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Filosofia

Il cane e il filosofo. Lezioni di vita dal mondo animale

Leonardo Caffo

Libro

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 192

«Gli manca solo la parola.» È questo che dicono di Pepe, il cane di Edo, quando lo osservano. Con un pizzico di presunzione antropocentrica pensano di capirlo e credono che lui possa provare invidia per la condizione umana, così eretta e loquace. Ma come si può entrare nella mente dell'altro e raccontarne i pensieri, le paure e i desideri, senza necessariamente inquinarli con la propria prospettiva? Edo lo sa, lo sa benissimo, che non potrà mai fare proprio il punto di vista dell'adorato Pepe. Eppure ci prova, lo legge, lo studia, lo interpreta, e attraverso quello sguardo, così limpido e lucido, vede se stesso. Lui e Pepe sono inseparabili, sono la mente e la forza l'uno dell'altro. La loro giovinezza trascorre nel calore selvaggio di Catania, tra scuola, compiti e corse nel parco. In quelle pigre giornate siciliane felicità e spontaneità sono la stessa cosa, facili da afferrare come una pallina lanciata sul prato. Fino a che la vita non si mette in mezzo, sotto forma di università prima e di lavoro poi, e porta Edo lontano, nella fredda Milano, poi ancora più lontano, a Torino. È allora che Pepe smette di essere solo un cane e diventa la giovinezza, la Sicilia, la felicità, tutto ciò che Edo si è lasciato alle spalle. Gli imperativi umani sovrastano e schiacciano i suoi desideri più essenziali, alla leggerezza del gioco subentrano l'ambizione, il senso del dovere, la carriera, la vita diventa un affare complesso e stratificato. Per fortuna c'è la filosofia, a far ordine in questo caos. Un sostegno necessario, ma è sufficiente? Chissà cosa direbbe Pepe se potesse parlare. Intanto parla Edo, interroga i filosofi, si appropria dei loro pensieri rielaborandoli, rincorre a braccia tese il senso della vita e del tempo. Eppure l'unica voce che continua a toccare le corde giuste, quelle più fragili e autentiche, è quella di Pepe. È così che il cane diventa «un varco verso tutte le altre creature» e il filosofo «la cassa armonica della loro storia», il primo un filosofo, il secondo un «animale qualsiasi». I ruoli si scambiano, le prospettive si confondono e nel farlo si potenziano. Ognuno di noi ha un Pepe, rannicchiato accanto, dentro, o tutto intorno, a sussurrarci la via, spesso con il linguaggio più semplice, quello che non ha bisogno di lessico e sintassi per esprimersi. Riconoscerlo, ascoltarlo, seguirlo, non è facile, Edo ci prova da tutta una vita, perché «imparare a guardare gli animali significa imparare a muoversi insieme a loro, darsi pace con loro». E forse, solo quando dirà addio al Pepe in carne e ossa, col cuore pieno di dolore, riuscirà a farlo davvero.
18,00

Ascesa e declino della borghesia. Tre saggi sullo spirito del capitalismo

Max Scheler

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 143

"Tra i molteplici segni che ci indicano lo spegnersi di quell'ordine vitale sotto la cui forza e direzione ancora viviamo, non ne vedo alcuno che sia più convincente dell'estraniamento profondo che oggi riempie le teste migliori e i cuori più forti (nel loro ordine rispettivo) di fronte a questo ordinamento stesso. La storia di questo estraniamento è tuttora giovane. Questo nuovo atteggiamento, che ho davanti agli occhi, lo trovo anzitutto - com'è da attendersi - tra i dotti e i poeti - l'uomo di mondo può dire 'sognatori' -, per esempio in Gobineau, Nietzsche, Jakob Burckhardt, Stefan George. Per diversi che siano questi uomini in tutto (e per l'uomo è essenziale), in una cosa hanno sentito e pensato allo stesso modo: che l'insieme delle forze che hanno costruito l'elemento caratteristico della totalità del nostro presente ordine vitale poteva poggiare soltanto su di una profonda perversione di tutte le forze spirituali essenziali, su di un delirante sovvertimento di ogni ordine significativo dei valori - non dunque su forze spirituali che, confacenti alla normale 'natura umana', siano solo effetti che troverebbero il loro posto nelle possibilità di modificazione della storia a noi nota."
12,00

Crepuscolo degli idoli

Friedrich Nietzsche

Libro: Copertina morbida

editore: Armando Editore

anno edizione: 2020

pagine: 175

"La mia filosofia in compendio, un sommario buttato giù con grande audacia e precisione di tutte le mie eterodossie filosofiche più essenziali". Così Nietzsche definisce il Crepuscolo degli idoli. In questo testo fondamentale il filosofo tedesco espone alcune delle teorie più importanti, come quella della transvalutazione dei valori fondata sulla dottrina della volontà della potenza. Affronta il concetto di libero arbitrio, definendolo come un'illusione. Ciò che la gente, solitamente, considera "vizio" altro non è, in effetti, che "l'incapacità di non reagire a uno stimolo". Alla luce di ciò, il concetto di "moralità" diventa un mero strumento di controllo: «la dottrina del volere è stata inventata essenzialmente allo scopo di punire, ossia allo scopo del voler trovare colpevoli».
10,00

Spinoza e il problema dell'espressione

Gilles Deleuze

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 288

Le definizioni correnti della filosofia male si applicano a Spinoza: pensatore solitario e controverso, che concepisce la filosofia come un'impresa di liberazione e di demistificazione radicali, che ha equivalenti solo in Lucrezio o più tardi in Nietzsche. Il pensiero di Spinoza pone oggi questioni attualissime che riguardano il ruolo dell'ontologia (teoria della sostanza), dell'epistemologia (teoria dell'idea), dell'antropologia politica (teoria dei modi, delle passioni e delle azioni). L'oggetto di questo libro è di determinare il nesso fra queste tre dimensioni: l'affermazione speculativa o l'univocità dell'Essere nella teoria della sostanza; la produzione del vero o la genesi del senso nella teoria dell'idea; la gioia pratica o l'eliminazione delle passioni tristi, l'organizzazione selettiva delle passioni nella teoria dei modi. Queste tre dimensioni sono ordinate secondo un concetto sistematico, quello di espressione (la sostanza si esprime negli attributi, gli attributi si esprimono nei modi, le idee sono espressive). Senza dubbio il concetto di espressione ha una lunga storia già prima di Spinoza, esso ha caratterizzato una delle forme essenziali del neoplatonismo cristiano ed ebraico così come si svilupparono nel Medioevo e nel Rinascimento. In che modo allora Spinoza si inserisce nella tradizione espressionista? La domanda è importante soprattutto perché anche Leibniz fa dell'espressione uno dei suoi concetti fondamentali. In Spinoza come in Leibniz l'espressione anima la teoria di Dio, delle creature e della conoscenza. In maniera indipendente l'una dall'altra, le due filosofie si affidano all'idea di espressione per superare le difficoltà del cartesianesimo, per riproporre una filosofia della natura e della sua potenza e per ricreare una logica e un'ontologia: un nuovo "materialismo" e un nuovo "formalismo". Ma il modo in cui Spinoza comprende e sviluppa tale concetto, conferendogli una nuova struttura, costituisce forse il cuore del suo pensiero e del suo stile, ed è uno dei segreti dell'Etica.
22,00

Il tempo della storia. Le tesi «Sul concetto di storia» di Walter Benjamin

Dario Gentili

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 246

Le tesi "Sul concetto di storia" sono l'ultimo scritto di Walter Benjamin, una sorta di testamento che ha voluto gli sopravvivesse; una ultima ratio che potesse varcare i confini della sua epoca che precipitava nella Seconda guerra mondiale, quei confini di Portbou presso cui ha trovato la morte nel 1940. Questo libro vuole essere sia un commento delle Tesi, dispiegandone la concentrazione aforistica nello spazio del complesso e articolato percorso di pensiero di Benjamin, sia una interpretazione, che ricostruisca lo sfondo politico e filosofico entro cui le Tesi si stagliano. Per ricostruirne la vicenda filosofica, Il tempo della storia rilegge a ritroso l'intera opera benjaminiana, confrontandola con i classici della filosofia moderna tedesca, Kant ed Hegel soprattutto; con i pensatori del culmine e del tramonto della modernità, Marx e Nietzsche; e con quei pensatori - non soltanto i "canonici" Scholem e Adorno, ma anche Lukács, Schmitt e Bloch - con i quali Benjamin ha condiviso l'epoca più consapevole di questo tramonto, gli anni Venti e Trenta del Novecento.
22,00

Epistole

Epicuro

Libro: Copertina morbida

editore: Armando Editore

anno edizione: 2020

pagine: 144

Epicuro è stato il filosofo che ha sottoposto a critica radicale l'impianto teoretico e pratico della cultura del suo tempo. La sua opera domina la storia del materialismo antico, fa discutere quello moderno ed è espressione geniale della trasformazione del mondo antico e dello spirito della nuova età rappresentati dall'ellenismo, tracciati mirabilmente in questa serie di "Epistole" indirizzate ai maggiori pensatori della sua epoca. Introduzione di Lidia Giancola.
10,00

Noi, esseri ecologici

Timothy Morton

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2020

pagine: 213

L'oceano che si acidifica! Il riscaldamento climatico! Le specie che si estinguono! Hai appena fatto in modo di non essere mai ecologico. Ti sei fatto schiacciare dall'afflusso dei dati, sei caduto nella trappola dell'orrore dell'estinzione e del riscaldamento globale. Hai davanti a te solo lo spettro della decisione finale, disperata, a pugni e denti stretti. Senti che devi essere o fare qualcosa di totalmente diverso. Ecco scavato il baratro: da questo momento in poi non farai che mostrare a te stesso e agli altri quanto è largo e profondo questo baratro. Essere ecologici comporta un cambiamento imponente, ma di segno differente da quello seguito fin qui: se hai una vaga idea che ci sia un dentro di te e un fuori di te, sei sulla buona strada. Non affogare nella paura della minaccia esterna, non c'è nulla di esterno, noi siamo parte della natura, noi siamo ecologici.
11,00

Ritorno a utopia

Roberto Mordacci

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2020

pagine: 144

Il ritorno a Utopia è un viaggio necessario, per quanto il suo percorso sia difficile da immaginare con precisione. Superata l'illusione che il progresso si produca automaticamente per un destino o per una necessità storica o tecnologica, abbiamo il compito di immaginare strutture e relazioni sociali che siano meno ingiuste, meno autodistruttive, più vivibili, anche se non perfette. Si tratta di provare a tracciare l'immagine credibile di un futuro in vista del quale agire con decisione. La navigazione è affidata all'ingegno di ognuno e di tutti, ma prima di salpare occorre rintracciare e ordinare le conoscenze intorno a che cosa sia la meta che intendiamo raggiungere. Conoscenze che si trovano precisamente in quell'immagine della giustizia e del bene che abbiamo imparato a chiamare 'utopia'. Riscopriremo così la profondissima ragionevolezza del pensiero utopico, il suo realismo, la sua concretezza - antidoto alle contorsioni folli dell'attuale assetto del mondo.
16,00

Il primato delle tecnologie. Guida per una nuova iperumanità

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 225

La meccanizzazione e la riduzione a un comportamento para-tecnologico inducono a rinunciare a qualsiasi relazione sociale significativa che non sia formale, gestita attraverso i media tecnologici. Questi ultimi hanno preso il posto dei contatti diretti, favorendo la comunicazione mediata, che ha il pregio di essere asincrona, libera e democratica, poiché pone tutte le persone sullo stesso livello. Soprattutto non coinvolgente, così come deve essere una comunicazione neutra, spersonalizzata e priva di ambiguità. Nella società ipertecnologizzata l'individuo ritiene di godere di un'assoluta libertà e autonomia, garantite da una tecnologia a misura d'uomo. Senza padroni e senza Dio. La tecnologia può tutto, poiché ha assunto oggi una sostanza "magica", quasi sovrumana, che si nasconde dietro la sua struttura opaca e il mistero di una conoscenza superiore ignota alla maggior parte delle persone che ne fanno uso. Così l'uomo nuovo si affida alla tecnologia con una fede illimitata: è la nuova religione. Testi di: Cosimo Accoto, Carlo Dordoni, Vanni Codeluppi, Derrick de Kerckhove, Lelio Demichelis, Ernesto Di Mauro, Pierpaolo Donati, Adriano Fabris, Ubaldo Fadini, Marcello Faletra, Umberto Galimberti, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri, Giuseppe O. Longo, Michel Maffesoli, Alberto Oliverio, Matteo Rima, Carlo Sini, Bernard Stiegler e Stefano Tani.
18,00

L'arte allo stato gassoso. Saggio sul trionfo dell'estetica

Yves Michaud

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 173

Siamo nell'epoca del trionfo dell'estetica: tutto ciò che vediamo deve essere bello. Eppure viviamo in un mondo privo di opere d'arte tradizionalmente intese. Il XXI secolo si profila così come un'epoca che, attraverso il culto della bellezza, persiste in un paradosso. Il diffuso interesse contemporaneo per l'esperienza estetica anche nelle sue forme più popolari (dalla moda al turismo) rivela la radice antropologica dell'estetico, che ha nell'espressione dell'identità il proprio fattore più rilevante. Ne consegue l'esigenza di ampliare la riflessione estetica ben al di là della concezione moderna dell'arte, che viene quindi ripercorsa criticamente da Michaud nelle sue essenziali evoluzioni novecentesche. Muovendo da questi rilievi, l'indagine serrata di Michaud fornisce spunti di riflessione e risposte che riguardano sia lo stato dell'arte "dopo il post-moderno" sia l'esistenza dell'essere umano oggi, del cui statuto è sintomo appunto il cambiamento di approccio all'arte: se il culto dell'opera in sé è morto, quel che ne è la matrice estetica è diventata un'atmosfera pervasiva che si presta ad assumere quelle forme ambiguamente tanto alienanti quanto emancipatorie che contrassegnano l'attuale era della globalizzazione.
16,00

Idee per un tentativo di determinare i limiti dell'attività dello Stato

Wilhelm Von Humbolt

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 190

Un pieno dispiegamento delle forze individuali è possibile solo in un'atmosfera liberale, ossia entro i limiti stabiliti dal diritto e dalle forze del singolo. Sotto questo punto di vista, avendo come obiettivi polemici non solo e non tanto lo Stato prussiano quanto piuttosto l'ideale giuseppino di governo e l'artificialità raziocinante del citoyen, Humboldt nega che lo Stato abbia il dovere di incrementare il benessere positivo, fisico, dei suoi cittadini. Il compito esclusivo dello Stato consiste nell'attenzione verso il benessere negativo dei cittadini, ossia nell'assicurare la sicurezza dei cittadini all'interno della società e contro i nemici esterni. Scrivendo all'indomani della Rivoluzione francese, Humboldt invita a distinguere tra rivoluzioni e riforme. Tanto più credibile, dunque, l'assicurazione che questo progetto di riforma costituzionale - perché tali sono in fondo le "Idee per un tentativo di determinare i limiti dell'attività dello Stato" (composte tra il 1791 e il 1792 e pubblicate postume nel 1851), a differenza del milliano "Sulla libertà" (1859), che rispetto al problema della riforma dello Stato resta su termini ben più generali - costituisca un prezioso esempio di come uno slancio di carattere utopico volto a migliorare le condizioni dell'assetto socio-politico si concretizzi in proposta, al contempo, audace e realistica.
18,00

La lezione del legno. Il lavoro manuale e l'etica del fare

Arthur Lochmann

Libro: Copertina morbida

editore: PONTE ALLE GRAZIE

anno edizione: 2020

pagine: 155

«Siamo sempre più numerosi, nel corso delle nostre vite moderne, a cambiare radicalmente traiettoria. Molto spesso è per lanciarsi in un'attività artigianale». Dopo aver studiato Filosofia e Diritto, l'autore di questo libro sceglie di diventare carpentiere. Un mestiere che «procura quella sensazione unica, essenziale, dei volumi che vanno prendendo forma sotto il cielo», restituendo a chi lo pratica «una vita solida alla quale ci si aggrappa». Quella che ci racconta è una storia di formazione dove il maestro è il legno e si impara a «pensare con le mani», e protagonisti sono i profumi delle essenze, l'inclinazione del braccio nell'atto di un taglio, il prolungamento di sé negli strumenti del mestiere, la condivisione silenziosa di spazi e gesti con gli altri artigiani... ma anche l'errore, la fatica, le vertigini, la paura. Se i margini della realtà si allentano diventando inafferrabili, se il tempo accelera al punto da non offrirci più un appiglio, la vita può ritrovare un senso riagganciandosi alla concretezza del saper fare, al gusto del risultato a regola d'arte, alla condivisione di una conoscenza tramandata ma costantemente in evoluzione perché passa dai gesti, dal corpo, dai ritmi di ciascuno. Arricchito da questa esperienza, dopo dieci anni a costruire e riparare tetti, Arthur Lochmann è tornato all'università, e ora alterna la professione di carpentiere a quella di traduttore. Immergendoci in queste pagine, da cui traspaiono con la stessa limpidezza passione per il mestiere e talento di scrittore, ci pare di essere anche noi lassù, sui tetti di un castello, dentro un campanile o sulle coperture di un edificio degli anni Cinquanta, tra i membri di un'antica e stimata confraternita di artigiani.
14,00

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