Libri di F. Cardelli
Il buddhismo tibetano. Una breve introduzione
John Powers
Libro: Libro in brossura
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2009
pagine: 172
A cinquant'anni dall'invasione e dall'annessione forzata alla Cina, con l'esilio di tanti lama dalla loro terra, termini come 'tantra', 'lama' o 'mandala' sono diventati parole d'uso comune. Ma cos'è il buddhismo tibetano? Quali sono le sue origini e le sue dottrine principali? Qual è la differenza tra le varie scuole? Come si è evoluto e quali sono state le figure più rappresentative? Nel libro Powers delinea le origini indiane del Vajrayana, soffermandosi in particolare sulla figura del Buddha storico, sulle dottrine del Mahayana, la scuola indiana che si è diffusa in Tibet, e sull'ideale del bodhisattva. Esamina, ancora, i due concetti chiave di 'karma' e di 'rinascita' e l'insegnamento buddhista dell'origine dipendente di tutti i fenomeni. Spiega in dettaglio il ruolo fondamentale svolto dalla meditazione nel buddhismo di matrice indiana e tibetana e la differenza tra la meditazione stabilizzante e quella analitica. Il capitolo "II tantra", entra nel cuore del buddhismo tibetano, in cui le pratiche tantriche sono considerate il sentiero più rapido ed efficace verso la buddhità. Powers esamina in dettaglio le quattro classi di tantra, l'iniziazione, le pratiche preliminari, lo yoga della divinità, l'offerta di mandala, il guru yoga e le pratiche legate al momento della morte e al bardo. L'ultimo capitolo considera somiglianze e differenze dei quattro lignaggi principali, Nyingma, Kagyu, Sakya e Geluk, e del Rime, il 'movimento non settario'.
Una guida zen per non cercare la felicità. Tutti abbiamo diritto a perseguire la felicità, ma non saremmo più felici se lasciassimo perdere?
Barry Magid
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 2008
pagine: 158
Barry Magid è un esponente della Ordinary Mind Zen School, la scuola fondata da Joko Beck e dai suoi successori che fa capo al centro zen di San Diego e che testimonia una svolta molto interessante nel radicamento del buddhismo zen in America. A differenza degli altri centri di meditazione, affiliati per lo più a monasteri giapponesi delle scuole Rinzai e Soto, la Ordinary Mind ha mantenuto gli elementi essenziali della pratica buddhista tradizionale, eliminando però vesti monastiche, lignaggi, nomi dharmici e, soprattutto, quel rigore poco adatto agli occidentali che devono far combaciare lo zazen con tutti gli impegni di una vita laica. Lo zendo newyorkese guidato da Barry Magid, in particolare, si rivolge soprattutto alle esigenze di coloro che desiderano integrare la pratica zen con la pratica psicoterapeutica, sia in veste di pazienti sia di terapeuti in training. In questo libro l'autore spazia dai grandi maestri zen del passato a Socrate, Fiatone, Hume, Wittgenstein e Freud, ribadendo la necessità di coniugare l'eredità dell'Oriente con i conseguimenti della filosofia e della psicoanalisi occidentali, nella certezza che la verità assoluta non sia appannaggio di nessun credo e nessuna cultura.
Una via occidentale allo zen
Christmas Humphreys
Libro: Copertina morbida
editore: Astrolabio Ubaldini
anno edizione: 1978
pagine: 216
In questo libro, compilato per la maggior parte in base agli appunti di un corso sullo zen svolto presso la Buddhist Society, Humphreys esamina il futuro dello zen in Occidente e spiega come i sempre più numerosi studiosi seri, impossibilitati a trascorrere lunghi anni nei monasteri zen o studiare sotto la guida di maestri giapponesi, possano ciò nonostante apprendere la saggezza dello zen.
Girotondo-Amoretto
Arthur Schnitzler
Libro: Copertina morbida
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2012
pagine: 124
"Girotondo", opera teatrale di Schnitzler di cui nel 1904 venne vietata la pubblicazione perché giudicata oscena, è un dramma in cui dieci individui di differente estrazione sociale (dal conte alla prostituta, passando per il poeta e la ragazzina) si incontrano a due a due in altrettante scene. I quadri consistono quindi dei loro dialoghi e si concludono sempre con un atto sessuale, che non viene però mai rappresentato sul palco. Uno dei due personaggi della scena appena conclusa riappare in quella successiva, in una concatenazione di incontri che potrebbe procedere all'infinito. Quello di Schnitzler è un testo grottesco, in cui i personaggi e le loro parole si svuotano di senso, in cui la danza del corteggiamento si conclude in rapporti sessuali aridi e scontati. A dominare e governare i comportamenti umani è la banalità, la vacuità delle relazioni, l'assenza di sentimenti sinceri. Arricchisce il volume il dramma in tre atti "Amoretto".

