Libri di Arben Dedja
Trattato di medicina in 19 racconti e ½
Arben Dedja
Libro: Libro in brossura
editore: Whitefly Press
anno edizione: 2020
pagine: 144
Nel suo Trattato di Medicina, suddiviso in 19 racconti e ½, non c'è traccia delle centinaia, per non dire migliaia, di pagine che conferiscono "peso" a ogni trattato che si rispetti. Tanto meno si parla di medicina. Ci troviamo davanti a un libricino smilzo che mette il naso in faccende che ci riguardano: i retroscena della formazione universitaria dei futuri Ippocrate, la lotta dei medici per restare umani in una realtà ostile, la tragicommedia in scena nelle sale operatorie, i risvolti di una professione che è passione, missione e ossessione. Storie vere, surreali, paradossali. Quelle che "a volte la realtà supera di gran lunga la fantasia". Dosi massicce d'ironia, cinismo e poesia. Tinte nero-gotico e rosso-splatter. La lettura è consigliata a un pubblico capace di restare appeso al filo della tensione nervosa. Con un'avvertenza: rispettare la posologia suggerita dal medico-scrittore. Commuoversi dolcemente, ridere amaramente. Introduzione di Giulio Mozzi.
The vanishing twin
Arben Dedja
Libro: Libro in brossura
editore: Besa muci
anno edizione: 2015
pagine: 73
Ricordi, incubi dell'infanzia, metafore prese di peso dalla medicina, il dramma e l'assurdità della migrazione, questi gli ingredienti di una raccolta poetica che si nutre di semplicità e dello straordinario mistero del quotidiano. Nei versi di "The vanishing twin", che Dedja un po' autotraduce, un po' scrive direttamente in italiano, tutto diventa ironico e grottesco, in un'atmosfera da cui traspare lo straniamento dell'autore, alle prese con il tentativo di comunicare in una lingua non completamente sua. Come nella sindrome del gemello "evanescente" che dà il titolo al libro, quando uno dei feti muore e viene assorbito dall'altro che continua a vivere (e nascere) normalmente, così la Patria, la vera Patria del poeta muore lentamente assorbendosi nella sua anima e lasciando spazio a una lingua nuova. Prefazione di Gabriella Montanari.