Libri di Silvano Arieti
Interpretazione della schizofrenia
Silvano Arieti
Libro: Libro in brossura
editore: L'Asino d'Oro
anno edizione: 2014
pagine: 552
"Che cos'è la schizofrenia? Come può essere riconosciuta, interpretata e trattata?". Così si apre il volume di Silvano Arieti "Interpretazione della schizofrenia", considerato un classico della psicopatologia. L'autore, uno dei principali studiosi della schizofrenia, offre una dettagliata descrizione degli aspetti cognitivi, volitivi e comportamentali del paziente schizofrenico, in cui "non sussiste nessuna prova incontrovertibile di compromissione corporea". Pur restando nell'ambito degli assunti della psicoanalisi e della fenomenologia, Arieti conduce uno studio accurato sul pensiero magico e sul tema controverso della creatività, e tenta di indagare le modalità di formazione dei diversi sintomi. Preziosa è la descrizione di casi clinici attraverso cui il lettore viene accompagnato nell'esame di tutte le forme della malattia. Questa nuova edizione, rivolta ai clinici e a chiunque voglia approfondire il tema della malattia mentale, si oppone a quella psichiatria che nel tempo ha smantellato, in nome dell'oggettivabilità, lo studio psicopatologico della malattia mentale e la diagnosi di schizofrenia, rendendola "una definizione insoddisfacente, formata da un elenco dei caratteri più comuni di questo disturbo". Premessa di Pier Francesco Galli.
Il Parnàs
Silvano Arieti
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2012
pagine: 192
Questo 'romanzo' ricostruisce l'eccidio nazista avvenuto a Pisa il 1° agosto 1944, dove trovarono la morte sette ebrei e cinque cristiani raccolti nell'abitazione di Giuseppe Pardo Roques, parnàs (presidente) della locale comunità ebraica, affetto da una grave fobia che gli impedì di trovare rifugio altrove, in quei giorni tanto pericolosi e incerti, a solo un mese dalla liberazione della città. Arieti, nel narrare la vicenda avvalendosi delle testimonianze raccolte e della propria conoscenza personale, sviluppa una lettura simbolica dell'accaduto in cui il fatale vincolo della malattia diviene il fulcro determinante per attingere una superiore comprensione del significato e del valore della sofferenza umana, personale e collettiva. "Scritto non solo con l'inchiostro ma anche col sangue" il libro, un po' romanzo storico, un po' racconto letterario di caso clinico, un po' testo di teatro, è soprattutto una penetrante testimonianza dell'imperituro affetto dell'autore per Pisa e per il maestro degli anni giovanili, suo ispiratore interno di vocazione scientifica, professionale, e complessivamente umana. La postfazione di Michel David illumina ogni risvolto dell'opera, sapendo anche mettere in relazione questa sorta di testamento spirituale con le più importanti opere scientifiche di Arieti.

