Libri di GOTZ-
I Fugger. La parabola dei banchieri degli Asburgo
Götz von Pölnitz
Libro: Libro in brossura
editore: Res Gestae
anno edizione: 2024
pagine: 500
Ogni nazione ha una storia economica e finanziaria. In quella d’Europa, in questo settore, ci sono famiglie che hanno fatto da pioniere, la cui opera è possibile seguire attraverso i secoli nelle sue irradiazioni. Fra tali personaggi si contano, accanto ai Medici di Firenze e ai Rothschild di Francoforte, soprattutto i Fugger di Augusta. La loro attività comincia nel ceto contadino-artigiano, per elevarsi, nel Rinascimento, a livello di un fenomeno finanziario di portata mondiale. Molla di tale scalata sociale sono state soprattutto le grandi figure degli uomini d’affari della casata, come Jacopo il Ricco e Antonio Fugger; ma con essi anche i loro stretti congiunti, le case di commercio principali e le loro filiali, le fondazioni di carattere sociale e culturale hanno accompagnato la crescita. Götz von Pölnitz ha seguito, attraverso i loro vari stadi, le sorti di questa casata, illustrandone i successi, spiegandone le crisi, segnalandone le relazioni nascoste, valutandone criticamente l’evoluzione sociale. Proprio in questo campo i Fugger costituiscono, infatti, un fenomeno che non ha eguale, poiché nessuna famiglia esistente nel XX secolo, di nessuna nazione, fiorì mai, in linee principesche, baronali e borghesi, in modo a essi comparabile.
Zavorre. Storia dell'Aktion T4: l'«eutanasia» nella Germania nazista 1939-1945
Götz Aly
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2017
pagine: XXI-261
Tra il 1939 e il 1945, circa 200000 tedeschi furono vittime delle uccisioni per «eutanasia». I numerosi responsabili parlavano eufemisticamente di «sollievo», «interruzione della vita», «morte misericordiosa», «aiuto a morire» o, appunto, di «eutanasia». Costoro agivano in parziale segretezza, ma nel bel mezzo della società. Molti tedeschi erano favorevoli a una morte violenta per i «mangiatori inutili», tanto più durante la guerra: pochi condannarono con fermezza le uccisioni, i più tacevano per vergogna, non volevano conoscere troppi particolari. E andò avanti cosi anche dopo il 1945. Solo in casi eccezionali le famiglie si ricordavano delle zie, dei figli piccoli, dei fratelli o dei nonni assassinati. Soltanto oggi, dopo circa settant’anni, l'incantesimo svanisce. Lentamente riaffiorano quei dimenticati che furono costretti a morire perché percepiti come pazzi, molesti o imbarazzanti, perché anormali, pericolosi per la comunità, inabili al lavoro o costantemente bisognosi di cure, perché gravavano di un marchio d'infamia le loro famiglie. Ancora oggi, nelle manifestazioni, nei libri e sui monumenti il più delle volte i nomi di queste vittime non vengono citati. Eppure sono soprattutto i nomi dei morti, oggi, a dover essere ricordati. I disabili, i deboli di niente e gli storpi che furono abbandonati e costretti a morire non erano affatto non-persone anonime. Questo libro racconta la storia del loro assassinio deliberato, in quella che è nota come la famigerata Aktion T4.
Perché i tedeschi? Perché gli ebrei? Uguaglianza, invidia e odio razziale 1800-1933
Götz Aly
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2013
pagine: XX-277
Da molti anni Götz Aly si interroga sul passato nazionalsocialista e ogni volta arriva a risposte scomode e inquietanti. Chi voglia conoscere meglio la storia tedesca del Novecento deve confrontarsi necessariamente con i risultati delle sue ricerche. All'inizio del XIX secolo gli ebrei tedeschi seppero cogliere le opportunità offerte dalla nuova libertà economica. Essi si riversarono nelle professioni allora emergenti: divennero commercianti, imprenditori, medici, avvocati, banchieri e giornalisti. Inoltre garantirono ai propri figli un'istruzione di buon livello: intorno al 1900, in Germania, gli studenti ebrei che conseguivano la maturità erano otto volte di più dei loro compagni cristiani. La reazione dei tedeschi, più lenti nella loro ascesa sociale, fu caratterizzata da invidia e gelosia: sostennero la necessità di proteggere i cristiani, non gli ebrei; cercarono appoggio e conforto nella collettività, tentarono di accrescere la loro autostima denigrando gli altri gli ebrei. Questo libro si allontana dai consueti modelli concettuali sulle origini della barbarie nazista. Götz Aly indaga e descrive con lucidità le radici più profonde dell'antisemitismo omicida, radici che affondano nel cuore pulsante della storia e della società tedesca.
Il gatto di casa. Crescerlo, accudirlo, educarlo
Eva-Maria Götz
Libro: Copertina morbida
editore: L'Airone Editrice Roma
anno edizione: 2012
pagine: 64
Secondo un luogo comune i gatti sono misteriosi e indipendenti, ma non è proprio così. Questo volume insegna a prepararsi in maniera facile e rapida all'arrivo di un gatto in casa, predisponendo correttamente l'ambiente domestico e procurandosi tutti gli accessori necessari (lettiera, ciotole, cuccia, ecc.), oppure a modificare nel modo più giusto la situazione esistente in modo da ottimizzare e rendere piacevole la vita insieme. Presenta, inoltre, metodi ed esercizi divertenti ed efficaci per educare l'amico a quattro zampe, nonché consigli e suggerimenti utili anche ai bambini.
Sprichwörter aus dem Alter Venedig-Vecchi proverbi veneziani. Testo italiano, veneziano e tedesco
Götz Beck, Horst Sitta
Libro: Libro in brossura
editore: Alphabeta
anno edizione: 2011
pagine: 134
Lo stato sociale di Hitler. Rapina, guerra razziale e nazionalsocialismo
Götz Aly
Libro: Copertina rigida
editore: Einaudi
anno edizione: 2007
pagine: 406
Il nazionalsocialismo fu una dittatura implacabile con le popolazioni sottomesse ma compassionevole e compiacente verso il popolo tedesco. La sua principale preoccupazione fu alimentare il consenso della nazione tedesca, con politiche che oggi definiremmo di welfare state. Programmi di sostegno ai più deboli, sovvenzioni per le famiglie dei combattenti, reti di sicurezza sociale. il tutto fu finanziato con la rapina selvaggia e sistematica delle nazioni asservite dalla guerra: depredate delle materie prime, colpite nella moneta nazionale, saccheggiate di ogni bene. Ricavando dalla guerra di rapina le risorse per il sistema del consenso, Hitler e i suoi uomini si comportarono come classici uomini politici attenti agli umori dei loro cittadini. Chiedendosi sempre come garantire la soddisfazione del popolo tedesco o quanto meno la sua indifferenza. Per questo la dittatura hitleriana poté contare per la gran parte della sua durata sull'appoggio della maggioranza dei cittadini tedeschi.

