Libri di R. Mosena
Sulla poesia
Giorgio Caproni
Libro: Libro in brossura
editore: Italo Svevo
anno edizione: 2016
pagine: 53
Il 16 febbraio del 1982 in via Santo Stefano del Cacco (ben nota ai lettori di Gadda), al "Teatro Flaiano" di Roma, Giorgio Caproni tiene una conferenza dove dovrebbe commentare i suoi versi "Parole (dopo l'esodo) dell'ultimo della Moglia". Tra il pubblico siede Pietro Tordi, un attore, che da alcuni anni commette quella che in molti considerano una sua personale stranezza: registrare, in teatri, accademie o circoli, qualsiasi cosa gli riesca di captare venga detta sulla poesia. Ma le stranezze di Tordi (per noi una fortuna) ci riportano la voce di uno dei più grandi poeti del nostro novecento che, come sempre defilato, ci dirà quasi niente su quei suoi versi, e moltissimo sulla sua visione lucida e intelligente di cosa sia la poesia.
In limine. Quaderni di letterature, viaggi, teatri 2010. Volume Vol. 6
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2010
pagine: 192
"Io so. ma non ho le prove!". (Pier Paolo Pasolini) "Va su in cima il tortuoso sentiero, spunta una casa in fondo al nembo bianco. Fermo il carro a goder l'acero freddo, foglie ha più rosse che fior di febbraio". (Du Mu) "Ti penso e ti ripenso e, pensando a te, così mi spendo tutto il mio tempo, che poi è tempo, come tu sai, radicato in te, che sei il mio tempo ritrovato (forse, senza averlo mai perduto), e perderti perciò, anche volendo, non mi sarebbe possibile, mentre è probabile che tu, sebbene ignara, che mai pensandomi talvolta mi ripensi, mi possa pure perdere in questo puro niente". (Antonio Pietropaoli) "Gli ulivi gemono stracciati dalle pallottole esplosive. Contro un tronco scortecciato un soldato mortotiene appoggiata con la mano fredda la baionetta". (Davide Lajolo)