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Libri di Maurizio Giufrè

Vita Mayer. Iconografia di una fabbrica

Libro

editore: Quinlan

anno edizione: 2019

pagine: 80

19,00 18,05

Paolo Raffaelli. Fotografo 1900-1923

Libro: Libro in brossura

editore: Tre Lune

anno edizione: 2026

pagine: 72

Le fotografie di Paolo Raffaelli (Bagnone 1873-1943), il cui fondo è conservato presso il Museo Archivio della Memoria di Bagnone, rappresentano un’autentica scoperta e collocano il suo autore accanto a figure come Giuseppe Primoli e Francesco Chigi. Egli iniziò a fotografare nei primi anni del Novecento, in un’epoca in cui la fotografia era diventata accessibile a un pubblico più ampio, sebbene ancora limitata alle classi agiate. Laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, impiegato nella locale Cassa di Risparmio di Firenze, nel tempo libero, si dedicava alla fotografia, documentando la vita domestica, il paesaggio e la realtà contadina della Lunigiana, raccontando così con le immagini i cambiamenti del suo territorio. Predilesse gli aspetti naturali del paesaggio, architetture medievali e moderne, familiari, borghesi e contadini, creando una varietà di registri fotografici per superare con la sua narrazione visiva, i canoni a lui contemporanei. Le bellissime immagini conservano l’aura delle lastre al collodio e rivelano verità geografiche, autobiografiche e metaforiche, invitando a riflettere sul significato dei luoghi ritratti. Restituiscono un interesse per le modificazioni nel tempo e per la conservazione della memoria, sullo sfondo della natura e della storia.
15,00

Livata. La montagna di Roma

Maurizio Giufrè

Libro: Libro in brossura

editore: Tre Lune

anno edizione: 2026

pagine: 72

Livata, soprannominata la Montagna di Roma, è un sito che rivela una storia urbanistica iniziata nel 1956 con il completamento della strada carrabile che la collegava a Subiaco. Questo evento segnò l’avvio della trasformazione della montagna, da luogo di pascolo e processioni religiose a meta turistica. Artisti come Ivo Pannaggi e Benedetto Tozzi immaginarono questa località come un centro di incontri artistici, un Bauhaus tra i monasteri benedettini, ma il progetto non si concretizzò a causa delle difficoltà economiche del dopoguerra. Negli anni successivi, l’architettura prese il sopravvento, con la costruzione di complessi residenziali e ville che crearono un paesaggio urbano montano unico. Architetti come Francesco Palpacelli, Giorgi Orlandi, Paolo de Angelis e altri, realizzarono opere che, pur non rifacendosi al tradizionale stile alpino, sperimentarono nuove forme, creando un “laboratorio” architettonico inaspettato. L’autore evidenzia (anche con i suoi interessanti scatti) come Livata sia diventata un esempio di modernismo in alta quota, un paesaggio culturale che merita di essere rivalutato e compreso nel contesto del Parco dei Monti Simbruini. Un luogo singolare che rappresenta un episodio del tardo modernismo novecentesco, un’invenzione che si discosta dal ritorno nostalgico alla tradizione e che necessita di un “ripensamento” per il futuro. Il libro esplora attraverso una puntuale ricerca fotografica le diverse influenze architettoniche presenti a Livata, dal brutalismo europeo al postmodernismo, citando figure come Le Corbusier, James Stirling e Aldo Rossi.
15,00

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