Libri di Michele Grigato
Clown words. Il paroliere
Michele Grigato
Libro: Libro in brossura
editore: Eracle
anno edizione: 2017
pagine: 60
Le poesie che compongono questa silloge sono ventisei, tante quante le lettere dell’alfabeto; il lettore è invitato fin dal principio a prendere parte ad un gioco con l’autore, che per sua stessa volontà indossa i panni di un Clown giocoliere tra parole e rime. Un poeta travestito da paroliere. L’espressione ClownWords, rimanda immediatamente ad una dimensione di gioco serio, ove il lettore intuisce che l’autore giocherà sì con le parole, ma lo farà in maniera tutt’altro che banale o ridicola; l’immagine del clown qui evocata, difatti, assume i contorni del personaggio costretto a mascherare il proprio io reale, nascondendo l’anima dietro allo strato di trucco.
Una vita macchiata d'inchiostro
Michele Grigato
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2014
pagine: 116
"... vieni con me ti porterò in luoghi sconosciuti sperduti... ove solo il rumor delle onde confonde la dolce armonia d'un piano". È un invito al lettore quello che porge fin dalle prime righe di questa silloge Michele Grigato, un invito ammiccante e sorridente, come di colui che offre un caffè, promettendo, a chi vorrà sedersi al suo tavolo, un viaggio di sola andata verso una terra inesplorata. Ed è la terra del suo io, della sua vita, intrisa, o meglio macchiata d'inchiostro, come lui stesso dice fin dal titolo, a render subito chiaro fin dalle prime battute, che la distanza tra realtà e scrittura è tutta in chi la vuole vedere, e che l'una scivola via nell'altra senza soluzione di continuità.
El día del los muertos
Michele Grigato, Beatrice Perbellini
Libro: Libro in brossura
editore: Nerocromo
anno edizione: 2019
pagine: 56
Il giorno dei morti in Messico, a differenza di quanto accade nella nostra cultura, non è un giorno triste anzi è un’occasione gioiosa per ricordare chi non è più con noi. I Calaveras, ossia teschi di zucchero, abbelliti con colori accesi e decorazioni vistose, sono una parte fondamentale della festa ed è da questi che l’iconografia di quello che noi conosciamo come “Teschio messicano” ha origine. In questo progetto artistico si è voluto prendere il supporto e la simbologia dei Calaveras messicani per intraprendere un viaggio di ricerca grafica, pittorica e infine poetica incontrando diversi mondi e riferimenti culturali, al di là del tempo e dello spazio. I teschi sono stati dipinti da Beatrice Perbellini che per ognuno ha pensato ad un nome proprio e un’identità riferite a specifiche ispirazioni che vanno dalla cultura pop, a quella artistica cercando di riportarle agli stilemi e agli elementi caratteristici dei Calaveras. Dai dipinti è poi partito il poeta Michele Grigato che attraverso la sua sensibilità li ha interpretati, aggiungendo significato ad ogni teschio e trasformando le suggestioni pittoriche in parole.

