Libri di I. Tomassoni (cur.)
Ancona per Gino De Dominicis. Atti del Seminario
Libro
editore: Mediateca delle Marche
anno edizione: 2005
pagine: 160
Nel giardino di Mirò
Libro: Copertina morbida
editore: Ass. Orfini-Numeister
anno edizione: 2005
pagine: 36
Uncini. I primi e gli ultimi. Catalogo della mostra (Foligno, 21 giugno-15 settembre 2011). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 143
I capolavori di Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 - Trevi, 2008) presentati in questo catalogo consentono ai lettori di ripercorrere l'esperienza artistica di un autore fra i più noti e apprezzati a livello nazionale e internazionale. Nel volume sono documentate cinquanta opere scelte fra le prime e fra le ultime prodotte dall'artista - suddivise tra Cementarmati, Tralicci, Artifici - e un gruppo di significativi disegni inediti che rappresentano in modo esaustivo il pensiero del maestro. La visione panoramica e contestuale offerta da "I primi e gli ultimi" rivela in particolare come tutta la parabola creativa di Uncini sia marcata più che dal segno dell'evoluzione, da quello dell'identità, in una narrazione coerente capace di tradurre in immagine i valori costanti di un'etica tra le più alte dell'arte italiana del XX secolo. Il catalogo accoglie due saggi critici di Bruno Corà e Italo Tomassoni, una selezione di scritti dell'artista ed è completato da apparati biografici.
Brajo Fuso. Opere dal 1945 al 1980
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2010
pagine: 72
Nessuno crederà, nel mondo disincantato e scettico della storia dell'arte, che quando, nel rifugio perugino di Monte Malbe, Brajo Fuso dipingeva le sue Straticromie a metà degli anni quaranta, o produceva i primi Cromoggetti nella seconda metà degli anni cinquanta, era completamente all'oscuro dell'esistenza del dripping praticato dall'altra parte del mondo da Jackson Pollock già dal 1946. Eppure era proprio così. Sicuramente nulla di quanto avveniva in Usa era noto a Brajo Fuso. Bricoleur e homo ludens, Brajo si pone di fronte alle cose e alle forme con lo spirito di Arcimboldo. La pittura, la tecnica, l'imitazione del vero e l'invenzione di forme nuove sono niente rispetto alla sorpresa che possono riservare le contaminazioni, gli aggiustamenti, i divertissements compositivi affidati alla volontà e al caso dalla manipolazione dei mezzi e degli oggetti a disposizione dell'operatore.

