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L'era del viceré Moncada: Hugo de Moncada (1527-1528). Asburgo di Spagna

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L'era del viceré Moncada: Hugo de Moncada (1527-1528). Asburgo di Spagna
Titolo L'era del viceré Moncada: Hugo de Moncada (1527-1528). Asburgo di Spagna
Volume 4
Autori ,
Collana Viceré di Napoli, 3
Editore ABE
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 180
Pubblicazione 2026
ISBN 9788872973080
 
55,00 €

 
0 copie in libreria
Ricapitolazione. Moncada, il nobile fatto viceré che scippò il regno agli aragonesi. Questo testo descrive il breve e drammatico governo di Don Ugo di Moncada, nominato dall'Omperatore Carlo V come Viceré, Luogotenente e Capitano Generale del Regno di Napoli nel 1527, in un momento di estrema instabilità politica e militare. La narrazione si sviluppa attraverso dei nuclei principali in cui i cronisti esaltano la stirpe, nobilissima e antichissima, della famiglia Moncada, sottolineando come Ugo non abbia demeritato il valore dei suoi antenati. Alla morte del precedente Viceré Carlo di Lannoy, e con le forze francesi guidate dal Lautrec che minacciavano le mura, Moncada assume il controllo. Egli fortifica Napoli, arruola nuove truppe e affronta il duro blocco navale nemico. Nel tentativo di rompere l'assedio, Moncada guida personalmente la flotta regia in una feroce battaglia navale contro le navi francesi di Filippino Doria il 28 aprile 1528. Il Viceré muore eroicamente in combattimento colpito al petto, determinando la rotta dei soldati spagnoli e lasciando Napoli in preda a carestia e pestilenza.1 Ma chi era Ugo Moncada? Meglio conosciuto in Spagna col suo nome proprio di Hugo de Moncada (Chiva, 1476 - acque di Capo d'Orso di Cetara, 28 aprile 1528) rappresenta una delle figure più emblematiche e polarizzanti della transizione tra il tardo Medioevo e la prima età moderna. Quarto figlio di Pietro Raimondo, X barone d'Aitona, e di Beatrice de Cardona, egli nacque in seno alla potente nobiltà di origine catalana radicata nel Regno di Valencia. La sua traiettoria biografica incarna fedelmente il modello del condottiero d'alto rango prestato alle esigenze geopolitiche della Corona d'Aragona prima e dell'Impero di Carlo V poi. La sua formazione iniziale si compì sui campi di battaglia delle Guerre d'Italia: nel 1494 militò come volontario sotto le insegne del re Carlo VIII di Francia durante la sua celebre discesa nella penisola. Successivamente, entrò al servizio di Cesare Borgia. Con la morte di papa Alessandro VI nel 1503, Moncada compì una decisiva svolta strategica offrendo la propria spada al Gran Capitano Consalvo di Cordova, partecipando alle campagne militari che sancirono la definitiva sottomissione del Regno di Napoli al dominio dei Re Cattolici.2 Questa precoce esperienza napoletana ne accreditò l'affidabilità presso Ferdinando il Cattolico, il quale nel settembre 1509 lo nominò Viceré di Sicilia. Il suo mandato nell'isola, durato fino al 1516, si distinse per un tentativo centralizzatore volto a comprimere i poteri giurisdizionali dell'aristocrazia baronale siciliana e per il contestuale insediamento del tribunale del Sant'Uffizio, manovre che generarono un profondo risentimento locale. Alla morte di Ferdinando il Cattolico, l'instabilità politica interna sfociò in una violenta rivolta nobiliare e popolare che costrinse Moncada a fuggire precipitosamente da Palermo. Nonostante lo scacco siciliano, il nuovo sovrano Carlo d'Asburgo ne riconobbe le doti navali e diplomatiche, impiegandolo in spedizioni contro i corsari barbareschi nel Nord Africa, come l'attacco ad Algeri nel 1516 e la conquista di Gerba nel 1520. Il culmine della maturità politica di Moncada coincise con l'inasprirsi della guerra della Lega di Cognac. Inviato a Roma come ambasciatore imperiale per rompere il fronte anti-asburgico guidato da Clemente VII, di fronte all'intransigenza papale orchestrò d'intesa con la famiglia Colonna l'assalto armato ai palazzi vaticani nel settembre 1526, preludio politico e logistico del drammatico Sacco di Roma del maggio 1527.3 Nel settembre del 1527, a seguito della morte improvvisa del viceré Charles de Lannoy, Carlo V gli affidò la suprema carica di Viceré del Regno di Napoli. Si trattava di una nomina puramente militare, effettuata in un momento di estrema vulnerabilità per i domini spagnoli: la capitale vicereale era infatti cinta d'assedio per via di terra dalle truppe francesi...
 

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