Libri di Antonella Ottai
La città delle parole che parlano
Antonella Ottai
Libro: Libro in brossura
editore: Croce Libreria
anno edizione: 2021
pagine: 136
C'era una volta... ed ecco lupi e streghe, maghi e cacciatori, re e regine, cappuccetti rossi e pesciolini d'oro raccontare alla nostra infanzia quello che non c'è più. E mentre con voce dolce la nonna intrattiene i nipotini, le parole, fiaba dopo fiaba, a forza di ripetersi perdono significato, e tornano a farsi suono. E se gli eroi fossero invece popoli bambini in felice stato d'in/fanzia, cittadini, cioè di un universo non ancora parlato? E se, insomma, il linguaggio tutto nascesse dal suono del loro stupore mentre se ne vanno a zonzo nel paesaggio delle cose? Abbandonati i lupi e le streghe sarà questa allora la favola che la nonna decide di raccontare: «la storia dei nomi che affiorano ancora inconclusi nel rumore delle voci, il loro divenire nome», in un mondo che è figlio delle parole che lo indicano. Comincia a disegnarsi così una piccola genesi, fantastica e umoristica insieme, che narra della Creatura allevata dal popolo delle api e cacciata dal giardino terrestre; del popolo del deserto che abbandona il deserto e si innamora dell'acqua; del popolo delle foreste che s'inalbera al di là del tetto di foglie e scopre segrete altitudini, del popolo del ghiaccio che si lascia sterminare dal fuoco, del popolo delle voci che trovano un corpo che non avevano mai cercato... Storie a cui prestare orecchio – ammonisce la nonna – liberando i suoni prigionieri del senso comune per tornare insieme a un'infanzia del linguaggio, felici e contenti di incapricciarsi «dei giochi del dire».
Eastern. La commedia ungherese sulle scene italiane fra le due guerre
Antonella Ottai
Libro: Copertina morbida
editore: Bulzoni
anno edizione: 2019
pagine: 430
Ridere rende liberi. Comici nei campi nazisti
Antonella Ottai
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2016
pagine: 234
Il libro nasce da una ricerca condotta sulle sorti di alcuni comici ai quali si deve, negli anni Trenta, la grandezza leggendaria del cabaret e dello spettacolo leggero mitteleuropeo, in particolare di quello berlinese. In gran parte ebrei, come ebreo era il colore del loro umorismo, la sorte di questi artisti è segnata inesorabilmente dall'avvento di Hitler al potere. Espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, le loro performance si replicano in situazioni sempre più dure: i ghetti, la deportazione, lo sterminio. Sono "stelle di prima grandezza che di grande non hanno più che la stella gialla, cucita ben in evidenza sul loro petto". Il loro personale percorso diventa l'occasione per interrogarsi sui poteri e sulla forza d'urto del riso, per riflettere sul senso del comico nel cuore del dolore quando, a complicarne le dinamiche, interviene la relazione che sussiste fra il carnefice e la vittima e sono gli aguzzini a contendere ai perseguitati "l'ultima risata".
Come a concerto. Il teatro umoristico nelle scene degli anni trenta
Antonella Ottai
Libro
editore: Bulzoni
anno edizione: 2003
pagine: 270
Il croccante e i pinoli. Sei racconti cucinati in famiglia
Antonella Ottai
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2009
pagine: 137
Questo libro nasce quasi per caso: una figlia che va via di casa chiede alla madre qualche ricetta per la sua nuova famiglia, segreti culinari condivisi nella loro vita complicata, a volte conflittuale e dolorosa. Una richiesta che fa esplodere, in maniera imprevedibile, incontrollata e perciò forse più libera, la memoria dell'Autrice. Annotare i piatti di famiglia diventa l'occasione per ripensare al proprio passato, riflettere su quelle origini che sono il nodo delle nostre esistenze. Il padre ungherese che in Italia non si è mai sentito a casa sua; la madre sofferente sprofondata in una depressione da cui si libererà soltanto con la morte, le tradizioni magiare che si combinano con la tradizione abruzzese fatta di cibi poveri e sempre troppo uguali, i piatti di cetriolo e yogurth con cui la nonna, nata a Costantinopoli, alimentava il suo esilio e la sua memoria, il sapore acre della marmellata di rose, la lussuria appiccicosa del locum, lo strudel ai semi di papavero della zia Rosa, transfuga nel 1956 di una Ungheria di cui conserva gelosamente segreti preziosi. È la cucina il luogo della memoria, i ricordi si affollano, si sovrappongono, scanditi da quei piatti, sei in tutto, che fanno da titolo ai capitoli di questo libro e comprendono una intera esistenza.