Libri di Anna Turra
Terra straniera
Anna Turra
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2017
pagine: 88
Il coro delle voci, le lingue straniere e il dialetto che si incrociano e si scambiano in un colorato cicaleccio: eccole le terre straniere che popolano le nostre città con presenze e memorie di mondi diversi eppure così simili perché tutte narrano storie di uomini e donne. Dopo "Storie dalla SNIA" e "Racconti d'acqua e di terra", Anna Turra torna con una nuova raccolta che attinge ad esperienze di incontro con persone che vengono da lontano, straniere. I nuovi cittadini che vivono nelle nostre città hanno portato, nel loro viaggiare, ricordi ed emozioni, che sono diventati racconti grazie alla passione dell'autrice. La delicatezza dell'incedere narrativo di Anna Turra non fa che dare a queste storie la vena dell'immaginazione in un contesto così reale e attuale.
Ripartire. Caratteri di donna
Anna Turra
Libro
editore: Ibis
anno edizione: 2014
pagine: 152
"Caratteri di donna" ancora una volta ha voluto offrire alle donne un'occasione per fermarsi, per raccontarci di sé, del mondo e della vita, per condividere con noi che leggiamo la voglia di guardare avanti.
Racconti d'acqua e di terra
Anna Turra
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2011
pagine: 128
"Tutto si tiene in questi racconti così apparentemente personali e intimi. Le voci precisamente connotate di ciascun narratore si impongono per prime, con le loro sonorità differenziate, con il loro differente respiro. Ma la scrittura rispettosa e discreta di Anna Turra, appropriandosi di questa oralità perduta, intesse queste voci tra loro, come i fili diversamente colorati di un'unica sapiente trama letteraria. Quasi un piccolo romanzo del secondo Novecento costruito per flashback che illuminano i vissuti non straordinari di gente non straordinaria, ma vera, che dai non luoghi della contemporaneità ci riportano a casa." (Anna Beltrametti)
Storie dalla SNIA
Anna Turra
Libro
editore: Ibis
anno edizione: 2007
pagine: 58
"...Un'area industriale dismessa, non diversamente da un castello diroccato o da un quartiere bombardato, può assumere funzioni diverse da quelle originarie senza per questo smettere di essere luogo e segno della memoria; oppure essere abbandonata all'opera del tempo e rimossa dallo sguardo, fino a diventare un vero e proprio buco nero del territorio e della memoria, e come tale infestato da muti fantasmi: nel caso della SNIA, fantasmi di coloro che vi hanno lavorato e vissuto, approdandovi generazione dopo generazione da luoghi sempre più lontani; e fantasmi di coloro che clandestinamente vi transitano, apparendo e svanendo nel nulla, tra sgomberi e ruspe". L'autrice ha dato voce a coloro che hanno lavorato alla SNIA e "vissuto" con la SNIA, coloro che sono passati lasciando il labile segno di una vita di lavoro, fatta di drammi e di gioie private. Vite che hanno incontrato altre persone, altre vite, in epoche che appaiono ormai lontanissime.

