Libri di Ugo Gangi
Non ti scordar di me. Ovvero il perfido oblio
Ugo Gangi
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2018
pagine: 216
Il libro si occupa di 15 musicisti di prima grandezza che i potenti della Terra si vantavano di frequentare, che nel Settecento e nell'Ottocento entusiasmavano gli aristocratici, i borghesi e i popolani dell'Occidente. Questi colossi oggi sono vittime del perfido oblio? L'autore affronta l'interrogativo e confessa che il suo proposito è quello di farli conoscere ai non addetti ai lavori con la sottesa speranza di ingrossare così le fila dei pochi che ascoltano ancora la loro musica. Tenuto conto che ai millennial, per disposizione di legge, l'ascolto di musica antecendente il 1995 è inibita, e che per i nati negli anni dal 1960 al 1999 è consentito solo con certificazione medica, rimangono tra i seducibili gli arrembati, i sedentari privi di cellulari di ultima generazione, gli sfaccendati riottosi, gli schizzinosi e gli esodati dalla Fornero. L'autore garantisce ai neofiti di risulta che il beneficio che potranno trarre dalla musica dei semidimenticati è stupefacente.
Spohr. Un musicista affogato nel biedermeier e dimenticato
Ugo Gangi
Libro: Copertina morbida
editore: Mimesis
anno edizione: 2007
pagine: 356
L'autore di questo libro assicura di aver trascorso alcuni anni occupandosi della inspiegabile scomparsa di Louis Spohr. Un musicista che il pubblico europeo dei teatri d'opera e delle sale da concerto della prima metà dell'Ottocento aveva acclamato come sublime violinista (metteva Paganini in soggezione), osannato come direttore di orchestre che il suo rigore rendeva impeccabili, adorato come compositore che, senza staccarsi dal classicismo, aveva saputo cogliere l'essenza del Romanticismo creando musica che estasiava. Spohr piaceva a tutti. Le teste coronate lo onoravano, il mondo accademico lo teneva in grande considerazione e, addirittura, i giovani delle Burschen-schaften ne avevano fatto un simbolo del loro ribellismo. Spohr ha goduto di appropriata fama sino ai primi del Novecento e poi, senza plausibili ragioni, il suo nome si è dissolto. L'esame dell'ambiente artistico nel quale è vissuto, un'attenta rilettura delle sue note biografiche e delle sue opere, almeno nei voti dell'autore, avrebbero dovuto fornire la spiegazione del misfatto, ma lui stesso sospetta che l'indagine non abbia fatto luce sul punto. È certo invece che il "desocupado lector" dal suo scritto riceverà uno stimolo ad ascoltare i suoni creati da questo straordinario musicista.


