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Libri di Michele Fasolo

Le cento fontane di Sinagra

Vincenza Mola

Libro: Libro in brossura

editore: Aurea Nox

anno edizione: 2025

pagine: 176

Acqua, pietra e memoria. Da questi tre elementi nasce Le cento fontane di Sinagra, un viaggio tra i paesaggi fluviali e simbolici di un territorio siciliano che resiste al tempo. Enza Mola racconta Sinagra, le sue sorgenti e le fontane che modellano non solo la geografia, ma anche l’anima collettiva di un popolo: le leggende, i canti, le fatiche contadine e le storie d’amore nate attorno all’acqua. Il libro compone ricerca scientifica, storia orale, toponomastica, tradizioni popolari e un’analisi profonda del “paesaggio culturale”, inteso come cuore vivo di natura e umanità. L’autrice riporta la memoria ai luoghi dimenticati, alle donne che portavano la quartara, ai rabdomanti e alle generazioni che hanno costruito, con la loro fatica, la bellezza nascosta di Sinagra. Con la prefazione dell’archeologo Michele Fasolo, che riconosce in Enza Mola la memoria storica di Sinagra, il libro diventa molto più di una ricerca: è un atto d’amore civile verso la città di Sinagra.
15,00 14,25

Terra della Ficarra. Commentario alle fonti archivistiche, bibliografiche e cartografiche

Vittorio Lorenzo Tumeo

Libro: Libro in brossura

editore: Rubbettino

anno edizione: 2023

pagine: 602

A ridosso della costa tirrenica siciliana, molto accattivante e diversificata per connotazioni naturali, si alzano i monti Nebrodi. In quest’area trova collocazione Ficarra, quasi un borgo, disteso su un dolce pendio e coronato di verdi campagne. Attraverso un approccio multidisciplinare se ne ricostruisce in quest’opera il vivace ritratto che emerge dalle fonti: i diplomi medievali, le descrizioni letterarie degli eruditi del Cinquecento, le cartografie storiche, i dizionari corografici. L’analisi di questi documenti impone di ricodificare la narrazione storica che si è data finora del territorio, tenendo stavolta conto in primo luogo del sostrato bizantino, a vocazione rurale, sul quale si sarebbe poi innestato il dominio normanno, cui si deve la fondazione del borgo incastellato vero e proprio. Di questo spicchio di Sicilia, ora spietata e selvaggia, ora generosa e amabile, Ficarra continua a vivere i secolari problemi e le esasperate contraddizioni, in un paesaggio ormai mutato rispetto ai secoli passati ed entro cui si sono incuneati frammenti di modernità deformanti un’essenza umana ed artistica da difendere, pur nell’adesione ai cambiamenti inevitabili della civiltà moderna.
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