Libri di Claudio Cerritelli
Dino Magistrati. Opere (1995-1999)
Claudio Cerritelli
Libro
editore: Lubrina Bramani Editore
anno edizione: 2000
pagine: 48
Giovanni Campus. Verifiche di un percorso
Claudio Cerritelli
Libro
editore: Books & Company
anno edizione: 1998
pagine: 170
L'arte del paesaggio. Catalogo
Claudio Cerritelli, Paolo Fossati
Libro
editore: Essegi
anno edizione: 1991
pagine: 248
Vasco Bendini. Catalogo
Claudio Cerritelli, Bruno Bandini, Alessandra Borgogelli
Libro
editore: Essegi
anno edizione: 1989
pagine: 80
Omaggio a Nuvolari. Il mito della velocità. L'arte del movimento. Dal futurismo alla video-arte
Claudio Cerritelli
Libro
editore: Casa del Mantegna
anno edizione: 2003
pagine: 390
Sergio Sermidi. Luce su luce
Marco Goldin, Claudio Cerritelli
Libro
editore: Casa del Mantegna
anno edizione: 2001
pagine: 94
L'incanto della pittura. Percorsi dell'arte italiana del secondo Novecento
Claudio Cerritelli
Libro
editore: Casa del Mantegna
anno edizione: 2004
pagine: 398
Viaggio verso l'ignoto. Lucio Saffaro tra arte e scienza
Libro: Libro in brossura
editore: Bologna University Press
anno edizione: 2023
pagine: 184
La mostra è un omaggio alla figura di Lucio Saffaro (1929-1998), pittore, scrittore, poeta e matematico tra i più originali della cultura e dell'arte italiana del secondo Novecento. Un selezionato percorso di opere pittoriche e grafiche (36 olii, 35 litografie e 16 disegni di proprietà della Fondazione Saffaro e un'opera della Fondazione Carisbo) consente di avere un'immagine completa della sua ricerca (1954-1997): dalla fase meno divulgata del periodo giovanile, a quella più riconosciuta e riconducibile alle sue forme eleganti e poliedriche. I dipinti e i disegni esposti testimoniano la sua ricerca perenne intorno all'enigmatico e all'ignoto, mostrando un Saffaro, per certi aspetti, inedito: dai primi disegni e olii su tela, appartenenti a un'originale idea di metafisica, fino ai quadri e alle grafiche più marcatamente saffariane, dove emerge una ricerca vicina a un classicismo profondamente italiano e rinascimentale. Rifiutando sempre la definizione di "artista-matematico", Saffaro, attraverso le sue figure, ha costantemente agito la matematica con la pittura, dando vita alla continuazione e allo sconfinamento di una disciplina nell'altra. Le "immagini" simboliche di Saffaro, del resto presenti anche nelle opere letterarie, testimoniano la sua cultura mitteleuropea, attraverso cui ha esplorato gli impervi luoghi dell'essere, della finitezza e dell'incompiutezza dell'uomo. Il catalogo delle opere in mostra è corredato dai saggi critici di Claudio Cerritelli, Bruno D'Amore e Gisella Vismara, e da ricchi apparati bibliografici rivisti nel tempo dalla Fondazione Saffaro, sulla base dei manoscritti lasciati dall'artista.
Ritorno a Trieste. Lucio Saffaro tra arte e scienza
Libro: Libro in brossura
editore: Bologna University Press
anno edizione: 2022
pagine: 184
La mostra propone un'antologia di opere pittoriche e grafiche di Lucio Saffaro, pittore, scrittore, poeta e matematico tra i più originali della cultura e dell'arte italiana del secondo Novecento. La rassegna è dedicata alle origini triestine di Saffaro, un legame che l'artista ha più volte evocato attraverso vedute marine, astratte risonanze del paesaggio e la malinconica contemplazione delle sponde lontane. L'idillio marino si rivela nella scelta dominante dell'azzurro e dell'indaco, legati al ricordo di Trieste e alla sua visione interiore. La poetica di Saffaro si sviluppa in modo autonomo e trasversale rispetto alle tendenze dell'arte del secondo Novecento: la sua collocazione in questo ambito non è mai stata di semplice definizione, in quanto la "differenza" del suo pensiero creativo non è assimilabile ad alcun paradigma storiografico (metafisica, astrattismo, arte concettuale, optical, immagine tecnologica). Fondamentale è l'approfondimento della relazione tra il mondo classico e il sapere moderno, tra la memoria del passato e la consapevolezza del presente, tra il mondo antico e quello contemporaneo. L'arco cronologico delle opere selezionate (1954-1997) propone un viaggio lungo tutto il corpus saffariano, da quello meno divulgato e più enigmatico del periodo giovanile, a quello più riconosciuto e riconducibile al rapporto tra arte e scienza, attraverso lo sviluppo dei suoi eleganti poliedri. Queste geometrie assumono una rilevanza non solo di natura matematica, ma anche di carattere esistenziale. L'immaginario di Saffaro riflette le sfaccettature del pensiero polidimensionale, la pluralità delle fonti iconografiche e la proiezione delle forme nello spazio cosmico, nell'infinita "spirale senza nome della storia".

