Libri di Anna L. Pignatelli
Nero toscano
Anna L. Pignatelli
Libro: Copertina morbida
editore: Lantana Editore
anno edizione: 2013
pagine: 121
Le pulsioni arcaiche dell'intolleranza e dell'egoismo sono le forze che muovono i personaggi di queste due storie. Con la sua prosa nitida l'autrice scava nella Toscana più celebrata, tra quelle "crete" senesi che, spogliate di ogni connotazione idilliaca, diventano teatro di vicende aspre, di sopraffazioni e di violenze. "Buio" è il soprannome di un uomo dal carattere ombroso e solitario. Originario del Sud e trapiantato in Toscana, isolato dal resto della comunità, ha con la natura che lo circonda un rapporto dedito e profondo. Agli occhi degli altri è un corpo estraneo, colpevole persino di proteggere una lupa, l'animale al quale tutto il paese dà la caccia. Per questo verrà minacciato, spiato e braccato fino alle estreme conseguenze. Rubina, la "duchessa diventata", parvenue animata dell'arrivismo più spietato, ha facile gioco invece tra gli ultimi rappresentanti dei Lancia di Resta, nobiltà decrepita e ormai svuotata di senso. Nel conflitto distruttivo che anche questa volta ne nascerà, saranno come sempre i più deboli e i più disarmati a soccombere.
Buio
Anna L. Pignatelli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2006
pagine: 104
Buio è il soprannome di un uomo dal carattere ombroso e dal passato oscuro che ha scelto di non rinunciare alla sua terra e a Rofanello, un podere faticosamente conquistato, lontano dal suo paese d'origine. Cosciente dell'ostilità che lo circonda, osservato e braccato, dovrà lottare strenuamente per difendere tutto ciò che gli è rimasto e che ama senza condizioni. Un viaggio alla scoperta della realtà rurale toscana e dei suoi abitanti, attraverso lo sguardo disincantato del protagonista, alle prese con il bilancio della propria esistenza. Con un linguaggio concreto, diretto e familiare, l'autrice dà vita a un romanzo naturalista che s'inserisce nella più nobile tradizione della narrativa toscana, ricordando da vicino il verismo capace d'introspezione alla maniera di Federigo Tozzi.
L'ultimo feudo
Anna L. Pignatelli
Libro
editore: Mobydick (Faenza)
anno edizione: 2002
pagine: 190
"La prima definizione potrebbe essere quella di un romanzo statico. Un romanzo tutto giocato sulla memoria dei personaggi che un destino familiare ha rinserrato in una petrosa rocca cinquecentesca, ultimo feudo di una gente che solo nell'abulia più completa trova la soluzione e forse il freno provvisorio alla propria inarrestabile decadenza. Eppure, questa storia senza storia, possiede in tutto il suo svolgimento una sua logica consequenzialità. Come figure di presepio fermate nel gesto che le fissa nella loro funzione archetipica, occupano successivamente la scena e il tempo di ogni capitolo il padre Ugo, la madre Emma, il cognato Giulio, la zia Porzia, i famigli della casa e della fattoria." (Dalla prefazione)

