Libri di Aurora Maria Lai
La socializzazione scolastica alla prova. Individuo, educazione e società
Aurora Maria Lai, Silvia Cervia, Concetta Giusto
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 160
La scuola è tornata oggi al centro del dibattito pubblico. Laboratorio di partecipazione democratica o luogo di affermazione delle logiche performative di mercato, le istituzioni educative emergono come arene di conflitto in cui si gioca il destino della società, a partire dalle possibili cornici che offrono ai soggetti per fare esperienza di sé, dei legami sociali e delle forme di cittadinanza. Grazie a un solido impianto teorico e a una ricerca empirica condotta in licei e istituti tecnici e professionali di Toscana e Liguria, il volume esplora il qui e ora dell'esperienza scolastica, dando voce a studenti e insegnanti alle prese con prove e sfide quotidiane. Analizzando le modalità concrete tramite le quali le singole individualità cercano di comporre le tensioni che attraversano l'intero sistema educativo, il testo restituisce una mappa dinamica delle trasformazioni in atto. Un invito a considerare la scuola non come un'istituzione da difendere o da riformare secondo logiche astratte, ma uno spazio relazionale e conflittuale in cui emergono processi di “soggettivazione situata” e prendono forma le possibilità del vivere associato.
Riflettere sull'alterità. Prospettive di ricerca tra sociologia, storia e scienze politiche
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 204
Il volume presenta le riflessioni emerse dalla quarta edizione del Seminario nazionale delle dottorande e dei dottorandi in Scienze politiche dell'Università di Pisa dal titolo Alter – Riflessioni tra centri e margini. I contributi qui raccolti problematizzano il complesso concetto di “alterità”, non declinandolo nella logica della differenziazione polarizzante, ma piuttosto interpretandolo attraverso una connotazione relazionale. In quest'ottica, vengono trattati i rapporti di potere tra i “centri” e i “margini” dei fenomeni sociali, dei processi culturali o politici e dei luoghi fisici o simbolici, rifuggendo le narrazioni banalizzanti che descrivono l'alterità come sinonimo di marginalità. Con “centri” si è inteso infatti evidenziare la capillarità del potere e delle norme che lo legittimano come tale; mentre i “margini” sono stati considerati sia nella loro connotazione spaziale, sia in quella socioculturale. L'invito, ben accolto e articolato da autrici e autori, è stato dunque decostruire la consueta polarizzazione del dibattito in merito alle marginalità.

