Libri di G. Di Giacomo (cur.)
Rivista di estetica. Vol. 52: Aura
Libro
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2013
pagine: 292
A partire dalle riflessioni di Walter Benjamin si pone la questione se sia ancora possibile parlare di "opere d'arte" o se nell'epoca delle immagini tecnicamente riproducibili l'arte sia qualcosa di irrimediabilmente "passato", priva ormai di un suo autentico compito. La posta in gioco è la funzione "critica" dell'arte come manifestazione di un'irriducibile alterità in un mondo globalizzato che tende a trasformare ogni prodotto in merce scambiabile e sostituibile e dove sempre più prevalgono le istanze idolatriche e simulacrali. La riproducibilità tecnica mette così in luce un problema forse ancora più radicale: la trasformazione dell'esperienza percettiva. Domandarsi, allora, se sia ancora possibile parlare di "aura" significa non solo chiedersi quale sia lo status dell'arte oggi, ma significa anche e soprattutto ripensare l'orizzonte di un'esperienza estetica.
Dire camorra oggi. Forme e metamorfosi della criminalità organizzata in Campania
Libro: Copertina morbida
editore: Guida
anno edizione: 2009
pagine: 187
Ogni riflessione sulla camorra dopo Gomorra rischia di alimentare un dubbio: che si persegua una finalità mediatica. Questo triste destino sembra abbattersi su ogni lavoro editoriale che abbia per oggetto le organizzazioni criminali, la mafia, la camorra, anche se ha una veste più scientifica. Se si cadesse in questo tranello si farebbe il più bel regalo alle diverse mafie. In questo lavoro che ha per oggetto la camorra, la sua natura, il suo rapporto con l'economia e la finanza, si intrecciano diverse prospettive: quella sociologica, quella giuridica, quella investigativa, quella etica, quella giornalistica. Non vuole essere un modo di avviare una più profonda analisi di una delle più storiche organizzazioni criminali meridionali. Si tratta di una modalità più corale di interrogarsi sulle ragioni che possono spiegare lo sviluppo dell'autonoma soggettività politica, economica e imprenditoriale della criminalità campana, la quale grazie ai processi connessi alla globalizzazione e alla capacità di incorporare nei propri affari segmenti più estesi di borghesia camorristica si è collocata ormai su un piano nazionale e internazionale.

