Libri di Matteo Orsucci
Siena. MPS, la politica, i poteri forti, i personaggi. Un racconto degli ultimi 20 anni
Pierluigi Piccini, Matteo Orsucci
Libro: Copertina morbida
editore: Eclettica
anno edizione: 2014
pagine: 176
"Il racconto di Pierluigi Piccini scorre su due piani paralleli. Sul primo c'è una storia personale intrecciata con quella della città. Rappresenta, con sincerità punteggiata da qualche comprensibile omissione, ambizioni e frustrazioni, sconfitte e anche rancori del 'comunista figlio della portinaia' che si trova bollato come 'uomo di destra', come la ragion superiore del partito impone. Su un altro piano, di grande interesse anche per il lettore distante dalle passioni senesi, si può seguire la progressiva mutazione genetica della sinistra italiana, innescata da quella strana voglia di 'salotto finanziario' che soggioga all'improvviso i suoi massimi dirigenti, quasi nessuno escluso. Vista da sinistra, la testimonianza di Piccini illumina la portata reale del dramma chiamato Monte dei Paschi: è a Siena che tutto inizia e tutto, forse, finisce." (dalla prefazione di Giorgio Meletti)
Roberto Vecchioni. L'uomo che si gioca il cielo a dadi
Matteo Orsucci
Libro: Libro in brossura
editore: Aliberti
anno edizione: 2009
pagine: 155
"L'uomo che si gioca il cielo a dadi" è più di una biografia. Matteo Orsucci, forte del confronto diretto con il cantautore, ne traccia un profilo critico, regalando al pubblico una lettura inedita e mai banale del Professore che nell'immaginario comune, e per sua stessa ammissione, è un cantautore di una sinistra strana, eterodossa, talvolta critica. Eppure, l'aspetto che maggiormente definisce Vecchioni è il suo rapporto con l'assoluto, un conatus che spinge tutto oltre il limite umano. Due sono i grandi temi portanti dell'opera vecchioniana analizzati in queste pagine: il senso della morte e la liturgia degli affetti. Indagando il primo si scopre che dall'ombra nera di "L'ultimo spettacolo" fino alla folle corsa del soldato verso "Samarcanda", passando per la toccante "Tommy", dedicata a un amico suicida, tutto è spinto nel centro di una domanda, forse la più banale, senza dubbio la più lacerante: perché? Grazie a un'intervista inedita, l'autore fa emergere l'essenza più vera di Vecchioni, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua ricerca del senso attraverso la figura di Dio, poi conclusa in una fede sui generis, molto personale e quasi di stampo luterano, "però cattolica per tutto quel che riguarda la liturgia del Vangelo".

