Libri di Massimo Distilo
Paolo Serrao e la musica a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento
Libro: Libro in brossura
editore: Ibimus Calabrese
anno edizione: 2021
Il volume raccoglie relazioni presentate al convegno con lo stesso titolo svoltosi a Cosenza nel dicembre 2008 organizzato per studiare la figura e l'opera del musicista calabrese.
Guglielmo Cottrau. Lettere di un melomane con altri documenti sulla prima stagione della canzone napoletana
Massimo Distilo
Libro
editore: Laruffa
anno edizione: 2010
pagine: 276
Il volume raccoglie in traduzione italiana quasi tutto il materiale di prima mano sulla vita e l'attività di Guglielmo Cottrau che è all'origine della nascita e del primo affermarsi della canzone napoletana: le celebri "Lettres d'un mélomane pour servir de document à l'histoire musicale de Naples de 1829 à 1847", pubblicate in francese nel 1885 dall'editore Morano di Napoli, con annessi "Giudizi dei giornali" dell'epoca; "Le Portefeuille d'un mélomane", che vide la luce a Parigi, in Revue Britannique, 1888 ca., lettere ricevute da Guglielmo Cottrau e dal figlio Giulio; "Ricordi biografici napoletani, Guglielmo Cottrau", una breve biografia di Guglielmo Cottrau scritta da Edoardo Cerillo (Lylircus) pubblicata a Napoli da Marghieri nel 1881, con appendici tradotte in italiano; Gli spartiti di alcune canzoni napoletane di Guglielmo Cottrau tratte dalla "Raccolta completa delle canzoni napoletane composte da Guglielmo Cottrau", uscita nel 1865 per i tipi del R. Stabilimento Musicale Partenopeo di Teodoro Cottrau, che contiene tutte le canzoni uscite nei fascicoli dei "Passatempi Musicali"; Alcune foto d'epoca della famiglia Cottrau; Un profilo biografico ragionato di Guglielmo Cottrau che fa da introduzione all'intero corpus dei documenti. La prefazione è di Massimo Privitera.
Sigismund Thalberg. Primordi e sviluppi della scuola pianistica napoletana
Massimo Distilo
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2016
pagine: 136
Dall'incontro fra Sigismund Thalberg e Beniamino Cesi prese avvio, nella seconda metà dell'Ottocento, il fenomeno designato come Scuola pianistica napoletana. Il mitico pianista ginevrino e il suo più importante allievo trovarono però un terreno già ampiamente dissodato dall'opera di alcuni precursori tra cui emergono i nomi di Francesco Lanza (nutritosi in Inghilterra alla scuola di Clementi e Field), Ernesto Coop e Teodoro Döhler. Il Conservatorio di S. Pietro a Majella ed il Liceo Musicale di Napoli formarono, nel corso di due secoli, schiere di pianisti e pianiste le cui carriere ebbero spesso respiro internazionale. Molti di costoro si dedicarono anche alla didattica perpetuando una tradizione che, con diramazioni a volte tortuose, si protrae fino ai nostri giorni. La nota introduttiva dal titolo "Il pianoforte a Napoli", posta all'inizio del libro, è stata scritta da un grande pianista contemporaneo la cui formazione fa riferimento a questa scuola: Francesco Libetta.

