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Libri di Leo Alfonso

Tutti sono folli. Verso il XIV Congresso dell'Associazione Mondiale di Psicanalisi. Scilicet

Libro: Libro in brossura

editore: Panozzo Editore

anno edizione: 2024

pagine: 320

“Ho estratto questo aforisma da poche righe scritte da Lacan [...]. Tutti sono folli, Lacan lo ha formulato una e una sola volta, in un testo pubblicato in una rivista allora riservata, Ornicar? Poiché io l’ho appuntato, commentato, ripetuto, questo aforisma è entrato nella nostra lingua comune, quella dell’AMP, e in quella che potremmo chiamare la nostra doxa. È diventato addirittura una sorta di slogan.” “Tutti sono folli”, è la proposizione di Lacan che ha dato il titolo al XIV Congresso dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi, risuona immediatamente con la rivendicazione di uguaglianza che domina il mondo contemporaneo. Spinta fino alle sue estreme conseguenze, implica non solo l’esclusione di qualsiasi nozione di normalità, ma condanna anche ogni relazione asimmetrica tra curante e paziente. Jacques-Alain Miller, “Tutti sono folli”
20,00 € 19,00 €

Lucio Battisti. Non strizzò l'occhio e chiuse il mondo fuori

Lucio Battisti. Non strizzò l'occhio e chiuse il mondo fuori

Leo Alfonso

Libro: Libro in brossura

editore: Calabria Letteraria

anno edizione: 2015

pagine: 138

Il clima è ancora quello sessantottino e nell'Italia esacerbata da contrapposizioni ideologiche parlare di vicende intime significava essere esclusi da ogni processo creativo che ambisse al pur minimo riconoscimento culturale. Si imponevano nuovi miti, una forma di specie protetta del tempo, santoni in cattività, cantautori che meglio assecondavano col loro "impegno" le aspettative che certa ideologia andava generando, fiutando bene l'aria e soprattutto il vento che tirava. Completamente avulso da tutto ciò, Battisti, non apparteneva all'eletta schiera; se gliene fregasse qualcosa non è dato sapere. Certo, le accuse di essere un destroide, fatte anche di appropriazioni indebite che lo collocarono all'opposto e controvento, non lo scalfirono più di tanto. Non si premurò di smentirle e ripararsi sotto un simbolo meno inviso: la sua musica non aveva bisogno di viatici ulteriori, la sua libertà, il suo orgoglio non lasciavano spazio a compiacenti chiarificazioni. E ne pagò il prezzo. Più tardi, finiti gli anni '70. epoca di riflusso, disimpegno, riscoperta del privato, piuttosto che capitalizzare il credito ora incondizionato, si congeda da quel pop che tanto strenuamente aveva difeso dalle intemperie del tempo, dalla pervasività ideologica. Inizia, così, con Panella un percorso sperimentale del tutto sordo alle esigenze del mercato, ai dettami delle multinazionali, ossequioso solo di ciò che stava al di sopra di tutto: la sua libertà...
12,00 €

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