Libri di Fabrizio Blini
Sacre fritture. Il culto dell'ingordigia
Fabrizio Blini
Libro: Libro in brossura
editore: Ultra
anno edizione: 2019
pagine: 143
Perché gli chef stellati sono adorati come divi e divini? Perché gli aspiranti cuochi s’inginocchiano alla loro tavola? Perché la cucina riceve ormai il rispetto di un culto religioso? Nel rapporto col cibo qualcosa ci è sfuggito di mano: in rete e in tv il cibo straripa e noi siamo diventati i paparazzi di ciò che mangiamo. Ma non stiamo esagerando? Un tempo la gola era un peccato, poi declassato a dispiacere a causa dei chili in eccesso. Oggi essere golosi è un comportamento lecito, per alcuni un vezzo, per tutti comunque un diritto. L’orizzonte intellettuale non supera ormai l’altezza del frigo. Forse accendere un nuovo falò delle vanità sarebbe esagerato ma abbassare il fuoco del fornello è consigliabile. "Le sacre fritture" è un libro leggero scritto in punta di forchetta, condito con ironia e farcito di gustosi calembour, che osserva i costumi, i personaggi e i vizi di un’Italia che ha smesso di pensare in grande e preferisce pensare in grasso.
Storie di ordinaria corsia. Il mondo visto dalla parte del pigiama
Fabrizio Blini
Libro: Copertina morbida
editore: ADD Editore
anno edizione: 2012
pagine: 187
Cos'è un ospedale? Chi c'è dentro? Come ci si deve comportare quando si è ricoverati? Il signor 24 lo sa bene perché è stato spesso male, come lui stesso afferma: "Se esistesse un album delle malattie mi mancherebbero poche figurine per finirlo". Ed è proprio così: il signor 24 è un esperto del disagio fisico, un raffinato collezionista di dolori, un professionista molto consumato - del malanno. Se il lavoro di un buon autore di reportage è quello di calarsi nella parte, Fabrizio Blini è il miglior autore sul pianeta e il suo rapporto con corsie, reparti, esami e medicinali lo dimostra pagina dopo pagina. Il principio attivo del libro che unisce anamnesi, diagnosi e terapia è il sorriso. Se non si è capaci di ridere, sostiene il singor 24, non c'è ospedale che si possa sopportare e l'unico modo per sopravvivere al dolore è l'ironia, un'ironia intelligente, capace di trasformarsi in una lingua brillante, facile al gioco di parole, all'inversione che spiazza. Un'ironia vitale come nessun paziente potrebbe essere.

