Libri di Giulio Marlia
Polidor. Storia di un clown
Giulio Marlia
Libro: Libro rilegato
editore: Ibiskos Ulivieri
anno edizione: 2010
La Comune. Alle origini del teatro-canzone
Giulio Marlia
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni L'Ancora
anno edizione: 2021
Nel regno di re Carnevale. Analisi su origini, funzioni e ingredienti della festa e sulla realtà di Viareggio
Giulio Marlia
Libro
editore: Del Bucchia
anno edizione: 2015
pagine: 252
La presente opera si suddivide in tre parti. Nella prima l'intento dell'indagine è rintracciare di questa festa - tra le piú antiche del genere umano - non solo le origini ma anche le differenti funzioni che (attraverso ingredienti come maschere, cibo, sesso, violenza, musiche e danze) è andata a assumere nel tempo: si inizia dai riti di fertilità dell'età precristiana per propiziare i raccolti, si passa alle funzioni contestative e detronizzanti dei baccanali medievali e rinascimentali, si raggiungono infine i carnevali contemporanei (grandi eventi spettacolari capaci di rivolgersi non solo alla comunità locale ma anche a grandi folle provenienti da altre nazioni). La seconda parte del volume è - sotto l'aspetto culturale e antropologico - una rivisitazione della festa viareggina capace di gettare una nuova luce su fatti e episodi già noti: così lo studio si aggiunge con originalità alla bibliografia sul carnevale di Viareggio. La terza parte riporta testimonianze di grandi protagonisti del carnevale viareggino di oggi e di ieri: in particolare, per quanto concerne Tono D'Arliano (inventore della cartapesta), si tratta dell'ultima intervista prima della sua scomparsa.
La tecnica del tiranno. Il cinema di Miklós Jancsó
Giulio Marlia
Libro
editore: Del Bucchia
anno edizione: 2010
pagine: 304
"Quello che state per leggere è un contributo prezioso su un regista-autore dallo stile cinematografico inconfondibile che - come si scrive in questo libro - "rappresenta un punto di riferimento, un paradigma a cui rapportarsi per definire la scelta di campo, a livello linguistico, di questo o quel regista". Per me - cosí come per Giulio - Jancsó, oltre agli inequivocabili meriti stilistico-narrativi di messa in quadro e di messa in scena nell'impostazione drammaturgica dei suoi film, è un autore che ha fatto di tutte le sue opere una requisitoria contro gli orrori della tirannia, del potere e dell'oppressione liberticida, entrando nel cuore della sua eterna liturgia e ritualità, ad un tempo affascinanti e devastanti. E tanto basta." (dalla nota introduttiva di Pier Marco De Santi)

