Libri di Concita Borrelli
Italia Germania 3-1. Storia di un emigrato che ha fatto gol
Antonio Ragucci, Concita Borrelli
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2022
pagine: 115
"Svegliarsi alle 4.00 in Germania non è la stessa cosa che svegliarsi alle 4.00 in Italia. La Germania non era il sogno americano. Cosa era Eberbach per un ragazzo che era stato mandato in collegio e aveva già vissuto l'estraneità e il senso di abbandono?" Italia-Germania dell'82, campioni del mondo. Che partita, che emozioni per tutti gli italiani, ma ancor di più per quelli finiti a cercar fortuna in terre straniere. Concita Borrelli, scrittrice e giornalista, ha associato questa epica sfida calcistica a una storia di emigrazione, di passioni e di successo. Italia e Germania sono i Paesi protagonisti della vita di Antonio Ragucci, una vita che si snoda tra il senso di appartenenza alla terra natale e il senso del riscatto di chi è riuscito ad affermarsi, partendo da zero, sul suolo straniero. Da Roccamonfina, terra vulcanica di funghi e castagne in provincia di Caserta, Ragucci si ritrova con il padre a calpestare con le suole bucate la neve di Eberbach, nel Baden-Württemberg. Il duro lavoro nel mondo della ristorazione, la sveglia alle 4.00, tanti sacrifici... e infine un'impresa edile dal crescente successo, che tra l'altro ha contribuito a riqualificare Heidelberg, una delle più antiche e belle città tedesche. Tra mille difficoltà, un'immensa voglia di farcela e brillanti intuizioni, Antonio Ragucci è riuscito a fare fortuna e così a costruire la sua nuova famiglia, senza dimenticare quella di origine. Un uomo onesto, forte, entusiasta, tanto orgoglioso del suo percorso quanto generoso con le sue radici: un simbolo di tante storie di emigrazione, anche di quelle che non si sono trasformate in miracolo.
Interno 11
Concita Borrelli
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori
anno edizione: 2019
pagine: 144
«Papà, hai un'altra?» È dalla domanda feroce, inaspettata, della figlia Clotilde che ha inizio il monologo interiore del protagonista di queste pagine, un maturo magistrato, ora anche affermato scrittore, in bilico tra due amori e in perenne discussione con se stesso. Da una parte la moglie, necessaria come un'inestinguibile parte di sé, rappresenta il passato, il presente e la certezza domestica: grazie a lei il narratore regola i propri passi, e in sua assenza non può fare altro che incespicare. Ma l'antica passione si è ormai trasformata nella rassicurante consuetudine quotidiana, e allora entra in gioco l'altra donna, giovane e vitale da togliergli il fiato: con lei vive uno stato di gioia pura, non fa programmi, si sente libero come una foglia al vento. La rievocazione innescata dall'implicita accusa della figlia lo porta a ripercorrere le proprie origini e a confrontarle con l'oggi, alternandole alla lucida e spietata osservazione del nostro tempo. Famiglie ai saggi di pianoforte, ragazzine con borse griffate che progettano le estati a Panarea, madri nascoste nei Suv e in sogni pacifici, padri troppo compresi nel ruolo sociale di uomini arrivati. Tutto è apparentemente perfetto. A intervallare il racconto, le lettere di Marina, una intraprendente carcerata condannata a trent'anni per aver ucciso il marito. Il magistrato ne accoglie la confessione e in cambio le suggerisce la lettura di un romanzo in cui lei possa rispecchiarsi e trovare conforto: L'amante di Lady Chatterley. Tutti attraversano l'amore e la ferita. Tutti hanno diritto a sanarla e chiedere alla vita giustizia per il mal tolto. Ma di amore si muore?
Ricordo quasi tutto
Fulco Ruffo di Calabria, Concita Borrelli
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: 159
"Una grande famiglia è una famiglia disseminata, divisa, complicata, persa, ritrovata. L'albero genealogico segna rami che a volte non si sono mai toccati, e a volte si sono uniti indissolubilmente." Fulco Ruffo di Calabria appartiene a una delle famiglie più antiche e blasonate d'Europa, che vanta fra i suoi membri re e regine, principi e principesse, cardinali ed eroi, come il nonno Fulco, asso dell'aviazione della Prima guerra mondiale e medaglia d'oro al valor militare. Con legittimo orgoglio ma anche con estrema spontaneità e semplicità, Fulco si racconta per la prima volta in una sorta di diario "geografico" che ripercorre la sua vita di nomade d'eccezione: l'infanzia torinese insieme ai fratelli Augusto, Imara, Umberto e Alessandro, sotto l'occhio vigile e affettuoso della "signorina Natalia", amica e complice; la Pasqua a Roma da nonna Luisa; le feste con i compagni di giochi, fra i quali Edoardo e Margherita Agnelli e i "rampolli" di casa Marone Cinzano, i Rivetti, i Nasi, i Vallarino Gancia; i collegi esclusivi a Moncalieri, Pallanza, Paderno del Grappa e Gressoney; le indimenticabili vacanze a Poveromo, in Versilia, nella accogliente e vissuta casa di famiglia, in compagnia di nonni, cugini e zii (fra cui Paola, futura regina dei Belgi) o a Sestriere. I viaggi per tutta l'Europa con la "banda Ruffo" (così zia Paola chiamava i nipoti) negli "anni feroci e fieri", in cui "non ci facemmo mancare niente", all'insegna della spensieratezza e degli amori passeggeri.

