Libri di Carmelo Pirrera
O principessa!
Carmelo Pirrera
Libro: Libro in brossura
editore: Genesi Editrice
anno edizione: 2014
pagine: 80
Carmelo Pirrera nei suoi 'step' narrativi di "O Principessa!" pone sul tappeto della fragranza fantastica e in un volontario dislocamento degli elementi ecotipici (almeno per il marchio originario di certe leggende), il comune denominatore della figura femminile, dolce e gentile, colma di grazia, ma anche risoluta e crudele: colei che registra il peso del mondo con un rabesco di pensieri, con misura adeguata di proposizioni, con logica commisurata ai tempi. Paginette, appunto, in cui il sentimento dilava nello spostamento temporale, in una sinestesia tra passato e presente; non certo guinizzelliane pulsioni d'amore, auliche ed aulenti, ma linfa volta al segno d'un meticciato tra nobiltà e sudditanza, tra potere e subalternità, non disgiunta da sapida quanto menandrea ironia (non a caso, nell'incipit di questo tessuto, ci si meraviglia del perché si pianga nel proprio, ma non in "altrui verone").
Il regno
Carmelo Pirrera
Libro: Libro in brossura
editore: Genesi Editrice
anno edizione: 2013
pagine: 84
Cavilli. Brevi racconti ispirati a opere, autori e personaggi della letteratura
Carmelo Pirrera
Libro: Libro rilegato
editore: Genesi Editrice
anno edizione: 2012
pagine: 96
È accaduto a tutti di aver letto dei libri e di averli, in parte, scordati o di conservarne un mutilato ricordo che ai libri - a volerlo confrontare - più non somiglia per via di commistione con altri ricordi, libri ed esperienze. Si tratta senz'altro di una perdita, e di essa qui si tenta un bilancio approssimato per difetto, e delle letture, ove possibile, almeno il recupero di certe atmosfere. William Shakespeare, José Saramago, Marcel Proust, Franz Kafka, Thomas Mann, Leonardo Sciascia, Cesare Pavese, Italo Calvino, Elio Vittorini, o Michele Prisco sono solo alcuni degli autori coi quali mi è piaciuto intrattenermi, scegliendoli a pretesto - cavilli, per l'appunto - per pagine e discorsi non sempre concordanti, anzi, a volte, in aperta dissonanza, cedendo al gusto (alla libertà) di rovesciare situazioni, penetrandole con analisi arbitrarie o impertinenti, o reinventandole di sana pianta con quel pizzico di gioia e di sofferenza di cui si è spesso debitori, giusta l'espressione nietzschiana, alla poesia intesa come menzogna, ossia nell'accezione che insieme la insulta e la lusinga.

