Libri di EURIPIDE.
Ippolito
Euripide
Libro
editore: Ciranna & Ferrara
anno edizione: 2000
pagine: 144
Afrodite, offesa per la poca devozione di Ippolito, figlio di Teseo, devoto unicamente ad Artemide, fa innamorare di lui la matrigna Fedra. La nutrice confida ad Ippolito la causa della disperazione di Fedra e il giovane, indignato, si scaglia, imprecando, contro la matrigna che si uccide, ma prepara la sua vendetta: in una lettera destinata a Teseo accusa il figliastro di averla violata. Il re maledice Ippolito che viene travolto dai suoi cavalli imbizzarriti per l'apparizione di un mostro marino inviato da Poseidone. Il giovane, difeso da Artemide stessa davanti a Teseo, muore dopo essersi riconciliato con il padre.
Medea. Testo greco a fronte
Euripide
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2015
pagine: 160
Medea è una delle tragedie greche più famose e rappresentate. Il dramma di un amore assoluto che si trasforma, per il tradimento di Giasone, in feroce odio e desiderio di vendetta. Una vendetta che coinvolgerà anche i figli che Medea ha avuto da Giasone. Anche la "barbara" Medea però è una vittima: sa bene infatti che facendo l'infelicità di Giasone farà soprattutto la sua infelicità. Il volume è introdotto dal maggiore esperto statunitense di Euripide: B. M. W. Knox.
Le baccanti. Testo greco a fronte
Euripide
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2014
pagine: 176
Euripide, definito da Aristotele "il più tragico dei tragici", scrisse il suo capolavoro, le "Baccanti", quando ormai era prossimo alla morte. Si tratta, come è stato detto, dell'opera di più sconvolgente tragicità che sia mai stata scritta, e al contempo la più importante fonte a nostra disposizione per la conoscenza della religione dionisiaca. La tragedia, come ha scritto Vernant, non rappresenta la realtà: ma la mette in questione. Nessuna opera, come le "Baccanti", è andata così lontana nel mettere in questione leggi, rapporti, istituzioni, credenze e saperi, fino a presentarci il destino umano nella sua tremenda e assoluta nudità.
Medea. Variazioni sul mito
Euripide, Lucio Anneo Seneca, Franz Grillparzer, Corrado Alvaro
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 256
Innamorata del greco Giasone, per lui Medea tradisce il padre, uccide il fratello, abbandona la patria. Ma l’evento che la caratterizza in modo assoluto è quello che Euripide ha scelto di portare in scena nel suo dramma: l’uccisione dei figli, l’atto estremo con cui essa si vendica dell’abbandono di Giasone. È con questo gesto che Medea si impone all’immaginario occidentale. In Euripide il personaggio conserva la sua ambiguità e rivendica, attraverso lo schermo del mito, la sua non appartenenza all’universo dei valori umani; Seneca riversa ogni colpa sul personaggio cupo e malefico della maga straniera; le rielaborazioni moderne cercano invece di ancorare a una realtà comprensibile, ed entro certi limiti anche giustificabile, un’azione che di per sé è incomprensibile e ingiustificabile. Si fa strada così la figura di Medea vittima delle circostanze avverse e del destino in Grillparzer, e poi quella di Medea straniera ed esule, esclusa e respinta dalla comunità che la ospita in Alvaro: un percorso che tende ad alleggerire il peso della colpa chiamando in causa ragioni esterne, inevitabili e determinanti. Alla fine l’infanticidio appare dettato da un’estrema necessità di proteggere e di amare, da un esasperato senso di pietà materna. E tuttavia l’atto rimane, epilogo irreversibile e nodo irrisolto nella tragica storia di Medea.
Alcesti. Testo greco a fronte
Euripide
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 192
Alcesti è la più antica delle tragedie di Euripide che siano giunte a noi per intero, messa in scena nel 438 a.C. Il motivo del sacrificio d'amore con cui una moglie (Alcesti) salva la vita al marito (Admeto) scegliendo di morire al posto suo è la struttura semplice a cui Euripide ha intrecciato temi particolarmente cari alla cultura greca, quali la sacralità dell'ospite, l'attaccamento alla sopravvivenza dell'uomo ad ogni età della sua vita, lo scontro generazionale e la messa in discussione dei vincoli di sangue. Concepita come ultimo dramma della tetralogia presentata agli agoni, Alcesti inserisce nelle atmosfere luttuose con brusco effetto di contrasto il personaggio di Eracle, un eroe ricolmo di vita e di vigore, che finisce per essere decisivo per il lieto fine della vicenda messa in scena. Anche sul piano delle forme questa tragedia presenta l'intera gamma delle sonorità dello spettacolo antico, segno del grande mestiere del suo autore anche nei suoi drammi più antichi.

