Libri di Giorgio Benvenuto
Umanesimo del lavoro. Il sindacato e l'intelligenza artificiale
Di Iacovo Benedetto
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 88
L’IA al pari delle rivoluzioni tecnologiche che si sono susseguite non si ferma, si governa, con visione riformista e responsabilità collettiva. L’innovazione, e tra queste l’IA, non è una minaccia in sé; diventa tale solo quando sfugge al governo della politica, delle forze sociali, della cultura e della solidarietà. Il futuro del lavoro non sarà più soltanto una questione economica: sarà soprattutto e sempre di più una questione umana. Davanti a un mondo che cambia così rapidamente, serve una bussola morale, un umanesimo del lavoro, in cui la tecnologia non cancelli l’uomo ma lo potenzi, non elimini il lavoro ma lo renda più libero e creativo. Il sindacato – e questo è il messaggio di fondo di questo saggio – non può più limitarsi a difendere il passato, rimanendone semplice testimone. Deve diventare protagonista del futuro: deve sedersi ai tavoli dove si progettano le innovazioni, deve contrattare l’uso dell’intelligenza artificiale, deve formare i lavoratori alle nuove competenze e, soprattutto, deve difendere la dignità della persona in un’economia che tende a trasformare tutto in dato, algoritmo e prestazione. Prefazione di Giorgio Benvenuto.
Storia delle tessere socialiste. Testimonianza di un impegno per il progresso e l'emancipazione sociale
Angelo Molaioli
Libro: Libro in brossura
editore: L'Ornitorinco
anno edizione: 2018
pagine: 83
"Chi non ha la tessera non é iscritto al Partito". Questa lapidaria frase compare sulle prime tessere socialiste, a riprova dell'importanza attribuita, fin dalle origini del socialismo, all'adesione formale alle strutture territoriali del Psi. La tessera, dunque, come adesione alle lotte e agli ideali socialisti, prova concreta e tangibile dell'essere socialista, primo segno distintivo, gelosamente conservato e spesso ostentato a dimostrazione della propria fede politica. In questa pubblicazione sono riportate tutte le tessere del Psi, con un commento per comprendere meglio il loro significato storico e politico.
Ristrutturazione dei debiti d'impresa
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina morbida
editore: Mediabit
anno edizione: 2012
Voluntary disclosure. Volume 3
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina rigida
editore: Mediabit
anno edizione: 2014
Voluntary disclosure. Volume 2
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro
editore: Mediabit
anno edizione: 2014
pagine: 500
Voluntary disclosure. Volume 2
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina rigida
editore: Mediabit
anno edizione: 2014
Voluntary disclosure. Volume 2
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro
editore: Mediabit
anno edizione: 2014
Voluntary disclosure. Volume 4
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina rigida
editore: Mediabit
anno edizione: 2014
Voluntary disclosure. Volume 5
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina rigida
editore: Mediabit
anno edizione: 2015
Il Principato di Monaco e la voluntary disclosure
Stefano Mazzocchi, Giorgio Benvenuto
Libro: Copertina rigida
editore: Mediabit
anno edizione: 2015
pagine: 600
Un quadro sinottico di tutte le normative per la trasparenza fiscale dei capitali detenuti nel Principato di Monaco.
Giuseppe Di Vittorio. Una storia di vita essenziale, attuale, necessaria
Giorgio Benvenuto, Claudio Marotti
Libro: Libro in brossura
editore: Morlacchi
anno edizione: 2016
pagine: 238
"Giuseppe Di Vittorio è stato un grande dirigente sindacale ma anche simbolo della fame come tanti braccianti pugliesi, della volontà di riscatto sociale per affermare la propria dignità di uomini. Come ogni padre importante, Di Vittorio vive anche negli aneddoti, in particolare della sua giovinezza, e molti li possiamo ritrovare in questo libro. Parlano sempre di riscatto (non togliersi il cappello, il cappotto la domenica) o di scelte "drammatiche" come la difesa in armi della Camera del Lavoro di Bari mentre nasceva suo figlio Vindice. Eppure c'è un tratto che colpisce ancor di più perché di straordinaria rottura per l'epoca (e che rimane valido tuttora): l'idea dello studio, del conoscere, della scuola. Non penso che basti a spiegarla la privazione che subì andando a lavorare nei campi a sette anni, dopo la scomparsa del padre. Nelle campagne pugliesi molti bambini vivevano la sua condizione, privati del gioco e dello studio. [...] Conoscere per sapere, studiare per essere liberi e non subalterni, unità del lavoro nelle contraddizioni delle grandi trasformazioni: questo il patrimonio lasciato in eredità dal grande sindacalista pugliese." (Dalla Prefazione di Susanna Camusso)

