Libri di O. Mazzotta
Il nuovo mercato del lavoro dalla riforma Fornero alla legge di stabilità 2013
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli-Linea Professionale
anno edizione: 2013
pagine: 836
I diritti sindacali nell'impresa
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2011
pagine: XIII-239
Sono passati quarantanni dall'entrata in vigore della legge 20 maggio 1970 n. 300, ma ne sono trascorsi quasi sessanta da quando Giuseppe Di Vittorio propose al III Congresso della CGIL, a Napoli nel 1952, l'approvazione di una proposta di "statuto dei diritti dei lavoratori. Al centro della sua proposta vi era la protezione della dignità. Gli intendimenti manifestati in quel lontano congresso del maggior sindacato italiano sono in effetti riflessi nella porzione dello statuto diretta per l'appunto alla tutela della "libertà e dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro. I saggi raccolti in questo volume si occupano di temi all'apparenza lontani: i" diritti sindacali dentro l'impresa, così come regolati dal Titolo III della legge del '70. Con lo statuto si delinea infatti un progetto di protezione del lavoratore, contestualmente, dentro il contratto e dentro l'impresa. Lo statuto ci suggerisce che dentro la fabbrica devono affermarsi i diritti fondamentali del lavoratore ed, insieme, devono potersi esaltare i nessi solidaristici fra gli individui. I saggi raccolti in questo volume si occupano dei temi della democrazia sindacale, così come delineata nello statuto, avendo riguardo sia ai profili della loro regolamentazione sia alle guarentigie per i sindacalisti, quanto al tempo dedicato allo svolgimento dell'attività e quanto alla tradizionale strategia antidiscriminatoria.
Copertino in epoca moderna e contemporanea. Volume 3\1
Libro
editore: Congedo
anno edizione: 1997
pagine: 504
Il diritto del lavoro dopo il «collegato»
Libro
editore: Questione Lavoro
anno edizione: 2011
pagine: 290
Con la legge 4 novembre 2010, n. 183 (noto come «Collegato lavoro») è stato introdotto un insieme normativo che ha avuto una lunga gestazione, contrassegnata - caso unico in materia giuslavoristica - da un rinvio alle Camere da parte del Presidente della Repubblica ai sensi dell'art. 74 della Costituzione. Il Collegato affronta - spesso con la tecnica della "novella su codici e leggi organiche", per usare l'espressione presidenziale - temi assai disparati, fra i quali spiccano: la revisione dell'istituto della conciliazione delle controversie di lavoro e soprattutto il rafforzamento dell'arbitrato (anche di equità); la riscrittura (e l'irrigidimento) del sistema delle decadenze per le impugnazioni non solo del licenziamento, ma anche delle azioni dirette al riconoscimento della natura subordinata del rapporto; novità in tema di contratti a termine e collaborazioni; modifiche al sistema dei congedi, delle aspettative e dei permessi (anche con riferimento alla l. n. 104 del 1992), in parte con la tecnica della legge di delegazione, una delegazione che risponde a rationes diverse (v. gli artt. 23 e 46); una nuova disciplina regolativa degli accessi ispettivi; nuove regole su certificazione e poteri del giudice. Il volume - curato da un gruppo di giuslavoristi raccolti intorno alla rivista «Questione lavoro» - affronta una prima riflessione sui principali nodi problematici posti dalla legge, a partire dal tentativo di ridimensionare il ruolo del giudice.
Ragioni del licenziamento e formazione culturale del giudice del lavoro
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2008
pagine: X-122
Controllare la legittimità del licenziamento in un sistema che ne tipizza le ragioni giustificative è operazione ermeneuticamente e culturalmente complessa. Chiama il giudice a confrontarsi con un sistema di valori, esterno alla norma, di cui deve farsi interprete sensibile. Le clausole generali (o concetti indeterminati o norme in bianco) del giustificato motivo soggettivo e della giusta causa nonché quelle del giustificato motivo oggettivo insieme alla nozione di licenziamento per riduzione di personale rinviano a loro volta ad altri concetti aperti: la fiducia, l'intuitus personae, la produzione, l'organizzazione, l'iniziativa economica. In esse - a differenza di altre nozioni giuridiche a contenuto variabile (standard, direttive, norme generali, etc.) - l'indeterminatezza ha carattere intenzionale e risponde alla volontà del legislatore di sospendere il giudizio, rinviandone la soluzione a una diversa autorità. Ne viene fuori un quadro in cui il giudice deve farsi interprete di regole non scritte, ma ugualmente rilevanti nell'ambiente sociale di riferimento. Si tratta di un classico terreno su cui si contrappongono il metodo problematico proprio della giurisprudenza e quello sistematico della dottrina. Gli scritti pubblicati in questo volume intendono fare il punto su questi temi, mettendo a confronto le esperienze diverse, ma convergenti, dei vari protagonisti della vicenda culturale.

