Libri di Giovanni Cascone
Guerre a bassa intensità
Giovanni Cascone
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2023
pagine: 128
Questa serie di racconti brevi è ambientata su di un tempo lungo fra gli anni 50 del secolo scorso e l’inizio di questo secolo. Le circostanze professionali di una vita da nomade hanno spinto l’autore ad attraversare paesi dove i conflitti a varia intensità sono continuamente presenti nelle immagini e nei discorsi delle persone incontrate. Il racconto si sofferma su conflitti passati e/o prossimi ma lascia inevitabilmente intravedere un presente emergenziale. Circostanze diverse fanno esplodere questi conflitti, eppure a ben leggere fra le righe di questi racconti, sparpagliati nel tempo moderno, si ritrovano elementi comuni che risiedono in interessi economici precisi accompagnati e conditi spesso da pregiudizi di ordine razziale. Un’umanità che da nord a sud, da est a ovest, continua a non avere imparato le lezioni della storia e coltiva sotto traccia, a bassa intensità appunto, i disastri della guerra. Le emozioni forti che da un anno invadono gli schermi televisivi e le prime pagine dei giornali non trovano spazio in questi racconti, ma certamente le emozioni vissute all’interno o ai margini di vari conflitti spingono a riflettere, dietro un velo sottile di ironia mista a compassione, sugli sviluppi drammatici di vicende che si svolgono a pochi passi da casa nostra. Le immagini mortifere di una guerra che si è scatenata relativamente vicino casa il 24 febbraio del 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, hanno fatto riaffiorare le immagini, le emozioni e le storie che all’autore è capitato di attraversare. Conflitti che restano a bassa intensità per anni finché un giorno esplodono ed attirano con i loro disastri umanitari l’attenzione delle prime pagine e la nostra.
Zitti e buoni. Diario di lockdown da Bruxelles
Giovanni Cascone
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2022
pagine: 104
All'improvviso le note di "Zitti e Buoni" infrangono il muro dei corifei concentrati sulla paura. Un'Europa stordita, resa infantile, da più di 15 mesi di pandemia decreta il successo dei Måneskin e del loro inno a chi è "fuori di testa". Cade a proposito, quasi la metafora di una condizione dettata dalla cultura dell'emergenza. A febbraio 2020 era scattato l'allarme pandemia e il nostro esperto sanitario giramondo resta intrappolato a Bruxelles. Per istinto di sopravvivenza e per interesse professionale si pone delle domande sulla pandemia e la sua gestione, coinvolgendo anche la sua rete di amicizie e conoscenze costruite in giro per il mondo. Prende, poi, l'abitudine, nelle sue passeggiate quotidiane, di catturare le immagini inconsuete di una città vuota e inaspettatamente assolata. Registra il diario delle sue riflessioni e degli scambi che si intensificano su Zoom e WhatsApp. La vita scorre su altri registri fino alla libertà, condizionata, dettata dall'estate. Ma si susseguono ancora le differenti ondate, passa più di un anno e per certi versi sembra di essere allo stesso punto. Si dibatte ancora sulla necessità di essere mascherati. La vita scorre comunque, a singhiozzo, con riprese e chiusure repentine. È vero, si muore, ma il ciclo vitale non si è interrotto e i bimbi nascono ancora durante la pandemia. La scrittura, la fotografia e il disegno sono diventate forme di resistenza di fronte a più di un anno trascorso come in un limbo, con i viaggi di lavoro sempre vietati e le mostre interrotte, con spazi di libertà vigilata che si aprono e richiudono quasi a caso. Infine, vaccinati, ma sempre in maschera. Un occhio è sempre rivolto a quello che accade intorno, fuori dal Belgio, all'Italia e ai danni collaterali che si moltiplicano, ai falsi miti che si riproducono con ossimori fino a ieri impensabili. Chi misura i danni collaterali della pandemia e delle ondivaghe misure di contenimento? I nostri comportamenti sono cambiati fino a un punto di non ritorno? Un bilancio sull'impreparazione fatale in cui sono stati colti i nostri sistemi sanitari sarà mai fatto? E l'opportunità per rinforzarli in maniera strategica sarà mai colta?

