fbevnts
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Libri di Claudio Crotti

Ai confini della comprensione. Narrazione complessa e puzzle films

Claudio Crotti, Elisa Pezzotta, Fabio Scalzotto

Libro: Copertina morbida

editore: Lubrina Bramani Editore

anno edizione: 2011

pagine: 240

""Ai confini della comprensione" è una formula, quasi uno slogan, che permette di denominare l'esperienza del pubblico cinematografico degli ultimi quindici anni di fronte a film che, con diverse modalità e a diversi gradi, non danno la possibilità di farsi un'idea chiara di ciò che raccontano. Si tratta di puzzle films, e cioè pellicole che pongono in primo piano l'estetica dell'enigma, mettendo in crisi gli automatismi della comprensione, e obbligando a riflettere su ciò che avviene nel corso della visione. Ai confini della comprensione c'è un territorio vasto, indefinito, perlopiù impraticabile: non tutti gli elementi, necessari o attesi, vengono offerti, e lo spettatore è costretto a muoversi alla ricerca di ciò che manca. Molto spesso questa ricerca va oltre i limiti del film, del genere, della narrazione stessa per giungere a cogliere la ratio estetica che ne regola forma e funzioni. Si può affermare che questi film, presupponendo uno stato di disorientamento e la conseguente ricerca di soluzioni possibili, impiegano le facoltà mentali del pubblico come risorse drammatiche: la comprensione richiede strategie mentali che aiutino a superare le difficoltà." (S. Ghislotti)
20,00 € 19,00 €

Il doppio nel cinema: personaggi, metamorfosi, mutazioni

Il doppio nel cinema: personaggi, metamorfosi, mutazioni

Claudio Crotti

Libro: Copertina morbida

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2008

pagine: 71

La rielaborazione dei temi classici della metamorfosi, della mutazione e del doppio, attraverso l'analisi di sei pellicole del cinema contemporaneo: Birdy di Alan Parker, Taxi Driver di Martin Scorsese, Dead Ringers e A History of violence di David Cronenberg, Lost Highway e Mulholland Drive di David Lynch. La macchina da presa si focalizza dapprima sulla superficie cutanea dei personaggi, nel tentativo di individuare personalità "fluide", doppie nel senso più ampio del termine, alla ricerca di un'identità che qui prescinde, tuttavia, dal corpo. La pelle non è "luogo" di identità, l'immagine non è sinonimo di verità. Metamorfosi incorporee e metaforiche, mutazioni invisibili costringono a una "zoomata sottocutanea", che finisce per essere, contemporaneamente, studio, riflessione da parte dell'arte cinematografica circa i propri strumenti espressivi e linguistici. Un cinema che disorienta lo spettatore ed è a sua volta "disorientato", perché non vuole più credere a ciò che "si vede", ma allo stesso tempo forte, "maturo" nella consapevolezza che "la realtà non è che una possibilità, debole e fragile come tutte le altre possibilità".
13,00 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.