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Libri di Gabriella Maestri

Il tempio di Yerushalayim/Gerusalemme. Una Casa di preghiera per tutti i popoli

Marco Cassuto Morselli, Gabriella Maestri

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2025

pagine: 124

A partire dalle Scritture ebraiche e cristiane, il volume analizza l’istituzione del Tempio di Gerusalemme, il rapporto che Yeshua/Gesù intrattenne con esso e le interpretazioni della sua distruzione nel 70 e.c. da parte dei Romani, per arrivare infine all’immaginario templare e alle diverse ipotesi sulla sua ricostruzione, tra numerologia antica e cyber-architetti. Il libro rappresenta la continuazione de “La promessa”: la promessa rivolta ad Avraham/Abramo di essere una benedizione per tutte le famiglie della terra. È giunto il tempo, come ha scritto Rav Sacks, di essere una benedizione gli uni per gli altri, rendendo onore al Nome di Dio e onorando così la sua immagine: l’umanità.
17,50 16,63

La promessa

Marco Cassuto Morselli, Gabriella Maestri

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2023

pagine: 120

Il tema della promessa costituisce il cuore delle Scritture ebraiche ed effonde la sua luce anche sul Nuovo Testamento. È strettamente connesso con la Terra di Israele e si amplia fino a raggiungere una dimensione universale. Pur essendo unica, la promessa si articola in alleanze diverse che non si sostituiscono l’una all’altra ma si completano a vicenda. Per quasi duemila anni, un’errata lettura dei testi cristiani ha considerato un solo aspetto della promessa, ritenuta totalmente realizzata nella figura di Cristo. È giunto il momento di affrontare questo tema in modo nuovo, tenendo conto delle più recenti acquisizioni del dialogo ebraico-cristiano, per ridare spazio a un contenuto delle Scritture che è stato a lungo dimenticato. Qual è la promessa per Israele? Qual è la promessa per le Chiese? Quale promessa per l’umanità?
16,00 15,20

Nuovo Testamento. Una lettura ebraica

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2022

pagine: 814

Questa nuova traduzione con commento integrale permette di ricostruire nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli i legami di Yeshua ben Yosef (Gesù) con l’ambiente ebraico d’origine, di risalire al contesto culturale e spirituale dell’ebraismo in cui viveva e in cui si è formata la prima Comunità. Nelle Lettere di Shaul/Paolo viene proposta un’interpretazione del pensiero e dell’opera dell’Apostolo in accordo con la più recente linea di studi paolini, secondo la quale Shaul non è un convertito ma un convertitore, la cui missione è inserire i pagani nella storia della salvezza. Esaminate nel quadro del loro contesto storico, profondamente segnato dall’oppressione romana e poi dalla distruzione di Gerusalemme e del Tempio, le Lettere apostoliche costituiscono un prezioso documento sulla vita delle prime Comunità messianiche, quando ancora non esisteva frattura tra ebraismo e cristianesimo. L’Apocalisse, affascinante per la ricchezza del suo simbolismo, ma concretamente ancorata alla drammatica situazione storica, non invita a una fuga dalla realtà o a un compromesso con il potere, ma, al contrario, esorta a restare in attesa della Venuta. Nuovo Testamento. Una lettura ebraica è un’opera scrupolosa che studia con serietà i testi cristiani per comprendere come l’antigiudaismo si sia inserito in scritti originariamente giudaici, è un contributo al futuro del dialogo ebraico-cristiano e al raggiungimento della pace per tutta l’umanità.
49,00 46,55

Yehudah/Giuda. Il traditore fedele

Marco Cassuto Morselli, Gabriella Maestri

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2022

pagine: 60

Da quasi due millenni Giuda è l’emblema stesso del tradimento e della perfidia. Ai tratti negativi disseminati nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli si sono assommate nel corso dei secoli caratteristiche altrettanto infelici tramite i commenti e le rappresentazioni artistiche. In una chiave ermeneutica segnata da una crescente demonizzazione, Giuda è stato identificato come il rappresentante per eccellenza del popolo ebraico, il popolo “deicida”. D’altra parte nei testi più antichi – le Lettere apostoliche, le lettere di Shaul/Paolo, l’Apocalisse – non compare nessun riferimento all’apostolo che avrebbe svolto un ruolo così decisivo nella storia della Redenzione. A partire dalla constatazione che il verbo greco paradídomi non significa ‘tradire’ ma ‘consegnare’, gli autori propongono una nuova interpretazione della figura di Giuda e dei motivi che lo avrebbero indotto a consegnare Yeshua/Gesù alle autorità templari.
9,00 8,55

Il decalogo. Dieci parole di vita

Il decalogo. Dieci parole di vita

Marco Cassuto Morselli, Gabriella Maestri

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 76

Nella Bibbia, lo scenario in cui viene rivelato il Decalogo (erroneamente noto come “i Dieci Comandamenti”) è il deserto: è dunque proprio in una situazione in cui manca l’essenziale per vivere ed è concreta la possibilità di morire che vengono donate le “parole di vita”. Tra tuoni e lampi, una densa nube cala sul Sinày, mentre sempre più forte si ode nel silenzio circostante il suono dello shofàr. Ha-Shem scende sul monte, Moshèh vi sale: ha così inizio il dono della Toràh. «Faremo e ascolteremo» rispondono i figli d’Israele, a significare che l’ascolto delle Parole cresce man mano che esse si incarnano nella vita di ognuno, perché «di fronte alla Toràh siamo tutti uguali, ma ognuno ode la sua voce in modo diverso».
10,00

Nuovo Testamento. Una lettura ebraica. Lettere e Apocalisse

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 272

Le Lettere cattoliche, la Didaché, la Lettera agli Ebrei e l’Apocalisse vengono qui lette nel quadro del loro contesto storico, profondamente segnato dall’oppressione romana e poi dalla distruzione di Gerusalemme e del Tempio. Le Lettere costituiscono un prezioso documento della vita delle prime Comunità messianiche, quando ancora non esisteva frattura tra ebraismo e cristianesimo. Nella stessa linea si interpreta anche l’Apocalisse, affascinante per la ricchezza del suo simbolismo, ma anche ancorata molto concretamente alla drammatica situazione storica, un’opera che non invita a una fuga dalla realtà o a un compromesso con il potere, ma, al contrario, esorta a restare in attesa della Venuta. Introduzione, traduzione e commento di Marco Cassuto Morselli Gabriella Maestri.
22,00 20,90

Nuovo Testamento. Una lettura ebraica. Lettere di Shaul/paolo

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 272

Shaul/Paolo ha avuto un’importanza tale che alcuni lo hanno addirittura considerato il vero fondatore del Cristianesimo. In questo volume viene proposta un’interpretazione del pensiero e dell’opera dell’Apostolo che è in accordo con la più recente linea di studi paolini, secondo la quale Shaul non è un convertito ma un convertitore. Egli viene chiamato ad essere profeta, vuole raggiungere i popoli fino ai confini del mondo e raccoglierli prima della venuta di Gesù alla fine dei tempi, che ritiene imminente. Indossate le vesti di un nuovo Geremia, Shaul svolge la sua missione per inserire i pagani nella storia della salvezza. Il suo compito è la conversione messianica delle genti nel breve tempo che resta.
22,00 20,90

Nuovo Testamento. Una lettura ebraica. Vangeli e Atti degli Apostoli

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 496

Quali sono i legami dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli con l'ambiente ebraico d'origine? È possibile rintracciare, attraverso il greco della koiné, le parole e le espressioni che consentono di risalire al contesto culturale e spirituale dell'ebraismo in cui viveva Yeshua ben Yosef (Gesù)? Yeshua, infatti, non parlava né in greco né in latino, ma in ebraico e in aramaico. Questo libro affronta con estremo rigore la sfida di rispondere a tali interrogativi, permettendoci così di scoprire – grazie a una nuova traduzione dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli – l'universo religioso e culturale in cui si è formato Yeshua. Poiché l'antigiudaismo ha avuto, e continua ad avere, un ruolo rilevante nella storia degli ebrei, abbiamo un motivo essenziale per studiare i testi cristiani: come è possibile che esso tragga origine e si alimenti dell'insegnamento di un giudeo come Yeshua? Piuttosto che declamare solenni e retoriche condanne dell'antisemitismo, i curatori del volume sono convinti che occorra un paziente lavoro di studio dei testi per scoprire le modalità attraverso le quali l'antigiudaismo si è inserito in scritti originariamente giudaici.
25,00 23,75

Elia Benamozegh. Nostro contemporaneo

Marco Cassuto Morselli, Gabriella Maestri

Libro: Libro in brossura

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2017

pagine: 132

Elia Benamozegh (Livorno 1823-1900) è uno dei più importanti maestri dell’ebraismo sefardita e italiano. Biblista, talmudista, cabbalista, filosofo della religione, egli è anche uno dei precursori del dialogo ebraico-cristiano. Il suo interesse per la dimensione universalistica della Torah è costante ed è grazie a lui che molti hanno conosciuto per la prima volta il noachismo, ossia l’alleanza con l’intera umanità. Per chi è ancora abituato a contrapporre il Nuovo all’Antico Testamento, le sue opere possono costituire un’introduzione alla tradizione vivente d’Israele, per la quale la Torah scritta è inseparabile dalla Torah orale. Profondo convincimento di Rav Benamozegh era che proprio la Torah sarebbe diventata il luogo d’incontro tra ebrei e cristiani. In brevi ma densi capitoli, Marco Cassuto Morselli e Gabriella Maestri presentano le sue opere principali, da Spinoza e la Qabbalah a Storia degli esseni, L’origine dei dogmi cristiani, Morale ebraica e morale cristiana e Israele e l’umanità.
14,00 13,30

Catechesi prebattesimali e mistagogiche

Cirillo di Gerusalemme, Giovanni di Gerusalemme

Libro: Libro rilegato

editore: Paoline Editoriale Libri

anno edizione: 2016

pagine: 682

Le Catechesi di Cirillo e Giovanni di Gerusalemme, definite "uno dei più preziosi monumenti dell'antichità cristiana", offrono un quadro ricco e illuminante della iniziazione cristiana come si svolgeva nel IV secolo. Ci mettono a contatto diretto con la fede delle prime generazioni, quale era fedelmente trasmessa dai pastori, in una comunità anche geograficamente vicina al luogo di origine del cristianesimo. Il cristiano d'oggi vi ritrova la sua stessa fede espressa in uno stile limpido e semplice; il tono cordiali e comunicativo, sempre saldamente ancorato alla Scrittura, rende l'argomentazione persuasiva e convincente.
48,00 45,60

Lettera di Paolo ai Romani

Libro

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2015

pagine: 128

La Lettera ai Romani, uno degli scritti paolini più importanti del cristianesimo nascente, è molto ampia e ricca di tematiche complesse, con passi di ardua interpretazione. Fin dalle origini è divenuta uno dei capisaldi di quella teologia della sostituzione per la quale l’ebraismo e tutti i suoi valori fondanti erano ritenuti il “vecchio” da cui liberarsi per fare posto al “nuovo”, ossia la fede cristiana. Come hanno già fatto per la Didachè (2009), per la Lettera di Giacomo (2011) e per la Lettera agli Ebrei (2013), anche con la Lettera ai Romani i curatori si sono proposti di offrire un contributo per una sua reinterpretazione che ne metta in luce i profondi legami con l’ambiente ebraico d’origine. Secondo questa nuova lettura, Shaul/Paolo appare come colui che ha cercato di raggiungere fuori della Terra d’Israele coloro che sono fuori della Torah, poiché Ha-Shem, il Signore, non è solo il Dio d’Israele ma di tutta l’umanità. È significativo che, quando il Concilio Vaticano II con la Dichiarazione Nostra Aetate volle ridefinire in modo più positivo i rapporti con l’ebraismo, si sia ispirato proprio alla Lettera ai Romani per riconoscere che «gli Ebrei, in grazia dei Padri, rimangono ancora carissimi a Dio, i cui doni e la cui vocazione sono senza pentimento» (Rm 11,28-29).
10,00 9,50

Didaché. La Torah del Messia attraverso i Dodici Apostoli ai goyim

Libro: Libro in brossura

editore: Marietti 1820

anno edizione: 2009

pagine: 80

Perché presentare nuovamente al pubblico la Didachè, che sin dalla sua scoperta (1873) e prima pubblicazione (1883) è stata oggetto di numerose traduzioni, studi e commenti? La risposta è una sola: l’esigenza di osservare il testo sotto una luce nuova. La Didachè veniva considerata come la più antica opera della Patristica cristiana, e, giustamente, era vista come una straordinaria testimonianza della vita di una Comunità alla fine del I sec., nel particolarissimo momento della prima elaborazione di un cammino di fede attraverso cui si sarebbe operato il progressivo sviluppo di tutta la Chiesa. Abbiamo cercato qui quanto più possibile di metterne in luce i profondi legami con l’ambiente ebraico di origine, cercando di intravedere, attraverso il greco della koinè, parole ed espressioni che permettessero di risalire al contesto culturale e spirituale dell’ebraismo. Del resto siamo di fronte ad un’opera che certamente si è avvalsa di testi precedenti composti sia in ebraico che in aramaico. Lo stesso titolo dell’opera viene reso con Torah, termine ebraico corrispondente ad “insegnamento”, in greco Didachè. Quando il testo venne pubblicato gli studiosi ebbero l’impressione di essere trasportati sulla scena delle origini cristiane, all’epoca in cui i membri della Comunità ebraica messianica erano assidui nell’ascoltare la didachè degli apostoli (At 2,42) e la Comunità si apriva all’ingresso dei goyim, dei pagani che decidevano di convertirsi. Un ebreo e una cristiana rileggono e commentano quello che alcuni considerano il più antico testo cristiano, che forse precede anche le Lettere di Paolo e i Vangeli.
10,00 9,50

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