Libri di Filippo Focosi
La ritenzione della traccia. Comunicazioni e ricerche di estetica
Libro: Libro in brossura
editore: Eum - Centro Edizioni Università di Macerata
anno edizione: 2021
pagine: 200
Il presente volume raccoglie gli atti di un convegno, "La ritenzione della traccia" (9-11 Aprile 2018, Macerata, UniFestival), che ha offerto l'opportunità di ripensare l'incontro fra discipline diverse e, conseguentemente, di moltiplicare i punti di vista intorno ad alcune delle questioni fondamentali (ontologiche, interpretative, psicologiche, storiche) relative alla pratica artistica, considerata in se stessa e in rapporto al contesto sociale, culturale e politico che ne condiziona gli sviluppi. A questo scopo sono state pensate specifiche tecniche ritensive: per osservare la relazione fra la problematicità intrinseca all'approccio artistico e la sua capacità di aprire sempre nuovi spazi di significato.
Dalla storia all'opera. Nuovi percorsi verso la definizione dell'arte
Filippo Focosi
Libro: Libro in brossura
editore: Eum - Centro Edizioni Università di Macerata
anno edizione: 2012
pagine: 316
Che cos'è l'arte? Come facciamo a distinguere un'opera d'arte da un artefatto o da un evento di altro genere? Queste domande, che hanno da sempre accompagnato la riflessione filosofica, sono divenute ancor più urgenti nel Novecento, a seguito degli sconvolgimenti generati dalle Avanguardie. A farsi carico del problema della definizione dell'arte sono stati soprattutto i filosofi analitici di area anglo-americana, i quali a partire dalla metà del secolo scorso si sono intensamente confrontati su questo tema. Tra le vie che da allora sono state tracciate, il presente volume prende in esame quelle più recenti e meno battute, per approdare alla necessità di un recupero del legame privilegiato che l'arte storicamente intrattiene con le nozioni di piacere estetico e bellezza formale, opportunamente rivisitate e approfondite.
Apologia del gusto
Filippo Focosi, Silvia Ferretti
Libro: Libro rilegato
editore: Le Ossa-Anatomia dell'Ingegno
anno edizione: 2012
Sembra estremamente arduo, oggi, tentare un'apologia del gusto, al fine di difenderlo dagli attacchi di una contemporaneità che spesso si illude di poterne fare a meno. Prima di entrare in un lento ma inesorabile declino, il concetto di gusto ha conosciuto la sua massima fioritura nel Settecento, attirando l'attenzione dei maggiori pensatori dell'epoca, dagli scozzesi David Hume e Alexander Gerard, ai tedeschi Immanuel Kant e Friedrich Schiller. Dai loro contributi principia la riflessione che anima queste pagine, volta ad esplorare la potenza profonda e anche misteriosa del gusto, le sue dinamiche artistiche, culturali, sociali ed etiche, per proiettarne le intenzioni nel tempo che viene e riappropriarsi di uno strumento, il giudizio di gusto e il sentimento piacere e dispiacere che reca con sé, cui non può rinunciare uno sguardo critico e sensibile verso ciò che lo circonda.

