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Libri di Alfredo Bryce Echenique

Un mondo per Julius

Alfredo Bryce Echenique

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2006

pagine: 504

Il romanzo narra la storia dell'infanzia di Julius, offrendo la cronaca spietata ma non priva di humour della dissoluzione del suo mondo affettivo nei primi undici anni di vita. E il mondo di Julius è fatto senz'altro da sua madre Susan, deliziosamente frivola e adorata da tutti, ma anche dalla famiglia di ricchi uomini d'affari a cui lui appartiene, con il suo seguito di domestici devoti e fedeli; e poi c'è la città di Lima, con le contraddizioni tipiche delle metropoli sudamericane, grazie alla quale Julius scoprirà lo scandalo dell'ingiustizia sociale. Alfredo Bryce Echenique è nato da una famiglia dell'alta borghesia in Perù nel 1939, dove ha studiato e vissuto fino al 1964, per poi trasferirsi in Francia e quindi in Spagna.
19,00 18,05

Guida triste di Parigi

Alfredo Bryce Echenique

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2002

pagine: 208

"Parigi è più simbolo di un altrove che un altrove. E poi sarà proprio vero che abito a Parigi?". Queste parole di Italo Calvino ben riassumono il significato dei quattordici racconti che compongono "Guida triste di Parigi". La città per Bryce Echenique è certamente un simbolo ma anche un luogo dove ha vissuto amori, incontri, vagabondaggi, delusioni, scoperte, amicizie.
13,00 12,35

Cuba a modo mio. Antimemorie

Cuba a modo mio. Antimemorie

Alfredo Bryce Echenique

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2010

pagine: 242

Con l'isola della rivoluzione, Alfredo Bryce Echenique ha avuto un rapporto diversissimo da quello dei suoi quasi coetanei Garcia Marquez, Cortàzar, Vargas Llosa... Lo scrittore peruviano non è mai stato molto interessato all'aspetto politico dell'esistenza: per lui contano soprattutto i rapporti umani, filtrati alla luce della sua affilatissima ironia. Ma apprende comunque con stupore di essere su una "lista nera" di scrittori che non devono essere invitati a Cuba. Una sera, esule a Parigi, ubriaco perso, ne chiede conto a Roberto Fernàndez Retamar, poeta e ministro della Cultura cubano. Di lì a poco sarà invitato all'Avana come giurato del Premio Casa de las Américas. E qui cominciano le ripetute avventure a Cuba di Bryce Echenique, pochissimo interessato ai convegni letterari e alle riunioni politiche, moltissimo alle amicizie, al buon vivere e a un'affascinante donna cubana con cui avrà una storia. Diventerà simpatico a Fidel Castro e avrà moltissimi incontri con personaggi famosi. Tornerà sull'isola altre volte, lascerà la cubana, metterà a nudo le pochezze del regime, si ubriacherà, per la sua ingenuità si troverà al centro di grossi equivoci con l'ufficialità, incontrerà una delle nipoti di Hemingway, racconterà l'ambiente letterario latinoamericano, darà la sua esilarante versione di una gita sullo yacht di stato con Felipe Gonzàlez, Javier Solana e Fidel Castro, lancerà frecciatine a Garcia Màrquez...
17,50

La vita esagerata di Martín Romaña

La vita esagerata di Martín Romaña

Alfredo Bryce Echenique

Libro: Copertina morbida

editore: Cargo

anno edizione: 2008

pagine: 645

Il señorito Martín Romana discende da uno dei più antichi casati dell'aristocrazia peruviana. È un gran lettore, ammiratore di Hemingway e, a sua volta, aspirante scrittore. Preso dal sacro fuoco della letteratura, il novello don Chisciotte decide di rinunciare agli agi di una vita pacifica e lussuosa: tronca ogni legame con la sua ricchissima famiglia e si dirige alla volta di Parigi, certo di trovarvi una vita affascinante e frenetica, come l'ha letta in centinaia di libri, a cominciare proprio da quelli di Hemingway. Scopre invece una realtà ben diversa. Prende gradualmente confidenza con il mondo ostile del vicinato intrigante e pettegolo, infestato da individui malvagi, dove, tra folli notti e gelide giornate nel quartiere latino, lui e altri immigrati latinoamericani devono far fronte a mille difficoltà. Sta quasi per cedere allo sconforto e alla delusione, ma lui, Martìn Romana, non può concepire la vita senza una buona dose di ironia, e quando finalmente si decide ad annotare su un quaderno azzurro le sue riflessioni, riacquista un po' per volta tutto il suo brio e l'irresistibile humour che lo contraddistingue. Il lettore si rende conto, ben presto, che sta leggendo un'epopea densa di immaginazione e comicità in cui Martín Romana, come uno Charlot dei nostri giorni, racconta le peripezie degli immigrati latinoamericani nella Ville lumiére del Sessantotto.
22,00

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