è cementato negli anni l'orgoglio di un'intera comunità. Nel 1988 H.G. Bissinger decise di trascorrere un anno proprio lì, a Odessa, «la città peggiore sulla faccia della Terra», quella con il più alto tasso di omicidi della nazione, tra file di motel semivuoti e impianti di estrazione in disuso, dove gli abitanti pensavano che «l'unico governo buono fosse l'assenza di governo». Osservatore curioso e implacabile, Bissinger passò quell'anno a studiare e intervistare i giocatori, lo staff tecnico, la gente del posto, per ricomporre poi i tasselli di una cittadina tormentata dai fantasmi della segregazione e logorata dalla schizofrenia del mercato petrolifero, in cui l'euforia del boom cede ogni volta il passo alla depressione più nera.
20,00 19,00

Tropicario italiano

Fabrizio Patriarca

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2020

pagine: 151

Esistono ancora i viaggi? Nell'epoca di Ryanair e del muoversi a tutti i costi un romanziere e intellettuale pentito ci racconta sostanze e accidenti del turismo contemporaneo, squadernato davanti ai suoi occhi come una specie di tragicommedia. I luoghi sono quelli, favolosi (stando ai cataloghi), di un'estate infinita che parla la lingua automatica di spiagge ovunque bianchissime e acque implacabilmente turchesi. A passeggio per un giardino botanico dell'Île Maurice o inseguito da una muta di feroci randagi a Bora Bora, avvolto nei riti dell'upper class italiana in trasferta alle Maldive o sprofondato nella calura isterica di Dubai, bagnato dalle acque mitologiche di Surfers Paradise o alla ricerca di un peluche smarrito in mezzo a un branco di gnu in Tanzania, Patriarca non perde mai il focus del suo sguardo: turismo come distopia, storia di grandi scenari e piccoli traumi. «Tropicario italiano» è l'esercizio di un'intelligenza che misura lo stacco tra mondo e catalogo, tra i luoghi e il loro marketing: turismo «egosostenibile», con un occhio al Novecento «viaggiato» da grandi scrittori italiani - Moravia, Pasolini, Soldati, Manganelli - e l'altro alla fotocamera dell'iPhone.
15,00 14,25

Kintu

Jennifer Nansubuga Makumbi

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2019

pagine: 457

All'alba del 2004, tra le baracche e gli acquitrini di Kampala, capitale ugandese, Kamu Kintu è prelevato da due funzionari pubblici per un interrogatorio. Ma una volta in strada, ammanettato come un ladro, verrà linciato dalla folla, pronta a trattarlo come «una cosa» priva di ogni umanità. Forse è solo un tragico scherzo del destino, oppure l'esito inevitabile presagito dal nome della vittima: in luganda Kintu significa cosa, ma designa anche il primo uomo della mitologia Ganda. All'origine di quel destino c'è un episodio accaduto nel regno del Buganda nel lontano 1750, quando il governatore della provincia di Buddu, Kintu Kidda, intraprese una pericolosa traversata per rendere omaggio al nuovo sovrano, l'usurpatore Kyabaggu. Nel viaggio però trovò la morte il figlio adottivo di Kintu, e da quella tragedia scaturì una maledizione che si ripercuoterà per secoli sulla sua stirpe. Sparpagliati nel paese, tutti i suoi eredi - l'inquieta Suubi, il vedovo Isaac Newton, il predicatore Kanani, la donna-generale Kusi, sorella di Kamu -, saranno uniti da un unico obiettivo: liberarsi dal fardello che si annida nel cuore di questa famiglia. Mescolando con sapienza leggende orali e credenze magiche a vivide scene di erotismo e violenza, Jennifer Nansubuga Makumbi ha costruito una saga che è anche la storia di una nazione, l'Uganda - sorta di «Africanstein» creata in laboratorio dagli europei -, e una ricerca di senso nell'agire degli esseri umani, perennemente divisi tra intelletto e materialità.
20,00 19,00

Casa di foglie

Mark Z. Danielewski

Libro: Copertina morbida

editore: 66th and 2nd

anno edizione: 2019

pagine: 723

Quando la prima edizione di "Casa di foglie" iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All'inizio tra i più giovani - musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina -, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò "Casa di foglie" come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l'ha definita una storia d'amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall'ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell'irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l'inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l'anziano Zampanò, e consiste nell'esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.
29,00 27,55

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.