Libri di Silvia Morrone
Resta con te. Vivere la violenza di genere e venirne fuori
Silvia Morrone
Libro: Libro in brossura
editore: Scorpione
anno edizione: 2025
pagine: 100
"Con le voci di Matilde, Cecilia, Alice, Anastasia, Benedetta, Ginevra, Clelia, Emma e Antonia, nomi diversi da quelli reali, storie di sopravvissute, queste pagine vogliono fare da grimaldello, da red flag per riconoscere una relazione non sana, da bubbolo che scampanella nella testa, quando la violenza di genere attacca, quando la mente e il corpo bisbigliano: Resta con te." Ci sono storie che ti entrano dentro. Ci sono storie che risuonano in noi. Storie dalle quali si parte per arrivare a tutte le Altre e fare in modo che non ce ne siano più. L’autrice, Silvia Morrone, giornalista e criminologa, dedica questo libro a Giulia Cecchettin. La prefazione è di Gino Cecchettin. Il ricavato dei diritti d’autore sarà devoluto alla Fondazione Giulia Cecchettin, impegnata nella lotta contro la violenza di genere.
Il momento di concludere. Il tempo in Freud, in Lacan e nell'epoca degli algoritmi
Libro: Libro rilegato
editore: Seb27
anno edizione: 2020
pagine: 284
La conclusione di una cura, la conclusione di una vita, la formazione dello psicoanalista e il suo rapporto con una pratica che, per sua natura, è “terminabile e interminabile” sono alcune delle tematiche affrontate in questo volume. Freud si era interrogato sugli effetti di un’analisi perché la sua esperienza gli aveva insegnato che, al di là della volontà e della consapevolezza, c’è sempre qualcosa che si oppone all’avanzamento di un’analisi e alla sua completa risoluzione nella guarigione. Possiamo dire che la stessa interrogazione ha mosso Jacques Lacan. Il riferimento stesso alla Topologia rappresenta il suo tentativo di rendere conto della struttura dell’atto analitico e di formalizzare le operazioni che riguardano la direzione di una cura. La radicale singolarità di un’analisi fa sì che anche la sua conclusione non sia standardizzabile ma non per questo priva di principi che la orientano. In particolare, il principio che la psicoanalisi dipende dal reale, da quello che emerge in un percorso di analisi o da quello che proviene dalla società, fa sì che gli psicoanalisti si interroghino anche sul posto dell’inconscio nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

