Libri di Sara Trovalusci
Milano 1906. Il primo congresso di storia del Risorgimento italiano
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2025
pagine: 288
Dal 6 al 9 novembre 1906, mentre stava volgendo al termine la grande Esposizione internazionale, il Castello Sforzesco di Milano ospitò i lavori del primo congresso di storia del Risorgimento. Fu l’occasione di un animato confronto pubblico sulle principali questioni che gravitavano intorno al momento fondativo dell’unità. Archivi e biblioteche, musei, scuola e università, divulgazione e celebrazione patriottica, assetto organizzativo: le decisioni prese in quella sede avrebbero lasciato un’impronta profonda sulla storia dell’organizzazione risorgimentista. Gli atti del congresso, pubblicati nel 1907 in forma di resoconto stenografico, sono qui ristampati con una edizione critica che contestualizza l’evento e offre un quadro dettagliato degli uomini e delle donne che vi parteciparono. Ne esce una “biografia collettiva” di grande interesse, una galleria di personaggi appartenenti alle più svariate categorie (accademici, cultori di storia patria, giornalisti, militari, insegnanti, collezionisti): come tali, portatori di attese e interessi spesso contrastanti, in una commistione di ambizioni scientifiche e slanci educativi che ha condizionato a lungo la presenza del Risorgimento nel discorso pubblico.
L'ultimo titano del Risorgimento. Il mito di Francesco Crispi nell’Italia liberale (1876-1901)
Sara Trovalusci
Libro: Libro in brossura
editore: Viella
anno edizione: 2023
pagine: 216
La mente della spedizione dei Mille, il salvatore della patria, l’ultimo titano del Risorgimento: così parlarono di Francesco Crispi i molti che ne sostennero l’ascesa politica. Il libro esplora gli elementi costitutivi, le modalità di trasmissione e di ricezione di un mito che circolò ampiamente nel paese e di cui lo stesso Crispi fu il principale regista. Si trattò di una sofisticata strategia di promozione personale che coinvolse canali mediatici e attori diversi e dovette fare i conti con immagini pubbliche di altro segno – dittatore, megalomane, affossatore delle libertà statutarie – diffuse dagli oppositori di Crispi, in particolar modo durante i difficili anni del suo ultimo governo.

