Libri di Franco Brunetta
Fascismo e Tempi nuovi. Storia di una rivista torinese (1922-1925), prima fiancheggiatrice del regime, poi voce dell'opposizione aventiniana
Franco Brunetta
Libro: Libro in brossura
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2024
pagine: 432
"Tempi Nuovi" è un periodico oggi del tutto dimenticato, pubblicato a Torino fra il 1922 e il 1925. Fondato da Camillo Olivetti, padre della fabbrica di macchine da scrivere di Ivrea e Donato Bachi, noto esponente socialista, è coevo de "La Rivoluzione Liberale" di Piero Gobetti e si inserisce pienamente nel clima arroventato di quegli anni. Nella sua breve vita è dapprima fiancheggiatore del fascismo, visto come salvatore della Patria dall'anarchia, e poi, a partire dalla "strage di Torino" del dicembre 1922, via via sempre più critico verso la degenerazione squadristica degli irriducibili. Sulle sue pagine scrivono personalità di spicco come Carlo Angela, padre di Piero e poi "Giusto tra le Nazioni", Armando Gavagnin, poi partigiano e sindaco di Venezia, Leandro Scamuzzi, poi Commissario politico della II Divisione partigiana Giustizia e Libertà. Nei loro coraggiosi articoli documentano il contesto politico e culturale negli anni della conquista fascista del potere, la pericolosa attività antifascista vittima di devastazioni e violenze e i tentativi di coordinare l'azione dei partiti dell'opposizione aventiniana fino alla soppressione della rivista. La ricerca si è protratta per una ventina d'anni ed ha permesso di recuperare un patrimonio di idee, di aspirazioni, di programmi, di resistenza all'oppressione che, a cento anni di distanza, neppure si sapeva più di possedere. Secondo il filosofo e storico Norberto Bobbio, il primo dopoguerra fu la stagione delle riviste torinesi. Ebbene, "Tempi Nuovi", cercando di unire etica e politica, etica e cultura, ne fu senza dubbio una protagonista. Le sue pagine poco note arricchiscono la nostra conoscenza sul periodo cruciale della storia italiana che precedette la "legale" presa del potere da parte del fascismo, favorita dal "suicidio" delle altre forze politiche presenti in Parlamento. Esse furono la palestra di un impegno politico dei suoi redattori e giornalisti, che sfociò nell'antifascismo prima e poi nella Resistenza con le armi e senza le armi.
Sopravvivere a Cefalonia. La dignità di resistere del portaordini della «Acqui»
Franco Brunetta
Libro: Copertina morbida
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2013
pagine: 208
L'ultima testimonianza sul massacro di Cefalonia. Il racconto, che trascende dai limiti temporali di quanto accadde sull'isola greca, ha il pregio di aiutarci a riflettere sul valore della dignità umana e rappresenta l'essenza di ciò che significa "resistere".
I ragazzi che volarono l'aquilone. Indagine su una formazione partigiana
Franco Brunetta
Libro
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2012
pagine: 574
"I ragazzi che volarono l'aquilone" racconta l'emozionante avventura vissuta nel periodo 1943-'45 da un gruppo di uomini e donne che, con le loro scelte, difficili e sofferte, sempre pagate di persona, hanno contribuito a cambiare la storia dell'Italia del '900. Il libro, frutto di una ricerca scrupolosa, svolta in un contesto pressoché inesplorato dalla storiografia resistenziale ufficiale, documenta i tentativi di esportare l'esperienza partigiana della banda "Italia Libera" di Duccio Galimberti, Livio Bianco e Leo Scamuzzi dalle valli cuneesi al Torinese. Le vite di questi "ragazzi" ci restituiscono la dimensione morale dell'epoca e concorrono a costruire una non comune pagina di storia vera, che a tratti sembra un romanzo: una sorta di romanzo epistolare reso fresco e vivace dalla scelta dell'autore di narrarlo come resoconto "a caldo" di un viaggio nel passato. Accanto ai problemi organizzativi delle prime bande "ribelli", ai contrasti tra garibaldini e azionisti, a personaggi del calibro di Pedro Ferreira, Antonio Giolitti, Battista Gardoncini, Walter Alessi, Nicola Grosa, Giulio Bolaffi, ai processi partigiani e alle trattative di scambio di prigionieri, ai rapporti con i "maquis" francesi e gli Alleati, alla drammatica vicendda dell'unico reparto di Giustizia e Libertà creatori in Val di Lanzo, spicca la figura antiretorica di Bruno Toscano. Meglio di altre, la tormentata scelta partigiana del ragazzo calabrese, protagonista di questa storia, assume un valore esemplare per tramandare i valori della Resistenza.
I ragazzi che volarono l'aquilone. Indagine su una formazione partigiana
Franco Brunetta
Libro: Copertina morbida
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2010
pagine: 574
"I ragazzi che volarono l'aquilone" racconta l'emozionante avventura vissuta nel periodo 1943-'45 da un gruppo di uomini e donne che, con le loro scelte, difficili e sofferte, sempre pagate di persona, hanno contribuito a cambiare la storia dell'Italia del '900. Il libro, frutto di una ricerca scrupolosa, svolta in un contesto pressoché inesplorato dalla storiografia resistenziale ufficiale, documenta i tentativi di esportare l'esperienza partigiana della banda "Italia Libera" di Duccio Galimberti, Livio Bianco e Leo Scamuzzi dalle valli cuneesi al Torinese. Le vite di questi "ragazzi" ci restituiscono la dimensione morale dell'epoca e concorrono a costruire una non comune pagina di storia vera, che a tratti sembra un romanzo: una sorta di romanzo epistolare reso fresco e vivace dalla scelta dell'autore di narrarlo come resoconto "a caldo" di un viaggio nel passato. Accanto ai problemi organizzativi delle prime bande "ribelli", ai contrasti tra garibaldini e azionisti, a personaggi del calibro di Pedro Ferreira, Antonio Giolitti, Battista Gardoncini, Walter Alessi, Nicola Grosa, Giulio Bolaffi, ai processi partigiani e alle trattative di scambio di prigionieri, ai rapporti con i "maquis" francesi e gli Alleati, alla drammatica vicendda dell'unico reparto di Giustizia e Libertà creatori in Val di Lanzo, spicca la figura antiretorica di Bruno Toscano. Meglio di altre, la tormentata scelta partigiana del ragazzo calabrese, protagonista di questa storia, assume un valore esemplare per tramandare i valori della Resistenza.