Libri di Giovanni Battista Bugatti
Mastro Titta. Le memorie del boia di Roma
Giovanni Battista Bugatti
Libro: Libro in brossura
editore: Francesco Tozzuolo Editore
anno edizione: 2021
pagine: 396
Il boia di sua santità. Memorie
Giovanni Battista Bugatti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 426
"La Provvidenza, chiamiamola così, ha un sorriso sardonico. Mastro Titta, classe 1779, morto a 90 anni, boia da quando ne aveva diciassette, si chiamava in verità Giovanni Battista Bugatti. Giovanni Battista. Come il granitico profeta che fu decollato e impiattato per le vaghe astuzie di una Salomè. Il Bugatti, piuttosto, testa fina, era maestro nel mozzare il capo agli altri. Eccelleva in ogni tortura: decapitava, squartava, accompagnava all'impiccagione, mazzolava. Segava - segugio della legge - dita, orecchie, nasi, a grandine, ai poveracci che non potevano saldare il furto. Come a dire: Giovanni Battista Bugatti era l'Arcangelo Michele dello Stato Pontificio. Se nel quadro di Guido Reni, però, il celeste, dal volumetrico manto rosso, schiaccia col piede Satana e lo minaccia con la spada - attributo plastico dello Yahweh Sebaoth, il 'Dio degli eserciti', la violenza divina -, molto più modestamente Mastro Titta si occupava del male terreno, guercio, della corruzione umana, normale, nota, notevole, sporca. «Un delinquente è un membro guasto della società, la quale andrebbe corrompendosi man mano se non lo sopprimesse. Se abbiamo un piede od una mano piagata e che non si può guarire, per impedire che la cancrena si propaghi per tutto il corpo, non l'amputiamo? Così mi pare s'abbia a fare de' rei»: questa è la sintesi etica denunciata nelle Memorie di un carnefice - Il boia di Sua Santità."
Memorie di un carnefice
Giovanni Battista Bugatti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Clandestine
anno edizione: 2017
pagine: 304
Attraverso la dettagliata descrizione delle esecuzioni, Mastro Titta riassume gli accadimenti più importanti della cronaca nera romana tra la fine del '700 fino all'unità italiana, proponendo, al di là della forma romanzata, un vero e proprio documento storico e rivelando qua e là, con ironia e acume, brevi postille di saggezza. "Anche il delitto ha un'aristocrazia propria. Si rivelano in esso la maggiore elevatezza dell'ingegno e del coraggio, il carattere più nobile del delinquente e la forza d'animo più intensa". Processi, vittime, assassini, moventi e delitti sono raccontati con accuratezza e arricchiti dai particolari, talvolta cruenti, delle esecuzioni da lui operate, che riscuotevano in taluni casi il plauso, in tal'altri il furore della folla. "Avvicinandomi al palco udii ancora distintamente parecchie grida di: viva Mastro Titta; e quando l'ebbi lanciato nel vuoto, col capestro ben annodato intorno al collo, scoppiarono anco degli applausi. Sicuro, mi battevano le mani, salvo a mettermi a pezzi, se fossi disgraziatamente caduto in loro potere in un momento buono. Per fortuna conoscevo bene gli umori della folla e non mi sono mai lasciato lusingare dalle cortesie, come non mi sono mai intimorito per le minacce".

