Libri di Silvio Zotta
I Capitoli della Bagliva di Forenza. Introduzione, commento e note al testo del documento
Libro: Libro rilegato
editore: Edizioni Giannatelli
anno edizione: 2025
pagine: 120
Il lavoro, qui edito, è diviso in due parti. La prima è dedicata a illustrare e commentare il quadro normativo (regole, statuti, consuetudini), entro il quale la comunità di Forenza si acconciò a vivere dalla prima età moderna all’eversione della feudalità (1806), tutelandosi, per quanto possibile, rispetto ai poteri sovraordinati, organizzando i rapporti civici al suo interno, salvaguardando la tutela di risorse e beni comunitari, esistenti dentro e fuori l’abitato. La seconda parte è dedicata ad aprire un interessante affaccio nella storia della comunità forenzese. Un documento molto speciale, riguardante alcune sedute del consiglio comunale di Forenza del 1588, consente di introdurre quelli che sarebbero divenuti i problemi cruciali della storia sociale ed economica della comunità, durante i due secoli successivi. Nell'ultimo paragrafo, si trova la cifra interpretativa e fondante di quella che sarebbe stata la borghesia agraria locale, piuttosto refrattaria all’innovazione, spesso opprimente ed esosa con i ceti marginali, noncurante del “bene comune”.
Scacco al cardinale. Lo «stato» di Amalfi a rischio infeudazione (1611 e 1642)
Silvio Zotta
Libro: Libro in brossura
editore: Centro di Cultura e Storia Amalfitana
anno edizione: 2016
pagine: 223
In questo saggio sono di seguito esaminati la congiuntura e le dinamiche sociali che nel 1583 permisero agli abitanti dello "stato" di Amalfi di acquistare a titolo oneroso il diritto di vivere in demanio e poi i due episodi che, nel 1611 e nel 1642, esposero gli abitanti della Costiera al rischio di essere risottomessi al regime feudale. Sulle garanzie formali fecero però aggio non l'interesse comune e la pubblica utilità, ma le convenienze della Monarchia e gli arbitri del malgoverno, si svolsero i due episodi del 1611 e del 1642. Due date, queste, che designavano ambiti temporali molto diversi tra loro, per le mutate condizioni sociali, economiche, civili e morali, in cui si trovavano gli abitanti della Costiera. E tali differenti condizioni caratterizzarono anche la qualità, il tono e l'esito degli interventi che furono fatti, per respingere il rischio dell'infeudazione.

