Libri di Vito Palumbo
Tutto a posto. 23 novembre 1980
Vito Palumbo
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2021
pagine: 160
23 novembre 1980, ore 19:34. Un terremoto, il più devastante dell’epoca moderna, si è portato tutto via da Caposele, piccolo centro dell’Irpinia che ospita la sorgente del più grande acquedotto d’Europa. Nicola, Fortunata e Beppe combattono una battaglia che non conosce la grazia. Ciascuno, a modo suo, risulterà vincitore per sé e per gli altri. Il romanzo è ispirato ad un episodio realmente accaduto in quei giorni.
Carlo Falcoli, racconto di sassi e di altre pietre preziose
Vito Palumbo
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2019
pagine: 96
“Non aveva scelta: doveva scrivere di donne. Diventare donna. Adesso non pensate che per scrivere di donne avrebbe dovuto vestirsi come vestono le donne. Non era una questione di peli o di ciglia o di barba o, non so, di gonne, che lui aveva solo bisogno di pensare come una donna. Non mise il reggicalze né due tette finte. Quello che doveva fare era semplicissimo: dimenticarsi di essere uomo”.
Quel ponte unì l'Italia
Vito Palumbo
Libro: Libro in brossura
editore: Adda
anno edizione: 2017
pagine: 132
Ciccì, un bambino con le mani di adulto, e un geometra di Genova, si incontrano nelle campagne di un piccolo borgo del Potentino nell’anno del Signore 1910 (o giù di lì). I due lavorano alla costruzione di un ponte canale dell’Acquedotto Pugliese, “il più grande acquedotto del mondo”. Condividono polvere, odori sgradevoli e pietre, molte pietre, infinite pietre da sgrezzare. Trascorrono tanto di quel tempo, insieme, che alla fine il tempo stesso finisce per incollarli in un rapporto di giorno in giorno sempre più intenso e più intimo. L’amicizia è un sentimento strano. A volte non ha bisogno di nulla. Spesso si ciba di privazioni e di fame, per crescere bene. È nelle avversità che l’amicizia esprime il meglio di sé. Il ponte che hanno contribuito a realizzare è stato da poco terminato. Si staglia, bello e austero, sullo sfondo del loro rapporto, come una quinta dell’esistenza. Stanno per separarsi. Sopra tutto, l’acqua, elemento immanente da cui tutto trae principio e ragione, deus ex machina dei destini loro e di un’Italia che stenta ancora a riconoscersi unita.
La terra delle fontane
Vito Palumbo
Libro: Copertina morbida
editore: Adda
anno edizione: 2015
pagine: 124
Il protagonista del libro, e dei suoi gustosi bozzetti di vita vissuta, è quanto meno insolito. È fatto di ghisa, come le cose buone e durature di una volta. Non è molto alto, ha forma conica, tronca, un naso come quello delle streghe dei cartoni, ma non è cattivo... anzi. Nel basso porta una vaschetta, una sorta di marsupio della vita, che a guardarla fa venire in mente il piattino del chierichetto sotto il mento di quelli che fanno la comunione. Che lavoro fa? Un lavoro umile ma importante: dà acqua a tutti, da sempre. È la "cape de firr", la storica fontanina dell'Acquedotto Pugliese, oggetto d'arredo urbano comune alle piazze di Puglia che per primo ha portato l'acqua nella sua terra, cent'anni fa. Il libro, impreziosito da una suggestiva documentazione fotografica d'epoca, è un tributo (e un dono) a chi, inseguendo un sogno, ha compiuto un'impresa colossale in soli nove anni (dal 1906 al 1915) sfidando tutte le difficoltà di un tempo in cui gli strumenti a disposizione non assicuravano il successo e la ragione consigliava di non provarci nemmeno.

