Libri di Sabato Cuttrera
Alaimo da Lentini di Messina. L'anti-re dei Vespri. Eroe, traditore, sovrano parallelo
Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2026
pagine: 148
Alaimo, il generale di Messina dalla dubbia morale politica
Margarita. Margherita d'Angiò di Durazzo. Volume Vol. 1
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 128
La vera Regina, III Duchessa di tal nome, si chiamò Margarita, della quale l'omonima Imperatrice di Costantinopoli fu zia acquisita e poi suocera. Nacque nella capitale regia, dal grembo della Principessa Maria I di Napoli quando impalmò il terzogenito dei Durazzo: Carlo II Duca, il Capitano di Napoli. Restò orfana nell'eccidio del 1348 e sposò prima Carlo III Duca, figlio dell'Imperatrice e del fu Roberto II dei duchi di Durazzo. Da vedova, generata Giovanna II futura sovrana, diede la sua mano al Principe Carlo fu Luigi Durazzo, cugino, cognato vedovo di Maria II, e III Re di Napoli. È la Regina Margherita (28 luglio 1347-6 agosto 1412), senza più mariti; ora prigioniera, ora fuggitiva. Immersa nello scisma, quella che visse e conobbe il peggio del Trecento napoletano, come tutti i Durazzo. C'è lei alle spalle del figlio, quando il reame raggiunse le porte di Perugia. Margarita d'Angiò dei Durazzo fu una Regina di ferro. E questa è la sua storia.
L'ultimo viaggio di san Francesco dal re di Francia 1507: Paola Napoli tours
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2021
pagine: 128
I piatti e le vie del vino. Da mercanti del Greco di Tufo e Consoli di Venezia a Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera, Fabio Paolucci
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2021
pagine: 128
Isabella Villamarina. Donna Sabella sventurata. Principessa di Salerno
Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 144
Ferrante era cresciuto “di mediocre, e garbata statura, di pelo biondo, con occhi bianchi, bello di volto, e di vivace sguardo, nei movimenti piacevole, di grand’ingegno, nel parlar grave, per natura liberalissimo, magnanimo, e amico di huomini letterati, e virtuosi, era lui amato universalmente”. Isabella divenne subito bella, formosa e prosperosa. Così il poeta: — Isabella quest’è Vigliamarina, che fu prescritta nel consiglio eterno per far laggiù della beltà divina un raro exempio et honorar Salerno… Isabella Villamarina, seconda figliola del Conte di Capaccio, nonché ammiraglio, Bernardo e di Donna Isabella di Cardona, fu maritata fanciulla (1516) a Ferrante Sanseverino che ben si vantava essere il “duodecimo conte di Marsico e quarto principe di Salerno, ancora esso fanciullo”. E, senza offesa per il giovane Re Carlo, prossimo Imperatore, era una coppia bellissima, purtroppo destinata a non avere figli. Anche per questo Isabella era continuamente corteggiata e decantata dai poeti del tempo.
L'antica Esperia, universo di Enea «l'Atum» Italia dal 950 a.C. al 100 d.C.
Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2021
pagine: 208
L'originario litorale di un corno e un'isola sono l'Italia dell'Esperia. Urbe Latina detta anche solo Urbe dagli scrittori latini, è confusa spesso dai con un'altra capitale, che è Urbe Roma, dagli stessi scrittori romani. In un discorso così semplicistico in verità le difficoltà aumentano nella ricerca dei luoghi dell'antico Latio, ma l'Autore, in questa nuova collana sui luoghi antichi dell'Italia prima dei Normanni, ci presenta un'Apulia inattesa, inaspettata. Senza arenarci abbandoniamo dunque momentaneamente Plinio per dedicarci a Servio, lo storico del poeta Virgilio. Servio, chiaro fin da subito, riapre egli stesso la questione del doppio Lazio: Latium duplex est. E questo ancora ai suoi tempi. Infatti, a suo stesso dire, si aveva un Latium a Tiberi, presso Fundi, e l'altro presso il Vulturnu, definito Vecchio Latio, fra cave e monti, in origine abitate dai Casci, aggiungendo che il Latio dell'agro di Lauro dove fosse sbarcato di Enea fu quello abitato dai Latini E l'Autore ricomincia proprio da zero, dal Promontorio detto Iapygia che scorre per l'Italia lunghissimo nel mare, per risalirlo e giungere subito all'Esperia, sul confine del Lato antico dell'Universo di Enea distrutto dalle fiamme eruttate dalla stella. L'Esperia era proprio un litorale, in agro Troiano, inghiottito dalla lava, che generò l'orto del male oro: la Daunia. Questi gli argomenti con note in latino: I Latini primi abitatori dell'agro Laurentia dove approdò Enea fondando Uria-Troia a Laurolavinio, Urbe dei Latini dell'isola di Diomede. Urbe Troia di Enea fu in agro Lauro dei Monti Casci del Vulturnu in Latio antico (Sicilia liviana). Pachynum, Lilybaeum e Pelorum: le città sui tre lati di Trinacria, la grande isola fra Austrum, Africam e Mare Tyrrhenum che degradavano a Capo Aetna. L'Insulam di Syracusae, Ortux dei Greci, chiamato Ortigia dai Romani e infine Isola di Delos che non era la vera Delos di Creta. L'ex Messapia (Calabria) di Tarento Brundisio col Golfo di Oppido Laconu e l'ex Messapia Apula (Iapygia) di Peucentia in Agro Sallentino con Oppido Tarento Uria. L'Esperia: Noba Orbe Carthagine a Poenorum occupata dai Siculi, al confine con il Latium Antiquo dell'Universo di Enea distrutto dalle fiamme eruttate dalla stella L'isola Italia della stella di fuoco di Selva Sorori, Regno di Hesperio sul fiume Padus sommerso dalla lava dell'Heridano rientra in Magna Grecia con i Calcidesi che vi fondano la prima Kyma. L'originario litorale di un corno e un'isola sono l'Italia dell'Esperia, mentre Orbe Carthagine a Poena fu distrutta dalla lava e rifondata a Cuma. L'Italia dell'Hesperia assorbita dai Greci vide la nascita di Cuma proprio sull'isola Euboea alla foce del Vulturno nel territorio del Latio antico. I Galli spinti verso l'Ausonia perché cacciati dalla Sicilia, dove viene fondata Urbe Roma, alla foce della Colonia Hadria dei fiumi Hadriatico, salendo per il territorio dei Piceni, oltre Castello Novo di Hadria e i fiumi Batinu, Vomano, Albula.
Lucrezia Borgia. La figliola del papa
Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 144
Re Federico cercò in tutti i modi di mitigare i rapporti col Pontefice, grazie alla figura di Giovanni Carillo di Cerviglione barone di Apice e marito alla figlia Sancia, che il Papa aveva creato Gonfaloniere del Vaticano, avendo mantenuto il ruolo di paciere durante i contrasti fra i Borgia e Alfonso Principe di Salerno.48 Gofré e Lucrezia Borgia tornarono nel palazzo romano di s.Maria del Portico il 14 ottobre 1499, in attesa del parto per la nascita del principino erede Rodrigo d’Aragona. L’11 novembre del 1499 il comandante Cerviglione, col placet di Re Federico di Napoli, fu presente al battesimo del pargolo di Alfonso e Lucrezia. Molti i festeggiamenti che ne seguirono, in attesa che trascorressero quelle due settimane seguite al 1 novembre, data di nascita del maschietto, non senza che Cesare si macchiasse di un altro delitto. A morire per suo ordine stavolta fu “monsignore Agnelli da Mantova, arcivescovo di Cosenza, chierico della camera e vice-legato di Viterbo". Fu questo il primo colpo per la bella e sprovveduta Lucrezia.
Regina Heapula, Canosa di Eca presa dai Guelfi nel 1093. Ducato di Barletta, Principato di San Leucio
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 120
Una serie di comitati militari capuani e caetani, organizzati dai normanni di Neapolis Gaeta, cioè i dell'Aquila di patria siracusana, dopo aver detronizzato Capua, vicecapitale del Regno di Roma e fondato Ad Novas a Casertavecchia, si avviarono così in Puglia per togliere i territori agli eredi del Guiscardo. Ebbero l'obiettivo di annientare Borsa, sedendo lo Zio Ruggiero I a Bari, come antiduca di Puglia, benché fosse difeso e spalleggiato da Salernitani e greci. Li guidava il Gran Duca Ruggiero Loritello dei dell'Aquila di Gaeta, di antica stirpe dei Blosseville della Normandia. Occorreva fondare chiese di rito latino nel territorio dei greci e assorbirne le rendite per neutralizzare i nemici comuni. Il Comitato casertano dei militari tricaricensi partì dalla Cittadella dove si insediatono a loro volta i dell'Aquila di Ruggiero I di Gaeta, che fu Loritello, per occupare le Terre di San Giovanni Rotondo, cioè subito a Borsa la terremotata Benevento, lasciandolo senza Urbe antica delle Terre Beneventane, e sottrarle al Ducato Apulia del figlio Guiscardo, per annetterle al nuovo Ducato di Bari guidato dallo Zio Ruggiero I, a sua volta fratello del fu Re di Rama. I Lorotelli normanni di Gaeta, intanto, crearono da zero la cittadella capofila della nuova regione pugliese, la nuova città del Capo rispetto alla Napolis di provenienza, che avrebbe sottomesso la distrutta Equa-Eca-Troia del Golfo della Magna Grecia dove si trovavano.
Caserta vicaria del Regno d'Italia del 1094. Si chiamò «Ad Novas» la capitale normanna del Gran Ducato di Sicilia
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 120
Ruggiero I tolse la vicaria di Capua ai Romani, nel 1094, e l'Imperatore tolse Roma al Papa, protetto dai Cassinesi, che ripescarono il Regno d'Italia di Pavia e fondarono la vicaria del Padus, a Nova S.Maria dei Beneventani di s.Benedetto, nel 1096. Tutto cominciò con un incontro fra Urbano II e Ruggiero Loritello nell'aprile del 1088, quando ricevette visita, a Traina. Bisognava decidere sull'ordinamento ecclesiastico relativo ai riti delle sue chiese greche e latine, chiedendogli di abbracciare la causa di Matilde di Toscana per la liberazione del Nord delle truppe tedesche riappacificando anche tutto il Comitato di Sicilia. A lui si deve anche il riavvicinamento con l'Imperatore bizantino, cominciato nel 1088, avendo come obiettivo l'unione delle chiese di rito diverso, esortando gli stessi cristiani a difendere la chiesa orientale, il che significò guerra dichiarata all'Imperatore francofono. Il Concilio di Melfi del 1089 annunciò la sospendere ogni contrasto, procedendo ad una riorganizzazione dei feudi e progettando un reclutamento di massa di militari. Fu quindi redatto uno statuto scritto dai comiti di tutto il viceregno imperiale dei Franchi, Re di Roma, con sede a Castelcapuana che anticipava un giuramento solenne che ricordasse la Santa Trevia da tenersi nel 1090.
Del Balzo «re di Teate» nel 1374. Così nacque lo scisma del Papa di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro: Libro in brossura
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 120
I del Balzo avevano strappato Matera ai Sanseverino annettendola al neonato Principato di Taranto del Principe Giacomo, che si intendeva far ricadere nell'antiregno isolano della Regina Maria di Trinacria e non in quello fatto nascere da Giovanna I a Napoli, con il Castello Nuovo a Piazza del Gesù e la metropolia primaziale in s. Chiara, rifondata dopo il terremoto del 1348. Seguì la ribellione dei del Balzo diretta a costruire il Regno di Trinacria, tentando forse di annettervi un pezzo delle Calabrie con l'occupazione di Taranto, o addirittura un regno autonomo, ripartendo dall'antico Principato tricaricense di Teano Apula confuda con Teano dei Sdidicini...
Carlo III dentro Napoli nel 1381. Il terzo re di Sicilia del Monte Sant'Angelo
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2020
pagine: 120
È una cronaca originale, tratta dai cronisti contemporanei e non dai soliti storici che riportano notizie non sempre attendibili. Sono i giorni in cui Re Carlo giunse al Ponte dove la gente del popolo si lanciava dalle mura per accorrere a portare frutti ai soldati, lì fermi da 18 ore. Dalle sue fila si mossero Palamedes Boffuto e Marcuccio Aiossa, con 40 scelti, diretti alla Porta del Carmine. Trovatala serrata, virarono per la marina, avviandosi alla Portella della Conciaria, che apersero con poco sforzo, contagiando i napoletani. Gridavano per il Mercato: "Viva Re Carlo!".
Tufo nel 1753. 27° Catasto Onciario della provincia di Principato Ultra, 64° Catasto Onciario del Regno di Napoli
Arturo Bascetta, Sabato Cuttrera
Libro
editore: ABE
anno edizione: 2019
pagine: 96
I cognomi, le strade e le chiese per un albero genealogico di tutte le famiglie residenti e non in questo spaccato del 1700. È la scienza che si fa storia grazie a questa sorte di censimento e dichiarazioni dei redditi dell'epoca che ci ha permesso di ricostruire la vita menata intorno alla parrocchia di S.Eustachio e prim'ancora all'abbazia di San Michele detta dell'antica contea del Monte Aperto nata prima di Montemiletto e Montefusco. Tantissimi i luoghi antichi da Sotto la Teglia, Porta Fetida, Paradiso, Denti, Forno, Rione, Codacchioo, Mulino, Santo Stefano, San Paolo, Santo Marco, Santa Lucia, Ruva di San Giovanni L'Angelo, e tantissimi mestieri con l'età di padre, madre e figli di ogni famiglia.

