Libri di Margherita Pieracci Harwell
Si apriva il balcone sull'amata Parigi. Lettere e memoria della madre di Simone Weil
Margherita Pieracci Harwell
Libro: Copertina morbida
editore: Poiesis (Alberobello)
anno edizione: 2017
pagine: 217
Alla fine degli anni Cinquanta, una ragazza italiana colpita dalla lettura di alcune pagine di Simone Weil si reca a Parigi per ritrovare le tracce della filosofa francese ormai scomparsa, nei manoscritti inediti e più nel vibrante ricordo di sua madre, Selma Weil. Sarà l'incontro con la madre a rivelare a Margherita Pieracci come fosse naturale e inevitabile per Simone raggiungere, in una vita breve e intensa, una rara identità di rigore e semplicità, nello stile come nel pensiero.
Specularmente. Lettere, studi, recensioni
Margherita Guidacci, Margherita Pieracci Harwell
Libro: Libro in brossura
editore: Petite Plaisance
anno edizione: 2016
pagine: 144
Margherita Guidacci ricorda così l'incontro con Margherita Pieracci Harwell, avvenuto a Firenze il 25 agosto 1988: "A Firenze mi aspettava una mia amica che vive ed insegna in America e che perciò posso rivedere solo durante l'estate, quando torna in Italia in vacanza. Se il mio sogno americano non fosse tramontato, l'avrei rivista anche nel giro che dovevo fare fra un mese circa in alcune Università statunitensi fra le quali, naturalmente, era inclusa anche la sua (che è Chicago); ma almeno ci siamo riviste ieri. È una donna molto sensibile e intelligente e ha scritto su di me alcune delle pagine più penetranti che mi sia capitato di leggere. Ci vogliamo bene anche perché abbiamo fra di noi una certa "specularità" e quando ci salutiamo, ci par di salutare l'eco".
Cristina Campo e i suoi amici
Margherita Pieracci Harwell
Libro
editore: Studium
anno edizione: 2005
pagine: 188
I due poli del mondo leopardianO: entusiasmo e tedio
Margherita Pieracci Harwell
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 1986
pagine: 141
Dal rogo
Gianfranco Draghi
Libro: Libro in brossura
editore: Gaffi Editore in Roma
anno edizione: 2020
pagine: 335
Evocare l'incendio, l'evento forse più drammatico del libro, da cui deriva anche il titolo, per certi versi diventa persino un alibi, un pretesto, meglio ancora una chiave di lettura. Da quel rogo Draghi ha perso soprattutto oggetti fisici, e necessariamente parte della sua vita. Ma i ricordi, la creatività non gli sono stati sottratti dalle fiamme, ma semmai sono stati rafforzati, sublimati. Nel raccontare se stesso e le persone, le storie, i luoghi e persino gli animali che ha conosciuto, Gianfranco Draghi in un certo senso insegna senza dover spiegare, istruisce senza dare indicazioni. Artista nel senso vero del termine, studioso, scrittore, pittore, e quindi psicoterapeuta appassionato di politica è stato sempre motivato alla sostanza più che alle regole.