Libri di Massimo Duranti
Romano Notari. Della luce e del colore
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2026
pagine: 108
Romano Notari, figlio della nostra terra, ha portato nel mondo la luce e i colori dell'Umbria. La sua pittura, sospesa tra il sogno e il reale, intrisa di tonalità calde e di una costante tensione spirituale, ha dato forma a un linguaggio unico, riconosciuto dalla critica e celebrato in prestigiose sedi espositive nazionali e internazionali. A due anni dalla sua scomparsa, questa mostra rappresenta un doveroso omaggio a un artista originale e visionario. Grazie all'impegno dell'Ente Giostra dell'Arme, del curatore Massimo Duranti, del co-curatore Andrea Baffoni, del coordinatore Piero Zannori e di tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto, San Gemini si conferma non solo custode di tradizioni secolari, ma anche luogo vitale di produzione culturale, capace di richiamare visitatori e studiosi e di rafforzare il legame fra storia, arte e comunità. dalla prefazione di Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria
Nello Palloni forme e colori per l'eternità. La lezione di Dottori e Bruschetti fra tradizione e avanguardia
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Fabbri Editore
anno edizione: 2019
pagine: 128
Aeropittura e aeroscultura futuriste
Massimo Duranti
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Fabbri Editore
anno edizione: 2002
pagine: 176
Peruzzi Osvaldo. L'ultimo futurista
Massimo Duranti
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Fabbri Editore
anno edizione: 2005
pagine: 176
L'arte per il sacro nella contemporaneità. L'esperienza della ricostruzione di Scopoli
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2008
pagine: 128
Futurismo e suggestioni di fashion design contemporaneo. Cento anni dopo. Catalogo della mostra (Latina,30 maggio-30 luglio 2009)
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2009
pagine: 64
Nell'ambito delle tante iniziative: espositive, editoriali e spettacolari che si tengono in Italia e all'estero per celebrare i cento anni della nascita del Futurismo con l'uscita su "Le Figaro" di Parigi del 20 febbraio 1909 del manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, la mostra "Futurismo e suggestioni di fashion design contemporaneo 100 annidopo" e questo volume che la correda si inseriscono con un taglio del tutto originale. Se altrove hanno prevalso i confronti fra i futuristi e i movimenti coevi ad ogni livello i curatori in questa iniziativa hanno voluto contaminare opere futuriste con alcuni esempi delle suggestioni che quel movimento suscita oggi nel design. Anche in questo campo i futuristi furono antesignani, ma la mostra astrae da questa primazia per presentare brani di carattere generale, alcuni anche inediti, di quindici futuristi, di varie generazioni, ma soprattutto della stagione degli sviluppi aeropittorici e di quelli "applicativi" dagli anni Venti in poi e, insieme, esempi della creatività attuale di cinque operatori che sono attivi in quel territorio fra arte e artigianato e, soprattutto, design dove si percepisce intatta la forza innovativa del messaggio futurista.
Ambientazioni futuriste
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2009
pagine: 48
"Ambientazioni futuriste. Gerardo Dottori, la sala da pranzo; opere futuriste", non è in realtà soltanto una mostra intorno all'inedita presentazione di un'ambientazione futurista particolare, perché è accompagnata da una sintetica rassegna di futuristi, soprattutto romani, di varie generazioni, compresa la quota rosa con i dipinti di Benedetta, Barbara e Leandra Angelucci Cominazzini, ed è prevista una performance-installazione di suggestioni futuriste contemporanee; infine, si presenterà un interessante volume del giovane studioso romano Giancarlo Carpi sulle donne futuriste. L'Edieuropa, che di mostre sul Futurismo e sui futuristi ne ha curate numerose e qualificate dal 1970 ad oggi, non poteva mancare all'appuntamento col centenario, ma ci è arrivata con qualcosa di speciale, che desse conto di una scoperta uscita dal vaso di Pandora del Futurismo. Di un ritrovamento infatti si tratta, seppure non recente, che non era stato mai stato però presentato al pubblico degli esperti e degli amanti dell'arte. (Massimo Duranti)
Antonio Fiore. Dal neofuturismo Agrà alla cosmopittura
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2012
pagine: 128
Dottori e futuristi umbri. Nuovo ordinamento della raccolta permanente. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Fabbri Editore
anno edizione: 2016
pagine: 96
Antonio Fiore. Ufagrà. Dal post-futurismo alla cosmopittura con i futuristi della sua collezione da Balla a Dottori. Catalogo della mostra (Assisi, 9 dicembre 2018-6 gennaio 2019)
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2018
pagine: 96
Antonio Fiore, nato a Segni nel 1938, è considerato dalla critica specialistica l'erede dei futuristi dell'ultima generazione. Non si considera però un epigono del movimento marinettiano, bensí un continuatore dello spirito futurista, lo stesso che gli trasmisero direttamente alcuni protagonisti dell'ultimo Futurismo con i quali ebbe rapporti intensi e fecondi. Fu infatti Sante Monachesi nel 1978 ad indirizzarlo verso la ricerca post futurista facendolo aderire al Movimento Agrà che aveva fondato nel 1962, battezzandolo futuristicamente Ufagrà (Universo Fiore Agrà). Conobbe anche Francesco Cangiullo, famoso poeta parolibero futurista, che gli trasmise suggestioni per i contenuti delle opere della prima stagione. Con Elica e Luce Balla, le figlie del maestro del futurismo, il pittore di Segni e la sua famiglia hanno vissuto una lunga, cordiale e feconda amicizia tessuta anche fra i ricordi entusiasmanti della vicenda futurista del padre. Infine, ha avuto rapporti con Mino Delle Site e Osvaldo Peruzzi, futuristi dell'ultima generazione e, soprattutto, con Enzo Benedetto, futurista anche lui che con la Dichiarazione Futurismo Oggi del 1967 sancì la continuità ideale del futurismo. A Fiore Benedetto lasciò idealmente il testimone della continuità dell'ideale marinettiano. Tali contatti con i futuristi sono documentati dai diari di molti anni fa della moglie dell'artista, Maria Pia. In occasione di questa importante mostra al Palazzo del Monte Frumentario di Assisi, promossa dal Comune di Assisi in occasione degli ottanta anni dell'artista e dei quaranta con la pittura, i curatori hanno ridefinito la sua cosmopittura come linguaggio evolutivo di un'idea che esplora spazi siderei non conosciuti, dove l'artista immagina colori e forme fiammeggianti che fluttuano magmaticamente nel vuoto.
Osmida. Del tramare e dello strutturare. Catalogo della mostra (Perugia, 2-24 marzo 2019)
Libro: Libro in brossura
editore: Fabrizio Fabbri Editore
anno edizione: 2019
pagine: 64
Osvaldo Peruzzi. Splendore geometrico futurista
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2024
pagine: 112
Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell'evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Laureatosi al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da Bruno Munari, documentato da un gruppo di disegni sulle cartoline spedite a un collega di studi, presto evolutesi dal rapporto con i futuristi incontrati alla galleria Pesaro della capitale lombarda dove conobbe Marinetti e aderì al Futurismo. Rientrato a Livorno, dove diresse la vetreria di famiglia, partecipò alle iniziative del movimento in Italia e all'estero, tra cui le mostre sindacali, le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. Le sue tele, ricche di colori vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali, sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiane con stesure cromatiche nette. Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legate al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani. Nel 1941 scrisse la sua dichiarazione di poetica col manifesto "Plastica della essenza individuale" introdotto poi da un testo di Marinetti che commentò così il linguaggio dell'artista: "Le forze dello spazio del mare dell'elettricità e del magnetismo terrestre hanno suggerito e guidato le ondulazioni gli spigoli e le rette delle opere di Peruzzi". Fatto prigioniero a Hammamet nel 1943, fu internato nel Missouri a Weingarten camp dove continuò a dipingere e riuscì anche ad allestire mostre. Liberato nel 1945, tornò a Livorno, riprese l'attività della vetreria e definì un nuovo stile pittorico che evita autocitazioni, ma è fondato ancora sulle geometrie dall'acceso cromatismo in un'ottica di "Nuova figurazione dello splendore geometrico".

