Libri di Maria Rita Conrado
Lost in cognition. Psicoanalisi e scienze cognitive
Eric Laurent
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2006
pagine: 144
Che rapporto c'è tra la psicoanalisi e le scienze cognitive? La psicoanalisi ha qualcosa da dire all'uomo neuronale? Non sarebbe meglio che la sua teoria cedesse il passo alle scoperte delle scienze? O almeno, non sarebbe meglio che scendesse a patti con le scienze cognitive e tentasse di amalgamare le teorie dell'inconscio con le scoperte fatte dalle neuroscienze? Il libro di Eric Laurent segnala l'ingresso della psicoanalisi lacaniana nel dibattito che già da tempo si svolge attorno al rapporto tra psicoanalisi cognitivismo e neuroscienze. Qui non si imboccano scorciatoie semplicistiche nell'approccio critico della tentazione scientista oggi in voga, per collocare la psicoanalisi nel campo "oggettivo" della scienza cognitiva o della neuroscienza. Sono affrontate in modo documentato e articolato tutte le impasse e le forme di impossibilità di tale tentazione, che passano da un estremo all'altro: dal riduzionismo, sostenuto da alcuni, della psicoanalisi a neuroscienza, all'ibridazione generalizzata delle scienze, sostenuta da altri. La molteplicità degli approcci in questo campo è tale da rendere prioritario un lavoro come quello di Eric Laurent che, dall'interno delle questioni sollevate dal tecnoscientismo contemporaneo, isola la posizione della psicoanalisi e la sua inassimilabilità a traduzioni della sua esperienza in termini strettamente scientisti, che prescindono dal reale che le è proprio e su cui essa opera come pratica clinica.
Commento al caso clinico dell'Uomo dei lupi
Jacques-Alain Miller
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2011
pagine: 176
L'Uomo dei lupi è l'unico, tra i cinque grandi casi clinici di Freud, per il quale la diagnosi risulta problematica. Kraepelin, nel 1908, parla di psicosi maniaco-depressiva. Freud, nel 1918, analizza Sergej P. come un nevrotico ossessivo, pur rilevando la presenza di sintomi isterici e fobici, per arrivare a diagnosticare, nel 1937, una psicosi paranoica. Ruth Mac Brunswick, nel 1926, parlerà di una psicosi paranoica di forma ipocondriaca. Lacan, infine, dedicherà nel 1952 un Seminano all'Uomo dei lupi e ne parlerà più volte nel corso del suo insegnamento. Ed è dall'analisi di questo caso che Lacan estrae il concetto di forclusione (Verwerfung) come meccanismo centrale della psicosi. Questo testo riprende un Seminario di DEA (Diploma di studi approfonditi) del 1987-1988 sulla clinica differenziale delle psicosi nel corso del quale Jacques-Alain Miller ha dedicato numerose lezioni all'analisi di questo straordinario caso freudiano. Si tratta di uno studio portato avanti con una meticolosità chirurgica tesa a dimostrare che, al di là della questione diagnostica, è in gioco un problema clinico che richiede dunque di ritrovare dei punti di riferimento strutturali. È solo a partire da essi che possiamo comprendere perché Lacan ritrovava la particolarità dell'Uomo dei lupi nello scatenamento della sua psicosi a partire dal buco della significazione fallica e non della forclusione del Nome-del-Padre.

