Libri di Giorgio Maggi
100 e più. Oltre un secolo di pallacanestro in Lombardia
Sergio Giuntini, Sergio Meda, Mario Zaninelli
Libro: Libro in brossura
editore: Book Time
anno edizione: 2023
pagine: 280
Il primo conflitto mondiale innescò dei cambiamenti di enorme portata storica, con dirompenti trasformazioni anche nello sport italiano. Tra queste la felice importazione di alcune discipline d'Oltreoceano, grazie ai soldati statunitensi che le diffusero da noi nell'immediato dopoguerra. IL basket, più e meglio di altri sport, seppe incarnare l'avvento della società di massa. Per cominciare non rappresentò la semplice evoluzione di giochi popolari d'origine rurale, rielaborati dalle public school inglesi, com'era accaduto per il football e il rugby. Il basket rompeva con la tradizione e rispecchiava quello spirito metropolitano tipico della realtà nord-americana, nel quale interagivano industrializzazione, urbanizzazione e forte emigrazione, che nel dopoguerra avrebbe connotato anche l'orizzonte europeo. Uno sport che non presentava discriminazioni di genere, aperto a tutti e tutte, e praticabile in piccoli ambienti: un fattore rilevante in un periodo in cui lo spazio urbano, destinato in primis all'espansione dell'industria e dei commerci, diveniva un bene sempre più raro e prezioso. Così mentre baseball e volley per insediarsi nella nostra penisola dovettero attendere la Seconda guerra mondiale, il basket riuscì subito ad affermarsi tanto fra gli uomini che fra le donne. La Lombardia divenne l'epicentro di questo fenomeno. Ne costituì il movimento-guida che, fatti salvi alcuni tentativi triestini e romani d'incrinarne l'egemonia, dominò il panorama cestistico tra il 1921 e il 1943. In pratica dalla nascita, a Milano, della Federazione italiana Basketball (Fib) alla sospensione dei campionati a causa del Secondo conflitto mondiale. Prefazioni di Giovanni Malagò, Giovanni Petrucci, Marco Riva e Giorgio Maggi.
Homo talent. Idee e strumenti per le rivoluzioni quotidiane
Giorgio Maggi
Libro: Copertina morbida
editore: Alpes Italia
anno edizione: 2019
pagine: 119
Che sia chiaro: le rivoluzioni quotidiane sono lo sbocco ideale per il talento che vuole riposizionarsi nel mondo circostante. Che vuole dare il meglio di sé. O perlomeno provarci. Sono uno stato alternativo della mente. Un meccanismo che mette in discussione l'esistente. Che tenta di scardinare i vecchi modelli di azione. È una modalità di pensiero che sfida il presente, per preparare il futuro. Un retroterra audace che dà linfa a una nuova filosofia del quotidiano. Ripensa la routine e la trasforma in un gesto epico. Galvanizzante. Si sintonizza su una frequenza che stimola volontà, visione, desiderio, forza, entusiasmo ed ebbrezza. Quella "gentile" che permette azioni extra-ordinarie, cioè, fuori dal comune. Che scardinano il già noto e sondano l'ignoto. Le rivoluzioni quotidiane hanno un obiettivo importante, e allo stesso tempo atipico: vogliono problematizzare l'ovvio, stressare il banale, mettere in difficoltà le nostre abitudini acquisite e tutto ciò che diamo per scontato. Vogliono rivisitare e aggiornare le azioni umane più elementari per costruire un progetto di vita migliore, di più ampio respiro. Vogliono, in ultima istanza, essere la sentinella al confine per affrontare il nemico più insidioso: il disorientamento. In una società senza orientamento, ogni giorno può essere utile per fare piccole rivoluzioni che ci spingono al di là della zona di comfort. Modificare le coordinate della rotta. Inventarsi un copione diverso. Costruire una mappa sostenibile. Trovare una posizione. Non possiamo accontentarci. Non possiamo delegare a nessuno il nostro destino. Non possiamo cambiare il mondo. Almeno con le modalità che ci hanno tramandato fino a oggi. Possiamo, invece, adottare idee e strumenti per fare rivoluzioni quotidiane. Le nostre.
My ground. Crea il tuo campo con l'ingaggio diretto
Giorgio Maggi
Libro: Copertina morbida
editore: StreetLib
anno edizione: 2017
Nella società di oggi esistono tante opportunità e soluzioni per cambiare, soprattutto per coloro che decidono di abbracciare uno stile di vita più consono con i propri valori e interessi personali, bilanciando il tempo lavorativo con la vita privata e la gestione del tempo libero. "My ground" è l'incrocio tra il campo ideale e quello materiale che coltiviamo durante la nostra vita quotidiana. Ogni giorno. Possiamo scegliere tra le varie offerte che il mercato ci propone dall'alto oppure, contemporaneamente, crearci un campo personalizzato, sostenibile, dal basso, che entra nella nostra realtà per aprirci nuove opportunità. Insieme agli altri. L'ingaggio diretto è il sistema che ci permette di coltivare campi condivisi secondo il principio della moltiplicazione del talento.

