Libri di Antonio Geremicca
Essere uomini di «lettere». Segretari e politica culturale nel Cinquecento
Antonio Geremicca, Hélène Miesse
Libro: Libro in brossura
editore: Cesati
anno edizione: 2017
pagine: 287
Nel corso del sedicesimo secolo la figura del segretario viene posta al centro di una prima ampia riflessione teorica in tutta Europa e in Italia. Numerosissimi gli studi per comprendere il carattere ibrido di questa funzione, in un secolo, come il Cinquecento, in cui le professionalità iniziano a profilarsi e a definirsi in rapporto a quella macchina burocratica che sarebbe presto divenuta propria dello “Stato moderno”. Il volume tenta di mettere a fuoco l’expertise che il segretario del Cinquecento poteva fornire in materia di politica culturale, sondare il margine di manovra, di libertà che gli è concesso dai principi, soprattutto considerando la statura intellettuale di alcuni segretari, che furono, a loro volta, collezionisti e committenti, promotori e patrocinatori di artisti e altri letterati. Il ruolo e il posto del segretario è definito con maggiore chiarezza per realtà come la Spagna e la Francia, dove la macchina del sistema “statale” centralizzato è ormai avviata; lo stesso non si può dire della penisola italiana, dove non casualmente il dibattito è più vivo. Della molteplicità di situazioni italiane il volume intende rendere conto, presentando figure segretariali provenienti da contesti diversi e attive lungo tutto l’arco del secolo: da Bernardo Dovizi da Bibbiena e Goro Gheri, all’inizio del secolo, alle più tarde esperienze di Bonifacio Vannozzi e Francesco Angeloni, fino al caso eccezionale del musicista Alfonso Fontanelli.
Agnolo Bronzino. «La dotta penna al pennel dotto pari»
Antonio Geremicca
Libro: Libro rilegato
editore: Universitalia
anno edizione: 2013
pagine: 376
"Si è dilettato costui e dilettasi ancora assai della poesia" scriveva Giorgio Vasari a conclusione della biografia di Agnolo Bronzino, ricordando uno degli aspetti che rese eccezionale la figura del pittore fiorentino, inneggiato dai suoi contemporanei come "nuovo Apelle e nuovo Apollo". Il libro ripercorre la produzione lirica del pittore, indagandone le motivazioni al fine di ricostruirne il percorso e i significativi rapporti intrattenuti con Benedetto Varchi, Antonfrancesco Grazzini e i letterati dell'Accademia Fiorentina. Ambiente erudito che di certo lo ispirò nell'elaborazione di quel modello di ritrattistica "intellettuale" che gli è proprio, mirabilmente incarnato dalle effigi dei giovani Lorenzo Lenzi e Ugolino Martelli, e ancora di Laura Battiferri.

